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La Comunità parrocchiale del Santuario Diocesano “S. Maria delle Grazie e S. Gennaro” di Trecase in pellegrinaggio a Pompei

La Comunità parrocchiale del Santuario Diocesano “S. Maria delle Grazie e S. Gennaro” di Trecase in pellegrinaggio a Pompei

Foto Pompei S.Messa 250La Comunità parrocchiale del Santuario Diocesano “S. Maria delle Grazie e S. Gennaro” di Trecase con il suo parroco don Antonio AscioneFoto gruppo 250 stamattina è stata in pellegrinaggio a Pompei. Nel mese dedicato alla Madonna i fedeli del Santuario Diocesano “S. Maria delle Grazie e S. Gennaro” di Trecase hanno accompagnato il proprio parroco in pellegrinaggio nel Pontificio Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei dove alle ore 8,30, in una chiesa gremita di devoti, si è tenuta la Concelebrazione eucaristica presieduta da don Antonio Ascione. Il pellegrinaggio è un cammino, una condivisione nella fraternità; è una particolare esperienza di comunicazione e di condivisione affettiva e concreta.

Nella sua omelia don Antonio Ascione ha ricordato tra l’altro che “Con il Vangelo di oggi, Gesù ci fa partecipi del suo mistero più stimato; Dio Padre è la sua origine. Oggi il Vangelo ci aggiunge un’altra cosa, gli ultimi insegnamenti di Gesù che prima di ascendere al Padre, non dice ai Discepoli continuate a credere in me, oppure non vi dimenticate di me; ci dà invece questa certezza: il Padre vi ama. Sono uscito dal Padre e sono venuto nel mondo; ora lascio di nuovo il mondo e vado al Padre. Gli educatori della fede nella nostra comunità cristiana, i catechisti, devono condurre la loro esperienza nell’amore di Dio; certo la conoscenza, la Dottrina e la fede cristiana, ma prima di tutto bisogna condurre l’amore di Dio attraverso Gesù Cristo nella semplicità delle loro azioni.

Fede ed amore. Non significa tanto quanto io amo Dio, ma quanto io sono aperto a Dio; quanto io faccio vivere dentro di me il dono dello Spirito Santo. Allora, la fede non diventa semplicemente obbligo nel fare qualcosa ma diventa un’azione continua, costante; io mi sento sempre nell’amore di Dio nella semplicità della mia professione, nella semplicità delle mie azioni quotidiane.

Quanto dico “Io credo in Dio, Padre onnipotente”, non significa affermare la sua esistenza, ma significa dire, quel Dio che Gesù è venuto a predicare, quel Dio amore e misericordia, mi ha raggiunto con il suo perdono, con il suo amore, mi amato e mi sento figlio di Dio. Ecco la certezza, che noi dobbiamo avere sempre; essere figli amati da Dio, attraverso il prezzo straordinario della morte di Cristo per noi, ci ha acquisti come figli nel figlio suo Gesù Cristo. Allora dobbiamo vivere la nostra vita di credenti in Cristo Gesù secondo il suo insegnamento, secondo il suo Vangelo, dobbiamo cioè camminare sulla via dell’amore e quindi corrispondere a quell’amore che ci ha raggiunti per prima”.

 

Francesco Manca