La Melagrana: frutto dai mille chicchi, simbolo di abbondanza e fertilità

melagranaIl melograno, Punica granatum,  è una pianta originaria di una regione che va dall'Iran all'India settentrionale, diffuso sin dall'antichità  nel Caucaso e  nell'intera zona mediterranea. Apprezzato anche in Italia, ha un posto d’onore sulla tavola invernale.

Sciopero dei TIR: da lunedì assisto a scene di panico collettivo, che mi fanno pensare prima ad un’atmosfera da Day Before, e poi mi immergono in uno scenario da Day After: mi stupisce l’assalto ai supermarket, come se soffrissimo da sindrome da fine del mondo, quando lo sciopero è stato proclamato per soli quattro giorni. E mentre mi accingo a leggere i commenti di autorevoli opinionisti sui quotidiani, comunque rammaricata per gli sprechi che lo stato di agitazione inevitabilmente avrà come conseguenza, guardo con soddisfazione le ultime tre melagrane che, mantenendole opportunamente al fresco, sono riuscita a conservare finora. Il colore giallastro della buccia mette allegria, i chicchi rossi e succosi, all’interno, sono un simbolo beneaugurante in questo clima di sfiducia generale. L’albero, che al culmine della fioritura si presenta riccamente adorno di foglie caduche lanceolate verde lucente e di grandi fiori rossi, già ai tempi del Re Salomone sembra fosse uno dei principali motivi ornamentali dei capitelli del leggendario Tempio di Salomone. Legato alle divinità degli inferi (basti pensare, nella mitologia greca, alla leggenda di Persefone, figlia di Demetra), il frutto del melograno accompagnava spesso anche i defunti nel viaggio per l’aldilà, come nel caso del faraone Ramses IV. Rimane comunque essenzialmente simbolo di fertilità e fedeltà coniugale, come testimoniano leggende antiche  nonché usanze a e tradizioni giunte fino a noi. Particolarmente intriganti alcune credenze, come quella secondo cui le spose turche lanciano a terra una melagrana perché si dice che avranno tanti figli quanti sono i chicchi usciti dal frutto spaccato. In Dalmazia invece la tradizione vuole che lo sposo trasferisca dal giardino del suocero al suo una pianta di melograno, mentre di origine indiana é la credenza che il succo di questo frutto combatta la sterilità. Citato per le sue virtù curative negli antichi papiri, fra cui il Papiro di Ebers, il melograno viene descritto anche da Ippocrate che ne parla come di un vero e proprio rimedio medicamentoso. Nell’antica Grecia, infatti, il melograno era prescritto come antielmintico, antinfiammatorio e per combattere i casi di diarrea cronica. Pianta sacra e afrodisiaca per i Fenici, nel cui territorio Plinio erroneamente ubicava l’origine del Melograno, chiamandolo Malum Punicum,  esso compare spesso anche nel Vecchio Testamento, ad esempio nel Cantico dei Cantici. Il frutto, la melagrana, è una bacca carnosa, denominata balausta, con buccia spessa, con varie cavità separate da membrane. L’interno contiene molti semi carnosi, di forma prismatica, con testa polposa e tegumento legnoso, molto succosi. Il frutto maturo è giallo-verde, con aree rossastre che occasionalmente occupano l’intera superficie del frutto. La specie più conosciuta del melograno è la Punica Granatum, coltivata anche in Italia, dove è presente su quasi tutto il territorio, principalmente nelle zone a clima più mite delle aree meridionali ed insulari (Sicilia, Puglia, Campania, Sardegna, Calabria e Lazio). Anticamente il succo di melagrana era utilizzato come condimento di pesci e carni in alternativa al limone; famosa era la granatina, ottenuta dalla spremuta dei granuli di melagrana aggiunta di zucchero ed allungata di acqua fredda. Al frutto del melograno, in virtù delle sostanze in esso contenute, sono state attribuite numerose proprietà benefiche anche dalla medicina moderna. Tra le più importanti, sono da ricordare l’azione preventiva nei confronti dell’insorgenza dell’arteriosclerosi, l’attività antibatterica, l’azione anticancerogena e l’attività antiossidante.

Personalmente, utilizzo il succo di melagrana per preparare deliziose bevande e una salsa dolce che accompagna superbamente panettoni e ciambelle, anche al cioccolato. Basta far sobbollire per un minuto 100 gr. di acqua, 100 gr. di zucchero e il succo di un’arancia, aggiungere il succo di una melagrana di medie dimensioni, un cucchiaino di maizena sciolto in un po’ d’acqua, far sobbollire e raffreddare. Tagliare una fetta del dolce preferito, guarnire con la salsa alla melagrana, chiudere gli occhi e gustare un momento di puro piacere…

Maddalena Venuso


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