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Agenda

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“Convivium Pompeii” all’ Expo 2015

Mensa tipica antica Pompei Villa dei Misteri 1Un pranzo tipico della Pompei di duemila anni fa sarà al centro dell’Expo Milano 2015 grazie all’evento archeo-enogastronomico  “A tavola con gli Antichi Romani - mens sana in corpore sano”, in programma venerdì 26 giugno al Padiglione Zero dell’esposizione milanese.

La degustazione, che ha già ricevuto più di 5.000 adesioni, è curata da Gian Marco Carli, giovane “archeo-chef” del ristorante “Il Principe” di Pompei ed è inclusa nell’ambito del convegno dal tema “Le origini della dieta Mediterranea”, con la partecipazione di Rita Mulas, ricercatrice, promotrice di progetti alimentazione e salute.

Le origini della cucina mediterranea

A  cura di Gian Marco Carli, “Archeochef”

I testi più antichi che riguardano la Cucina Romana cominciano con le ricette di Catone il Censore (150 a.C.) inserite nel suo trattato sull'agricoltura ‘’De Agricoltura". Poco più di un secolo dopo (37 a.C.) appaiono ‘’I Rerum rusticarum libri tres’’ di Varrone e nel 50 d.C. é la volta di Columella con il “De re rustica”. L'ultimo degli scrittori georgici fu Plinio con “Naturalis Historia” intorno al I sec. d.C. e dopo di lui il famoso gastronomo Apicio (IV sec. d.C.) con il “De re coquinaria’’. Da tutte queste opere si evince la chiara discendenza della Cucina Mediterranea che oggi il mondo intero invidia all'Italia, ma soprattutto alla Campania, famosa per i prodotti della sua generosa terra.

*Erbe aromatiche: alloro, aneto, mirto, menta, rosmarino, salvia e timo.

*Legumi e verdure: tra gli scapece (da Apicio) di verdure rimane un classico quello delle zucchine marinate in aceto e varie spezie.

*Frutta fresca e secca

* Formaggi  ovini e caprini: la “Cassata di Oplontis” (ricotta di capra, miele e frutta secca), é I'antenata della cassata siciliana, affresco che si trova in uno dei triclini della Villa di Poppea ad Oplontis. È dappertutto che a Pompei vediamo su affreschi e mosaici testimonianze riguardanti il cibo e le bevande.

*Olio d'oliva: l'olio campano é il migliore sin dall' antichità perché privo di qualsiasi acidità.

* Cereali (Alica, farro o spetta, pasta, pane...): Cicerone ed Orazio (I sec. d.C.) erano ghiotti di "Lagane" cui si fanno risalire le attuali lasagne, le prime descrizioni dei maccheroni compaiono nel Xll sec. In libri di viaggio e ricettari Arabi in cui i vermicelli sono indicati con il termine "Atria".

*Salse: la salsa più usata era il Garum o Liquamen.

*Miele: i Romani mescolavano sapori acri e dolci.

*Vino: era speziato e condito e diluito con acqua.

I cibi che I romani non fecero in tempo a conoscere

*Pomodoro, zucchero, patata, caffé, cacao.

 

La giornata e il cibo

I Romani, dato che Ia vita di quei tempi era regolata dal sole, si alzavano presto, facevano una robusta colazione (lentacolum) a base di pane, formaggio, frutta secca e miele; verso mezzogiorno facevano uno spuntino leggero (Prandium) e dopo essersi recati alle terme verso le tre o le quattro del pomeriggio iniziavano a cenare (Coena), si stendevano sui letti tricliniari e, appoggiato il gomito ai cuscini, davano inizio al Convivium che si apriva con abbondanti antipasti (Gustatio) cui facevano seguito i piatti forti (mensa prima) e, a chiusura, il dessert (Mensa secunda) in genere a base di frutta e dolci.  Gli schiavi addetti  al banchetto servivano, il Cellarius (il nostro sommelier) soprintendeva alle bevande facendo portare I'aperitivo, il Mulsum (vino con miele e spezie), e poi i vini che accompagnavano la Mensa Prima  venivano filtrati e conditi con spezie (Vino conditum) e diluiti con acqua, e, dulcis in fundo, sul dessert vino passito (Vino passum). Nel corso di un banchetto intrattenimenti di vario genere venivano offerti agli ospiti: musiche, danze, esibizioni di giocolieri ed acrobati, declamazioni di componimenti poetici.

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Capua il Luogo della Lingua Festival. Gran finale, a Palazzo Lanza, con Matteo Garrone

MATTEO GARRONEContinua a diffondersi l’eco di consensi per la decima edizione di “Capua il Luogo della Lingua Festival”, la rassegna di letteratura, cinema, teatro, musica, architettura, arte e gastronomia che il 13 giugno scorso ha preso il via nella splendida cornice di Palazzo Lanza. Dopo il boom di presenze registrato durante il primo weekend, da venerdì a domenica scorsa in tanti hanno scelto l’Ex Libris di Corso Gran Priorato di Malta per trascorrere qualche ora in compagnia di ospiti d’eccezione che infondono speranza e coraggio nel domani. Quello appena trascorso, infatti, è stato un fine settimana alla scoperta delle origini storiche e culturali del nostro territorio, ma anche delle eccellenze che continuano a valorizzare i suoi punti di forza. Magica la chiusura di sabato sera con il tributo a Pino Daniele eseguito dall’Ensemble vocale del Teatro San Carlo: i Cantori Neapolitani hanno letteralmente incantato i presenti con “Canto sommerso”, una rapsodia di Alessandro De Simone, omaggio all’inimitabile arte del cantautore e chitarrista napoletano. Fari puntati sulla piccola editoria e sull’impegno degli scrittori emergenti domenica sera, quando la scrittrice Marilena Lucente e l’editrice Silvia Tessitore hanno acceso un’ampia riflessione sulle difficoltà che incontra oggi uno scrittore. A discuterne con loro gli autori Malfisia Foniciello, Enzo Marino, Giuseppe Melone, Michela Salzillo e Mario Campagnuolo. «Eventi come questo sono fondamentali per il rilancio culturale di un territorio – ha sottolineato entusiasta del Festival Guglielmo Lima, assessore al Marketing territoriale del Comune di Capua -, perché valorizzano la storia, le origini e le prospettive dimostrando che la ripresa è possibile e che c’è sempre una via d’uscita». E mentre ancora si parla del successo della seconda tappa del Festival, cresce la suspense per l’ultimo weekend di eventi. Si parte questo venerdì, 26 giugno, con un divertente viaggio nella comicità, nell’umorismo e nella ludo linguistica attraverso la lettura di alcuni passi “Questa scuola non è un albergo”, l’ultimo imperdibile romanzo di Pino Imperatore. Con gli amici Edgardo Bellini, Maurizio De Angelis, Francesco Di Domenico, Gianni Puca e Lucio Rufolo, l’autore terrà una session comica e ripercorrerà le tappe del percorso creativo e narrativo realizzato a Napoli, negli ultimi dieci anni, dal GULP – Gruppo Umoristi Ludici Postmoderni -, e dal laboratorio di scrittura comica e umoristica “Achille Campanile”, che lo stesso autore ha fondato nel 2001. Nato a Milano, 54 anni fa, Imperatore vive ad Aversa e lavora a Napoli, e in questi anni ha fatto dell’umorismo e della risata la sua principale fonte di ispirazione. Tra i numerosi riconoscimenti ha ottenuto il premio “Massimo Troisi” per la scrittura comica. Sabato sera, poi, alle ore 21, il pubblico incontrerà Enrico Ianniello, per un’interessante chiacchierata con la giornalista Mariamichela Formisano. L’attore, regista e traduttore casertano sarà a Palazzo Lanza per presentare “La vita prodigiosa di Isidoro Sifflotin”, il suo primo romanzo con il quale nel 2015 ha vinto il “Premio Campiello Opera Prima”. Tanti gli apprezzamenti e i riconoscimenti per l’opera, un libro che narra la storia di un giovane della provincia di Avellino con la particolare dote di fischiettare come un uccello. Dopo una vita di sofferenze, Isidoro ritroverà la serenità e l’amore della sua infanzia. L’ultimo giorno di eventi si aprirà alle 19.30 con “Le donne di Terra di Lavoro”, un incontro al femminile sulle specialità enogastronomiche della nostra provincia. La giornalista e scrittrice Marina Alaimo presenterà donne straordinarie che, con coraggio e passione, sono state motivo di riscatto ed orgoglio per un territorio che troppo spesso fa parlare di se in modo negativo. Al suo fianco, per presentare le loro creazioni e specialità culinarie, ci saranno Liliana Lombardi e il suo ‘Conciato romano’; Rosanna Marziale, la chef stellata del ristorante casertano ‘Le Colonne’; Manuela Piancastelli, con il suo ‘Pallagrello’; e Antonietta Melillo, con la sua ‘Cipolla alifana’. Gran finale, dalle ore 21.30, con l’ospite più atteso di questa decima edizione: il regista, sceneggiatore e produttore cinematografico Matteo Garrone. Con lo scrittore Giuseppe Montesano Garrone parlerà del suo ultimo film “Il racconto dei racconti”, il fantasy del 2015 con Salma Hayek e Vincent Cassel in concorso all’ultimo Festival di Cannes. La pellicola, composta da tre diversi episodi che si intrecciano tra loro – La regina, La pulce e Le due vecchie -, è tratta dalla raccolta di fiabe “Lo Cunto de li cunti” di Gianbattista Basile, pubblicata postuma tra il 1634 e il 1636. A poche ore dal suo arrivo cresce sempre più l’entusiasmo generale, perché quella di domenica a Palazzo Lanza sarà la sua prima tappa in provincia di Caserta dopo il successo riscosso a Cannes. Garrone è infatti considerato tra i migliori registi italiani degli ultimi anni. L’apice del successo lo ha raggiunto con la trasposizione cinematografica del best seller di Roberto Saviano, “Gomorra”, vincitore del “Grand Prix Speciale” della Giuria al Festival di Cannes, di 5 “European Film Award”, di 7 David di Donatello e nominato ai “Golden Globe” come miglior film straniero.  

Il Festival, promosso dall’associazione Architempo, con il sostegno dell’Ex Librise della Biblioteca di Palazzo Lanza, si avvale del sostegno di C.R.E.S.O. e del patrocinio morale del Comune di Capua e degli assessorati alla Cultura e al Marketing territoriale.

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