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I nuovi pizzaioli Discepoli di Escoffier

  • Published in Attualità

Teatro dell’evento di intronizzazione l’Auditorium del Museo e Real Bosco di Capodimonte

IMG 8118PGNQ 250Gran successo per i Discepoli di Escoffier, che nell’Auditorium del Museo e Real Bosco di Capodimonte, hanno vissuta l’intronizzazione di 28 nuovi associati pizzaioli più un nuovo socio onorario. Sono intervenuti, in rappresentanza dell’Associazione Internazionale dei Discepoli di Auguste Escoffier, Mario Vino delegato per la Francia, Francesco Ammirati Presidente italiano, Antonio Torcasso segretario italiano, Nicola Di Filippo presidente regionale campano, Felice Franzese segretario regionale della Campania, Romina Sodano responsabile delle pubbliche relazioni degli Escoffier e Giuseppe De Girolamo giornalista enogastronomo, socio onorario del sodalizio. Presentata da Sodano, è intervenuta Rosaria Mazza delegata dal Direttore del Museo che ha portato il suo saluto agli ospiti dell’evento. Ha poi esordito Di Filippo presentando le finalità dell’evento e ringraziando tutti i partecipanti. Il presidente Ammirati è intervenuto sostenendo che: ” La pizza è sì di Napoli, ma è l’unico piatto al mondo conosciuto nell’intero pianeta e questo per voi pizzaioli è un grande onore, quindi per voi 30 che siete stati intronizzati nella precedente edizione ed altri 30 che ora ricevete questo ambito titolo, deve rappresentare un ulteriore elemento di sprono per meglio operare con la comunità degli Escoffier” . Continuando, ha poi ricordato l’umanità del “Cuoco dei re, re dei Cuochi” e l’opera da lui svolta, in primis l’aver saputo dare 400 e più posti di cucina di livello alto. La Sodano, ha inoltre ricordato lo spirito di Escoffier, “vissuto nel 1880, ma che ha dato alla cucina un po’ quello che state dando voi cuochi italiani e del mondo”. Lui lo faceva per la cucina francese – ha detto Sodano- e cercò di semplificare quello che erano i piatti, soprattutto esaltando le materie prime ed i prodotti territoriali come fate tutti voi. Quindi salvaguardare il territorio con i suoi prodotti e la semplificazione della cucina, mantenendo le tradizioni. Precedendo la consegna delle fasce, Antonio Pace presidente dell’Associazione Verace Pizza Napoletana nel suo intervento ha detto: ”Quando Nicola mi ha chiesto di collaborare, per trovare i nomi di pizzaioli che meritavano questo riconoscimento, essendo molti giovani, ho trovato anche cosa non facile presentar loro questo titolo di Escoffier che negli anni 60 era da tutti molto conosciuto. Convinto però, che questo rappresenta un momento storico per la pizza, mi sono adoperato al meglio perché la pizza era talmente lontana dalla cucina, non era proprio considerata, solo qualche piccolo esercizio la inseriva come portata ed anche a Napoli nei ristoranti importanti tranne il mio – Ciro a Santa Brigida – la pizza non era una voce del menù, e la pizza in genere era sempre snobbata. Oggi invece se Auguste Escoffier fosse stato presente qui fra noi, forse, sarebbe stato il primo ad inserire nella brigata di cucina lo chef pizzaiolo. Oggi quello che hanno raggiunto gli amici poizzaioli con la pizza napoletana e la pizza in genere, credo che avrebbe meritato da parte di Auguste Escoffier l’ingresso in cucina anche del pizzaiolo che purtroppo fino a qualche anno fa era l’ultima figura della ristorazione. Attualmente ci sono chef pizzaioli che hanno raggiunto livelli culturali e di preparazione notevoli tanto da farmi perseguire il sogno di realizzare un corso di cucina per pizzaioli che, con tutti voi, con questa associazione e la vostra volontà e dedizione sono certo attueremo perché i pizzaioli bravissimi a fare la pizza, consentitemi, molte volte hanno bisogno di qualche consiglio e rettifica in merito ai prodotti utilizzati per farcirla. Vincenzo Oliva è intervenuto affermando d’essere onorato per la fascia ricevuta ed ha parlato dell’opera meritoria che offre, attraverso la propria scuola della quale è docente, a tanti volenterosi pizzaioli che desiderano realizzare un progetto. Enzo Coccia primo alfiere nel mondo della diffusione dell’Arte del pizzaiolo napoletano, che non ama definirsi un artista della pizza ma un artigiano, ha esordito affermando: “Gli italiani sono cugini dei francesi perché la cucina è contaminazione. Dopo aver fatto un excursus storico dal 1807/15 periodo del regno a Napoli di Gioachino Murat cognato di Napoleone Bonaparte sino a ricordare i Borbone con il regno di Ferdinando II, ha voluto evidenziare la sua proposta fatta a Di Filippo, di scegliere il Museo di Capodimonte quale sede dell’evento di intronizzazione dei nuovi discepoli di Escoffier sezione Pizza. Coccia ha detto: ”a salita Tarsia, poco distante da qui, esisteva un pizzaiolo che si chiamava Domenico Testa, figlio del soprannominato n’Tuono che vuol dire Mast’Antonio, e in questo palazzo reale all’epoca c’era un forno dove il Testa realizzò una pizza nel 1889, che apprezzata dalla regina gli procurò la possibilità di scegliere un titolo a lui proposto ed il pizzaiolo vanitoso scelse quello di Monzù, appellativo napoletano attribuito dal francese Monsieur (Signore) a quei cuochi che cucinavano nelle case aristocratiche del regno, perché chi era Monsieur era grande”. Coccia, ha chiuso con un applauso ai grandi cuochi come Gualtiero Marchesi ed altri, riaffermando un suo storico motto, che “La pizza napoletana ha un ingrediente fondamentale, il tempo. Ed è leggerissima e altamente digeribile. Così com’è non ha bisogno di compromessi“. Luciano Gennaro, è intervenuto per l’associazione pizzerie storiche napoletane “Le Centenarie”, essendo il titolare di uno di questi locali centenari. Luciano è infatti ricordato di essere il titolare della “Pizzeria Port’Alba”: “la più storica ed antica pizzeria nata 280 anni fa, che nel 1738 era un laboratorio dove, non esistendo le pizzerie, gli ambulanti andavano a cuocere le loro pietanze che vendevano nei vicoli limitrofi, poi nel 1830 è divenuta la prima pizzeria nata a Napoli”. Mi auguro quindi – ha concluso Luciano - di continuare a portare avanti il mondo dell’Arte del pizzaiolo napoletano con le sue autentiche e veraci pizze, ed ora che mi onoro di poter indossare questa fascia, auspico nuovi successi per la pizza napoletana nel mondo. Hanno ricevuto l’intronizzazione e fascia di Escoffier: Concetta Bianco socia onoraria, ed i pizzaioli Silvio Zigarelli, Antonio Tammaro, Attilio Albachiara, Adriana Avallone, Ciro Tutino, Michele Tutino, Ciro Spinelli, Giuseppe Starita, Antonio Starita, Carmine Di Tocco, Enzo Coccia, Marcello Daffinito, Giovanni Gallifuoco, Ciro Rubino, Antonio Aniello, Mirco Fusco, Danilo Fusco, Umberto Mauriello, Gennaro Luciano, Cristiano De Rinaldi, Michele Leo, Giovanni Pernice, Antonio Della Volpe, Francesco Paolo Infantino, Carmine Mazzarino, Salvatore Di Maio, Vincenzo Oliva, Salvatore D’Alterio.

Giuseppe De Girolamo