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Cronaca

Vesuvio basta fiamme: vesuviani in piazza per il piano di emergenza

LAPILLI fiamme5Centinaia di attivisti provenienti dai Comuni Vesuviani, ma anche da diverse parti della Provincia e della Regione, ieri alle 17 si sono incontrati in piazza Matteotti a Napoli per la manifestazione “Vesuvio: Basta Fiamme!”. L’emergenza incendi che ha devastato il Parco Nazionale del Vesuvio nei giorni scorsi e ancora interessa la Campania, e la relativa gestione della stessa ha spinto gli attivisti a mobilitarsi per esigere dalle Istituzioni preposte un efficace piano di prevenzione, pianificazione del rischio e gestione delle emergenze relative ai disastri naturali ed artificiali, in tutta Italia, come incendi, eruzioni, esondazioni, alluvioni etc. “L’emergenza incendi sul Vesuvio – ha detto Clementina Sasso, attivista, astrofisica ed esperta di vulcanologia – ha messo in luce l’inefficienza dei piani di gestione delle emergenze. Ora che i roghi sono stati domati, si pone il problema delle alluvioni: molti nostri concittadini che abitano sul Vesuvio oggi non hanno potuto partecipare perché temono di lasciare le proprie case per il rischio frane a causa del mal tempo”. “Affinché non ci troviamo nuovamente impreparati di fronte a nuove calamità che potrebbero ripetersi, con conseguenze ancora più gravi – ha aggiunto Ciro Teodonno, giornalista e attivista – chiediamo al prefetto piani di protezione civile, di pianificazione del rischio e gestione delle emergenze”. Tra le associazioni presenti: il Comitato Mo’ Basta di Torre del Greco presieduto dall’avvocato Patrizia Di Donna, l’associazione Mamme Vulcaniche, l’associazione Je so’ pazzo, delegazioni da Salerno, Acerra, Giugliano e diversi altri Comuni. A ritmo di balli popolari e tammorra, i “figli del Vesuvio” da piazza Matteotti hanno percorso via Medina e via San Carlo diretti alla Prefettura piazza Plebiscito .

Questi i punti della istanza da consegnare al prefetto di Napoli:

La verifica dell’esistenza in tutte le città dei piani di protezione civile e degli uffici preposti e, nel caso di inottemperanza una data entro cui realizzarli, pena la decadenza del Sindaco e della Giunta; che questi stessi piani siano portati a conoscenza della cittadinanza con opportuna diffusione e messa in prova in tempi di quiete con esercitazioni e attraverso un dialogo continuo e costante con la popolazione; che sia chiara divisione dei compiti - anche con l’introduzione di pene - e coordinamento tra tutti gli enti: cosa compete ai sindaci, cosa alle regioni, cosa ad altri attori (ad esempio il Parco Nazionale del Vesuvio), cosa allo Stato, perché non si giochi più a scaricabarile sulle nostre vite.

In merito all’emergenza specifica dei roghi che hanno interessato il comparto Vesuviano nell’esposto si chiede, con la massima urgenza: La dichiarazione dello stato di calamità naturale; la valutazione immediata del rischio idrogeologico sui versanti Monte Somma-Vesuvio e la rispettiva messa in sicurezza laddove necessario mediante la manutenzione delle opere preesistenti e/o la realizzazione di nuovi lavori; l’immediata opera di bonifica e ripristino dei versanti e dei boschi interessati dalle fiamme e la messa in atto di un piano di rimboschimento che veda collaborare tutti i soggetti interessati e il controllo degli appalti e delle ditte che si aggiudicheranno la gara, con la messa in sicurezza dei sentieri mediante l'abbattimento degli alberi pericolante e irrimediabilmente persi; l’aumento dell’attenzione nei confronti della tematica incendi boschivi con un aumento delle forze in campo, in termini numerici di mezzi e uomini, dei personale con formazione adatta al fine; l’aumento dell’attenzione nei confronti della tematica incendi boschivi con un aumento delle forze in campo, in termini numerici di mezzi e uomini, dei personale con formazione adatta al fine; la revisione dei ruoli nelle operazioni direzionali delle operazioni di spegnimento con la restituzione al corpo dei carabinieri forestali della suddetta competenza, la cui deprivazione è stata una delle cause principali della fallimentare gestione dei roghi e della successiva evoluzione degli stessi in disastri ambientali come questo accorso nel Parco Nazionale del Vesuvio; la rendicontazione delle attività di prevenzione antincendio svolte dalle istituzioni e dagli enti preposti, quali ad esempio l’Ente Parco del Vesuvio, previste nel piano AIB dello stesso.

Rimasti in piazza sino alle 20 gli attivisti non sono stati ricevuti dal prefetto, per assenza dello stesso come è stato riferito. L’esposto è stato consegnato alla polizia che ha assicurato di consegnarla al prefetto.

 

 

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Franceschini: “Musei italiani verso il record di 50 milioni di ingressi”

“Colosseo a quota 7 milioni entro il 2017”

“Trend tutto italiano, tasso di crescita oltre il 7%”

LAPILLI Foto dario franceschini 200“I musei italiani – ha dichiarato il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, nel corso della conferenza stampa sul parco archeologico del Colosseo - stanno andando verso il record assoluto di 50 milioni di ingressi nel 2017, un dato mai registrato in precedenza e che rappresenta un trend tutto italiano con un tasso di crescita di oltre il 7%. In questo contesto, i numeri del primo semestre di quest’anno fanno presagire per il Colosseo ben 7 milioni di visitatori entro dicembre, con una crescita rispetto al 2016 che al momento è attestata sul 12%”.

“In questi anni il sistema museale nazionale ha conosciuto cambiamenti profondi e radicali – ha detto inoltre il Ministro - coerenti con il disegno di adeguare il nostro Paese al livello dei grandi cambiamenti avvenuti nel mondo riguardo la valorizzazione del patrimonio culturale. La riforma ha seguito un percorso molto preciso, con la creazione dei poli museali, dei musei autonomi e della Direzione generale Musei. È un percorso che è stato molto apprezzato all’estero e che ha anche incontrato alcune critiche, come ogni riforma realmente incisiva, ma alla quale – ha sottolineato il Ministro - non è mai stato opposto, fino allo scorso 21 aprile, alcun ricorso amministrativo. Anzi, tutti i comuni nel cui territorio è presente uno dei 31 musei autonomi finora entrati in funzione- ha precisato Franceschini - hanno pienamente collaborato con i neo direttori. Il Comune di Roma ha scelto invece di ricorrere. All’indomani della sentenza di primo grado – ha ricordato il Ministro - si sono letti giudizi molto pesanti e approssimativi che arrivavano a insinuare l’ignoranza di norme sulla dirigenza pubblica, senza tener conto delle sentenze del Corte di Giustizia Europea e dello stesso Consiglio di Stato, che ieri ha fatto molta chiarezza consentendoci di proseguire. Pertanto – ha detto Franceschini - ritornano in essere sia il Direttore ad interim Federica Galloni, sia la procedura pubblica di selezione internazionale per la quale sono giunte 84 candidature di cui 14 dall’estero. La commissione, composta da autorevoli personalità, farà le proprie valutazioni e entro il 1° gennaio 2018 – ha dichiarato il Ministro - verrà scelto il nuovo direttore del parco archeologico del Colosseo. Per quanto riguarda il rapporto con il Comune di Roma, con il precedente Sindaco Ignazio Marino firmai un accordo che spingeva le due amministrazioni a integrare la valorizzazione dell’area archeologica centrale per offrire un servizio unico ai visitatori. Come ribadito dal Consiglio di Stato, quell’accordo resta valido: cambia solo uno dei due interlocutori, che non sarà più il Soprintendente Speciale ma il Direttore del parco archeologico. Proprio a questo proposito – ha annunciato Franceschini - il 2 agosto avrò un incontro con il Sindaco e il Vice Sindaco di Roma, già fissato prima di questa sentenza che fa chiarezza. Procederò inoltre alla nomina del Comitato Scientifico del Parco, nonostante il comune di Roma – ha sottolineato il Ministro - non abbia ancora indicato il proprio rappresentante così come in nessun altro dei musei statali autonomi presenti sul suo territorio. Per quanto riguarda le quote della suddivisione degli incassi del Colosseo utilizzate per la tutela del patrimonio archeologico statale presente nel territorio del Comune di Roma – ha concluso il Ministro – voglio nuovamente fugare ogni equivoco: il provvedimento istitutivo del parco archeologico ne prevede una suddivisione che destina l’80% delle risorse alla salvaguardia dei beni archeologici statali della Capitale ”.

 

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