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A Torre del Greco in scena gli Ear Buzz

A Torre del Greco in scena gli Ear Buzz

Foto Ear Buzz 250Giovedì 7 marzo 2024 presso il Cafè Street 45 di Torre del Greco sono tornati in scena gli Ear Buzz, band musicale torrese formatosi il 10 luglio 2014 ed ormai ben consolidata nel panorama artistico campano e non solo grazie ai validissimi componenti, ossia Pietro Montesarchio (tastiere e seconda voce), Ilaria Bellucci (voce e chitarra ritmica), Ciro Ivan Medio (batteria), Andrea Lubrano Di Giunno (chitarra solista) e Fabio Balzano (basso).

La scaletta, come sempre, è stata un mix di cover e brani inediti, per una serata come sempre gradevole e di qualità.

Tra i brani inediti del complesso eseguiti si desidera sottolineare (ed invitare chi ci legge all’ascolto su tutte le piattaforme) “November 11” ed “Harriet”, che hanno rispettivamente aperto e chiuso la serata, e “Mass Destruction”. Questi tre brani sono tratti dal loro EP “Planetarium”, pubblicato nel novembre del 2018. La prima canzone racconta la voglia di evadere di fronte alle cose negative purtroppo presenti nel mondo. “Harriet” narra la storia di Harriet Westbrook, la prima moglie di Percy Bysshe Shelley, marito di Mary Shelley, autrice di “Frankestein”. Harriet, una volta messa incinta da Percy, e ripudiata anche dalla propria famiglia, decide di suicidarsi col bimbo nel grembo. “Mass Destruction”, con una struggente Ilaria Bellucci alla voce, denuncia un paradosso, cioè, descrive come ciò che è costruito dall’uomo con tanto impegno e in tanto tempo possa essere distrutto sempre dall’uomo in un nanosecondo, riferendosi allo strumento della bomba atomica. In questa canzone è presente l’amore di due persone, che si parlano nei momenti immediatamente precedenti alla caduta della bomba fino alla effettiva caduta, quando le due voci dicono “My love, I've stepped inside the light”, cioè sono entrato nella luce, intesa come il bagliore causato dalla caduta della bomba, sinonimo quindi della morte. Durante l’esecuzione, coerentemente col tema del brano, la band ha voluto ribadire il proprio no alla guerra con la scritta proiettata alle loro spalle “Stop al genocidio”, in riferimento all’attuale confitto tra Palestina ed Israele. Con questo brano il rock bacia la musica orchestrale grazie alla collaborazione del maestro Francesco Auriemma nella traccia originale.

Durante la serata non sono mancate le sorprese: su tutte, l’esecuzione del loro ultimo inedito “Miles”, che ha come tema il trovare la propria strada nella vita, una splendida versione di “Eppure sentire” di Elisa, una novità per una band che predilige testi anglosassoni, ed un grande omaggio ai Paramore con “Ain’t it fun”.

Ciò che colpisce ancora, a distanza di anni, oltre alle indiscutibili qualità tecniche, è la stabilità del gruppo, elemento più che unico che raro da vedersi in un gruppo emergente, il cui segreto è la costruzione di un rapporto tra tutti i componenti che va oltre la sala prove e l’attività musicale, che fa da lezione a tutti circa l’importanza delle relazioni in genere.

Ma la lezione più importante di questa band è che anche in contesti apparentemente distensivi, come un live in un locale notturno con un genere musicale che va dal dall’alternative rock al pop-rock, dal rock puro a tutti i suoi sottogeneri, è possibile fare cultura e trasmettere al proprio pubblico la Bellezza.

Simone Pagano