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Università e territorio Napoli, nasce il collettivo studentesco “Arraggiati ”
Università e territorio
Napoli, nasce il collettivo studentesco “Arraggiati ”
“Arraggiati” è il nome di un collettivo studentesco nato tra le mura dell’Università Suor Orsola Benincasa dall’iniziativa di un gruppo di studenti e studentesse provenienti dai corsi di Psicologia, Scienze dell’educazione e Scienze della comunicazione. È una realtà che nasce dentro l’università napoletana, ma che fin dall’inizio sembra muoversi come se l’università non potesse più bastare a definire i suoi confini.
Non è un collettivo che si costruisce attorno a posizioni nette. Si struttura piuttosto come uno spazio di attraversamento, dove i temi sociali, culturali e formativi non vengono fissati ma rimessi in circolo, osservati da angolazioni diverse, lasciati aperti. Non la sintesi come obiettivo, ma il processo come forma. Non la risposta, ma la permanenza della domanda.
Gli incontri pubblici, i workshop, i dibattiti e gli eventi di approfondimento sono la sua forma visibile, quasi la sua grammatica. I temi attraversati sono quelli del presente: salute mentale, dinamiche educative, disuguaglianze sociali, condizioni giovanili, diritti civili. La struttura degli appuntamenti è costruita per accogliere voci differenti: studenti, docenti, professionisti, esperti esterni, senza che il confronto venga ridotto a una direzione unica. L’idea non è chiudere il discorso, ma mantenerlo aperto mentre si svolge.
Il rapporto con la città non è accessorio, ma costitutivo. Le attività escono dagli spazi dell’ateneo e si intrecciano con realtà associative e contesti cittadini, in una continuità che rende poroso il confine tra formazione e spazio urbano. Napoli non è soltanto il luogo in cui tutto questo accade: è parte del modo in cui accade.
Sul piano organizzativo, “Arraggiati” si fonda su una struttura orizzontale, priva di gerarchie rigide. La progettazione delle attività avviene attraverso processi condivisi, in cui il coordinamento non precede la partecipazione, ma ne deriva. È una forma che non si dà una volta per tutte, ma si ridefinisce nel tempo, nella pratica.
Il collettivo si inserisce in un più ampio movimento di esperienze studentesche che, negli ultimi anni, hanno contribuito alla nascita di spazi autonomi di produzione culturale negli atenei italiani, trasformando l’università anche in un luogo di sperimentazione sociale, oltre che formativa.
Tra gli obiettivi futuri c’è il consolidamento delle attività già avviate e l’ampliamento delle collaborazioni con altre università, associazioni e realtà culturali del territorio, nella direzione di reti più stabili e durature.
Le informazioni e gli aggiornamenti passano principalmente attraverso i canali social del collettivo, in particolare la pagina Instagram “@arraggiati_culturalmove”.
E forse “Arraggiati”, più che raccontarsi, si lascia intravedere lì: in uno spazio che non smette di interrogare sé stesso, che rifiuta di diventare forma chiusa, definizione stabile, conclusione. Un modo di esistere che resta aperto, mentre accade.
Giusy Sarno