La Cocozza Zuccarina

zucca-napoletanaLa “Cocozza Zuccarina”, come viene chiamata a Napoli la zucca lunga, è un antico ortaggio che ancora si coltiva negli orti della provincia campana. 

Originaria, con molta probabilità, dell’America Centrale, la zucca fu apprezzata dai Padri Pellegrini che, sbarcati sulla Costa Atlantica, ne appresero la coltivazione e l’uso dalle popolazioni di Pellerossa che li accolsero pacificamente e li aiutarono ad ambientarsi. Qualche secolo dopo, i discendenti dei primi colonizzatori Inglesi dimenticarono il debito di riconoscenza verso i Pellerossa e li sterminarono, magari festeggiando con la stessa Pumpikin Pie la cui ricetta avevano mutuato da loro. Insieme alla patata e al pomodoro, la zucca è stato uno dei primi ortaggi importato dall’America Centrale in Europa dopo la scoperta dell’America. Apprezzata dagli europei, se ne iniziò la coltivazione e attualmente, grazie a secoli di selezioni ed ibridazioni, il mercato offre una grande varietà di zucche, ma anche di zucchine, più piccole, e di semi. Come ogni ortaggio di colore giallo /arancio, la zucca è particolarmente ricca di vitamina A, vitamina C e betacarotene. Apporta inoltre apprezzabili quantità di potassio, calcio, fosforo, e fibre insolubili  benefiche per il nostro apparato digerente.  Può capitare, talvolta, che la zucca, per errori nella coltivazione o nella tempistica della raccolta, risulti vuota all’interno, e forse da questa caratteristica è nato il paragone fra questo gustoso ortaggio e la testa umana. “Ha la zucca vuota!”, si usa dire  per indicare una persona non molto intelligente. Niente di è più sbagliato!  Perché se è vero, come dice il Dizionario Zanichelli, che il termine zucca deriva etimologicamente da “cocutia”, testa, (da cui cocuzza e poi, per trasposizione sillabica, cozuccae) forse per la forma tondeggiante di alcune varietà, assimilabili ad una testa umana, è altrettanto vero che il colorato ortaggio è ricco di sapore e di proprietà nutritive ed organolettiche preziose per la nostra alimentazione.  In Campania la coltivazione tradizionale è quella della cosiddetta “zucca lunga napoletana”, la cui origine è rivendicata nella zona di Scafati (agro nocerino – sarnese), e che viene coltivata principalmente negli orti della provincia napoletana per essere impiegata in svariate preparazioni. Di forma cilindrica, presenta un diametro di 30 centimetri circa, e lunghezza tra i 60 e i 100 centimetri.  Esternamente è di colore verde-arancio e all’interno giallo–arancio. Viene raccolta nei mesi da luglio a settembre, ma è possibile conservarla ed utilizzarla nei mesi invernali per prepararla grigliata o per impiegarla come condimento per la pasta. Al momento dell’acquisto, infatti, occorre controllare che sia fresca, matura e soda, picchiettandone la buccia che deve emettere un suono sordo. La parte opposta al picciolo, dove era attaccato il fiore di zucca, deve essere leggermente areolata di scuro, compatta e non cedevole. Raccolta in autunno, quando le foglie sono appassite, la zucca si conserva in ambiente buio e fresco fino a Carnevale. Per questo la zucca, insieme a castagne e noci, rappresentava una riserva alimentare per le famiglie contadine dei secoli scorsi. Oggi, si preferisce consumarla fresca e infatti, date le dimensioni, se ne comprano tranci che vanno cucinati entro pochi giorni dall’acquisto.

 

Tanti e vari i modi d’impiego: arrostita, conservata sott’aceto, usata come condimento per pasta o risotti, in qualsiasi preparazione la zucca dà il meglio di sé, riuscendo a soddisfare tutti i gusti. In versione dolce, oltre all’ottimo pumpkin pie di americani natali, viene impiegata come ingrediente di composte, marmellate, crostate e squisite ciambelle.

 

La mia personale ricetta riscuote sempre grande successo fra adulti e bambini per sapore e morbidezza.

 

Ingredienti:

200 gr di zucca pulita e scaldata; 3 uova; 100 gr olio; 250 gr. zucchero; 250 gr di farina; una bustina di lievito paneangeli;

 

Preparazione:

Impastare nel mixer zucca, uova e olio, aggiungere gli altri ingredienti nell’ordine, imburrare una teglia, infarinarla, versare il composto e cuocere in forno a 180 ° per 40 minuti.

Accompagnata da una salsina di mandorle e nocciole, è davvero squisita!

Da non dimenticare le “semmente” o “seminchi”, cioè i semi essiccati di zucca, protagonisti,   dello “spassatiempo” domenicale, il fine pasto di una volta durante il quale ci si intratteneva a tavola piluccando semi e frutti secchi, magari giocando a carte e bevendo un buon bicchiere di vino.

 

 

Maddalena Venuso

 

 


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