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Al via l’iter per il riconoscimento dell’Indicazione Geografica (IG) della Sartoria Napoletana

Al via l’iter per il riconoscimento dell’Indicazione Geografica (IG) della Sartoria Napoletana

Presentato al Consiglio Regionale della Campania il progetto per “blindare” l’eccellenza artigiana contro contraffazioni e svalutazioni

 

PHOTO 1 Sartoria 250Contrastare la contraffazione, certificare una qualità unica al mondo e trasformare il nome "Sartoria Napoletana" da semplice richiamoPHOTO 2 Sartoria 250 commerciale a marchio identitario e protetto. È questo l’obiettivo ambizioso emerso questa mattina presso la sede del Consiglio Regionale della Campania - alla presenza del Presidente Massimiliano Manfredi - durante il convegno “Sartoria Napoletana e Indicazioni Geografiche: tutela, valorizzazione e opportunità”. Ad aprire i lavori, moderati dal giornalista Antonio Vastarelli, è stato un messaggio di Lorenzo Crea, giornalista e co-fondatore de “Le Mani di Napoli”.

L’evento, organizzato dall'associazione “Le Mani di Napoli” e Casartigiani, ha sancito l'avvio ufficiale dell'iter per il riconoscimento dell'Indicazione Geografica (IG) dedicata alla sartoria partenopea, sfruttando i nuovi strumenti normativi europei entrati in vigore il 1° dicembre 2025. Durante l’appuntamento sono state consegnate due targhe per ricordare le figure di Antonio Panico e Mariano Rubinacci: a ritirarle le rispettive figlie.

Un fronte comune per l'eccellenza

Il progetto, nato da una proposta di Damiano Annunziato (vicepresidente di OriGIn), vede la collaborazione sinergica tra il MIMIT, la Regione Campania, il Comune di Napoli, Casartigiani Napoli e OriGIn. L'obiettivo è creare una “blindatura” giuridica che protegga il lavoro dei maestri sarti dalle imitazioni, rafforzando al contempo la filiera attraverso un tavolo tecnico permanente.

«È una giornata storica - ha dichiarato Damiano Annunziato - Le istituzioni ci sono e le norme europee sono pronte. Ora spetta agli artigiani fare rete. L’Indicazione Geografica è l’occasione concreta per garantire un futuro alla nostra arte. È un patto di ferro per il territorio».

Le voci dei protagonisti

Giancarlo Maresca (Presidente Le Mani di Napoli): «La sartoria napoletana è un patrimonio culturale prima ancora che economico; difenderla significa tutelare l’identità di intere generazioni».

Valentino Valentini (Viceministro, via videomessaggio): Ha sottolineato come l'estensione delle IG al comparto artigianale sia un passaggio chiave per la competitività del Made in Italy.

Teresa Armato (Assessora al Turismo e Attività Produttive Comune di Napoli): «I nostri sarti sono rockstar internazionali. Molti turisti vengono a Napoli solo per i loro capi; sono parte integrante dell'identità della nostra città».

Fabrizio Luongo (Vicepresidente Casartigiani Napoli): «Napoli non deve più inseguire il mondo, ma dominarlo nel settore della moda. Con la denominazione geografica, il 'napoletano' diventa una garanzia di origine, aprendo nuove valvole di sviluppo per l’economia e l’occupazione».

Prospettive future

Oltre alla tutela legale, il progetto punta a inserire la Sartoria Napoletana in un calendario di appuntamenti programmati e internazionali, citando come esempio le opportunità legate a grandi eventi come l’America’s Cup. La sfida ora è trasformare l'eccellenza artigiana in un sistema strutturato, capace di coniugare la tradizione del "fatto a mano" con le moderne strategie di mercato globale. Un patto tra maestri sarti, istituzioni e accademia per tutelare l'identità partenopea.