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SOLENNITA’ DI SAN GENNARO 18/19 Settembre 2023. OFFERTA DELL’OLIO PER LA LAMPADA VOTIVA A S. GENNARO

Sangue che salva, Sangue che ribolle, Sangue che dà vita

SOLENNITA’ DI SAN GENNARO

 18/19 Settembre 2023

OFFERTA DELL’OLIO PER LA LAMPADA VOTIVA A S. GENNARO

 

Foto don Mimmo Battaglia 1 250Nel pomeriggio del prossimo 18 settembre, vigilia della Solennità di San Gennaro, non sarà una Diocesi della Campania, come è nella tradizione, ad offrire l’olio per alimentare, lungo un anno, la lampada votiva che arde davanti alle reliquie di San Gennaro, ma saranno i donatori di sangue organizzati dall’Asl Napoli 1 Centro.

Tale significativa novità è nata dal fatto che il nostro Arcivescovo Metropolita, don Mimmo Battaglia, nelle sue tante visite ai luoghi di cura del territorio diocesano ha avuto modo di registrare l’emergenza, sempre più̀ grave, di mancanza di sangue e, quindi, di donatori generosi.

Per questo l’Arcivescovo ha voluto che, durante questo tempo della festività̀ gennariana  e oltre, venissero date attenzione ed evidenza a questa criticità̀, in maniera da sensibilizzare l’opinione pubblica alla donazione di sangue, auspicando che fossero proprio i donatori di sangue ad offrire, tramite l’Azienda Sanitaria Napoli 1 Centro, territorialmente competente, ad offrire l’olio per la lampada votiva e, nel contempo, venisse predisposto, nei giorni dedicati alle celebrazioni per San Gennaro e nei luoghi di  festa,  un centro di raccolta del sangue da parte di storici e nuovi donatori.

Alla luce delle particolari indicazioni dell’Arcivescovo don Mimmo Battaglia, il responsabile del settore liturgico della Diocesi, mons. Nicola Longobardo, ha indirizzato una lettera/proposta al Direttore Generale dell’Asl, ing. Ciro Verdoliva, il quale con entusiasmo ha condiviso l’iniziativa e ha accolto la richiesta, attivando tutti gli adempimenti necessari ai fini della raccolta di sangue e dell’offerta dell’olio a San Gennaro, che col suo sangue continua a proteggere quanti, con devozione e fede, chiedono a Lui intercessione e protezione, a Napoli, in Campania e nel mondo.

 

Messaggio dell’arcivescovo metropolita di napoli, don mimmo battaglia,

per sensibilizzare il popolo di dio alla donazione di sangue

 

Nella solennita’ di san gennaro

saranno proprio i donatori di sangue

attraverso l’asl napoli 1 centro

ad offrire l’olio per la lampada votiva al santo martire

 

Care amiche e cari amici napoletani,

Napoli viene definita la città dei sangui e il rimando alla sua stessa natura non è sottaciuto da diversi commentatori che vedono un legame fortissimo tra il sangue del martire e il color porpora dei significati propri di appartenenza alla città e alla sua gente: vigore, passione, fantasia color sangue, gente sanguigna che non colma nella moderazione il suo vivere, ma nell’esagerazione, perché il sangue non è acqua. Un segno, quello del sangue, che da secoli conforta e provoca la gente di questa nostra straordinaria terra che in quel sangue ritrova il colore e il calore delle sue radici, della sua appartenenza, del fuoco delle sue viscere, del sacrificio dei suoi martiri, laici e credenti, noti e meno conosciuti, che per Napoli hanno versato il proprio sangue. Eppure, la storia di Napoli, benché gloriosa, sembra essere, più che sanguigna, dissanguata da lotte di liberazione annunciate e mai portate a termine e da progetti ipotizzati e mai realizzati. Più facile aspettare che scorra il sangue di Gennaro, che lasciar scorrere il proprio per restare fedeli all’impegno civile e al rispetto del bene comune. Il sangue tuttavia non è acqua. Scorre ancora per questa nostra terra nell’offerta dei martiri, nella passione dei giusti e scorre purtroppo nell’innocenza tradita da chi, violento, ruba loro la speranza. Ha ragione Enzo Avitabile, poeta ispirato dalle intuizioni teologiche del popolo napoletano a cui ha saputo dare immensa dignità musicale quando, ricordando la devozione al nostro santo patrono Gennaro, dice: “È sangue e non è acqua”.

È sangue e non è acqua quello sparso da Gesù sulla Croce per aprirci le porte di un Regno di giustizia e di pace, in cui la misericordia vince sempre su ogni violenza. È sangue e non è acqua quello versato da Gennaro sulla pietra a fil di spada per annunciare che si può essere forti anche senza violenza e quella forza genera vita e coraggio in coloro che cercano riscatto e dignità. È sangue e non è acqua quello che scorre sui marciapiedi di Napoli per tutte le vittime innocenti della malavita e delle forme di criminalità organizzata.

Ed è sangue e non acqua quello che con gratuita generosità si dona ai fratelli più fragili in tempi in cui si è chiamati tutti a fare la propria parte per dare sostegno e sollievo alle emoteche con la donazione del proprio sangue.

Nelle tante visite ai luoghi di cura del territorio diocesano ho avuto modo di registrare l’emergenza, sempre più grave, di mancanza di sangue e di donatori generosi. Per questo ho voluto che, durante questo tempo delle festività gennariane e oltre, venissero date attenzione ed evidenza a questa criticità, in maniera da sensibilizzare l’opinione pubblica alla donazione di sangue.

Ho chiesto che fossero proprio i donatori di sangue, tramite l’Azienda Sanitaria Napoli 1 Centro, territorialmente competente, a offrire l’olio per la lampada votiva al santo patrono, mentre sarà predisposto, nei giorni dedicati alle celebrazioni per San Gennaro e nei luoghi di festa, un centro di raccolta del sangue.

Donare sangue è un gesto nobile di carità per dire speranza. A Napoli, il colore della speranza ha la densità del rosso di un sangue che può tornare a scorrere nelle arterie di quanti ne hanno, per necessità di vita, davvero bisogno.

Scorra allora il nostro sangue, non per violenza, ma per amore, per giustizia, per la salvezza di quanti grazie ai giusti si nutriranno di futuro.

Il sangue del vescovo Gennaro è sangue vivo, risorto, che sprona al dono di sé fino a dare la vita per amore. Papa Paolo VI, nel lontano 1966, benedì il popolo napoletano con queste parole: “Come questo sangue, che ribolle ad ogni festa, così la fede del popolo di Napoli possa ribollire, rifiorire ed affermarsi”.

Vi benedico allo stesso modo!

Napoli, 13 settembre 2023

                                                                                                   don Mimmo