Dress code: colori, sapori e profumi dal cuore verde della Campania, per la serata di degustazione di tipicità Irpine a Napoli
Venerdì 21 Ottobre 2011 04:00
Scritto da Maddalena Venuso
L’invito ad una serata di Gala contiene spesso l’indicazione Dress Code, con la quale si richiede agli invitati un particolare tipo di abbigliamento, in tema con l’evento.
Venerdì 14 ottobre, nella Sala Cannoni della Fortezza di Castel Sant’Elmo, a Napoli, nel corso dell’Inaugurazione della Mostra Fotografica “Castelli d’Irpinia, Set Cinematografici tra Natura e Storia”, ospitata nella Sala dalle Pareti di Tufo, lo STAPA.ce.PICA di Avellino ha organizzato una degustazione di tipicità, per partecipare alla quale bisognava indossare l’ideale abito di appassionati estimatori dei sapori, colori e profumi della migliore gastronomia irpina. Gabriele Massa, esperto sommelier FISAR Irpinia, e conoscitore raffinato dei prodotti gastronomici, ha presentato, insieme a Carmine Cristiano, una selezione delle migliori produzioni di alcune cantine Irpine: Donna Chiara, con un Aglianico DOC 2008 e un Fiano DOCG 2010, giovane ma dalle grandi promesse; Bambinuto, con un Aglianico DOC 2008, delicatamente tannico, e PICOLI, un Greco di Tufo DOCG 2010. Ancora Il Principio, Aglianico DOC di Terradora, e un Fiano IGT 2008 delle cantine Salvatore Molettieri. Splendidi vini, che hanno accompagnato degnamente la rassegna di prodotti gastronomici curata, insieme ai dirigenti dello STAPA irpino, dall’ONAF di Avellino, delegazione di Lioni. La Cooperativa “ La Pacchiana" ha presentato il Pane “saraolla” di Montecalvo, il cui nome richiama immediatamente alla qualità di grano impiegata nella produzione. Il Pane, dalla mollica morbida e ben areata, ha fatto da “piatto” agli assaggi di Olio Ravece DOP prodotto da Azienda Agrituristica Il Torchio e ai Salumi di Montecalvo, sapidi e delicatamente insaporiti da piccolissimi pezzetti di lardo. Una tradizione antica, quella norcina dell’Irpinia, come antica è l’arte casearia che ha proposto in degustazione un Caciocavallo dell’Azienda Mariconda, Campione 2009 della categoria “Pasta Filata” alle Olimpiadi del Formaggio in Svizzera e miglior Caciocavallo d'Italia GROLLA D'ORO – FORMAGGIO D'AUTORE 2008. Dell’Azienda Mariconda di Vallata anche il pecorino laticaudo, cui ha fatto da contrappunto il Carmasciano dell’Azienda D’Apolito di Giuseppe Moscillo (Sant’Angelo dei Lombardi), prodotto tipico della valle d’Ansanto. Difficile la scelta, il palato suggeriva di assaggiare tutto, a dimostrazione che la Provincia di Avellino rimane un territorio la cui vocazione agropastorale non si è affatto affievolita nel tempo, anzi continua a regalare prodotti che parlano di una sapienza antica tutta da scoprire e gustare. Ad accompagnare le tante specialità “di nicchia” il Tartufo bagnolese di Patrone Tobia e la crema di Tartufo di Lenzi, una selezione di Castagne di Montella IGP, fresche di raccolta e proposte nella versione ”secca”, insieme alle nocciole, variamente lavorate, dalla ditta Malerba. Nocciole tonde “San Giovanni” anche dalla ditta Muto di Lauro, e delicatissimi mieli “Artemide” di Ariano Irpino. Torroni croccanti e pantorrone di Grottaminarda (ditta Romano) e da Grottolella, azienda Terra dei Nonni, un trionfo di torte tipiche irpine, fra cui superba quella di mele, hanno chiuso in dolcezza la degustazione, che gli oltre cento ospiti presenti hanno applaudito, ripromettendosi di visitare i luoghi di produzione ed approfondire la conoscenza delle aziende. Dal Punto Verde di Montella anche i fiori che abbellivano la sala, a far da pendant ai “Fiori d’Italia”, il naming del Consorzio Campano del Florovivaismo, sponsor ufficiale del Napoli Film Festival per l’allestimento di vari punti strategici della location di Castel Sant’Elmo.
L’autore della Mostra, patrocinata dall’EPT di Avellino, Giuseppe Ottaiano, si è dichiarato “soddisfatto, perché uno degli obiettivi della Mostra “Castelli d’Ipinia” è stato pienamente centrato: far conoscere ed apprezzare, al di fuori del territorio geografico di appartenenza, le risorse di un lembo della Campania che ha molto da raccontare e da offrire, in termini di turismo culturale, gastronomico e naturalistico”.
Al prossimo appuntamento con i Castelli d’Irpinia: chissà che non si riesca nell’intento di farne un volano del turismo “verde” della Campania?
Maddalena Venuso