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  • Categoria: Attualità
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L’attualità del pensiero di Giuseppe Toniolo. Intervista a Mons. Domenico Sorrentino, Vescovo di Assisi

sorrentino ottavianoNell’ambito del progetto Dialoghi Vesuviani, promosso dall’associazione Dies Artis Semper, presieduta da Rosa Carillo e organizzato in collaborazione con l’Istituto alberghiero Luigi De Medici di Ottaviano, è stato presentato sabato 2 aprile 2022, l’ultimo saggio di Mons. Domenico Sorrentino, Economia umana. La lezione e la profezia di Giuseppe Toniolo: una rilettura sistematica.

Hanno dialogato, nell’aula magna dell’ISIS di Ottaviano diretto da Vincenzo Falco, con Mons. Domenico Sorrentino, Vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e Foligno e membro del collegio di indirizzo della Fondazione di Studi Tonioliani: Enzo d’Errico, direttore del Corriere del Mezzogiorno, Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli, Ettore Acerra direttore Usr Campania e Luigi Giordano, Sostituto Procuratore Generale della Corte di Cassazione.

 

 

Sua Eccellenza quanto è attuale il pensiero del Beato Toniolo?

Più che attuale direi che questa è proprio la sua ora. Il Toniolo è stato un profeta, quello che ha indicato come prospettiva futura, oggi lo stiamo constatando. Aveva capito che una società, un’economia senza un’etica ben salda diventano una grande confusione, dove ciascuno si fa norma di se stesso. In questo sistema di indipendenza radicale dalle norme morali la società non ha più una direzione di marcia e l’economia non ha più fondamenta solide di solidarietà. Aveva previsto che saremo andati verso una forma di disgregazione, di frammentazione radicale, che lui chiamava atomismo, in cui la società si avvia ad essere un’accozzaglia di atomi sparsi, sempre più individualizzati senza relazioni, senza fraternità, senza un rapporto generativo. Ecco ci siamo arrivati, a partire dal nucleo familiare, dalle relazioni sociali a quelle internazionali. Toniolo aveva intuito il peggio che ci aspettava, ma aveva intuito anche il meglio che ci propone: un ritorno ai fondamenti. Inoltre, aveva intuito che un’economia e una società non si capiscono partendo solo dall’operatività, ma si capiscono solo se torniamo a quello che lui chiamava l’ordine costitutivo: chi è la persona, cos’è la società, cos’è la morale, cos’è il benessere, cos’è la civiltà. Senza questi concetti fondamentali tutto diventa pragmatismo, che comunque porta a dei risultati immediati, ma procura delle autentiche devastazioni. Una di queste, di cui finalmente ci siamo convinti, è la devastazione ambientale che vediamo con i nostri occhi, ma anche la devastazione dei rapporti internazionali che stiamo vivendo in questi giorni di guerra. Toniolo conclude con una pagina bellissima, che ho voluto pubblicare in quest’ultimo volume, in cui parla dell’aggressività nazionalistica. Credeva fortemente nel valore della nazione, ma contestualmente diceva attenti che questo non diventi nazionalismo aggressivo. Toniolo è stato un grande profeta e questa è l’ora di riprendere a studiarlo. Sicuramente in lui ci sono elementi datati, è vissuto nel suo tempo, dobbiamo esser capaci di lasciar cadere le fronde del tempo e riprenderlo dalla radice e dal tronco, che sono invece sicuri e capaci di darci un orientamento. 

 Cosa può fare ciascuno di noi?

Possiamo fare molto, nella misura in cui prendiamo coscienza che dobbiamo rivedere le nostre vite, dobbiamo vedere dove abbiamo sbagliato, è tempo di dircelo con coraggio e il Toniolo può aiutarci a rintracciare i nostri errori ed è proprio questo il suo compito. Ha voluto indicare per tempo all’umanità qual è la deviazione che ci porta a sbattere. La prima deviazione è quella che facciamo quando troviamo l’orizzonte di Dio nelle nostre vite. Andiamo a sbattere se ci percepiamo come individui isolati, sciolti e non come relazioni stabili e fraterne. Tutto questo lo ha applicato in tutti gli ambiti dell’esistenza e in modo particolare all’economia. Oggi è il tempo di ascoltarlo e di rinnovarci irradiando questo pensiero invitando gli altri con umiltà a riflettere. È tempo di rimetterci insieme su una strada sicura. 

 Proprio il 29 aprile 2022 ricorre il decennale della beatificazione del laico Toniolo di cui lei è stato il Postulatore.

È bello che vi sia un economista di cattedra che sia stato dichiarato beato, quindi un uomo esemplare. Vederlo anche in questa veste ci aiuta, ci aiuta a ricordare che la santità non è una cosa astratta, non è una cosa di nicchia, ma è una vocazione comune. Anche nell’ambito dell’economia si può diventare santi, sia come pensatori dell’economia sia come praticanti dell’economia. Abbiamo bisogno di metterci sulla sua strada e di crederci davvero. C’è speranza se il nostro cuore si converte e diventa un cuore nuovo.

Cesare Bifulco