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  • Categoria: Attualità
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Le potenze come imperi

Le potenze come imperi

 

Foto art. Fabozzi 250Nelle crisi internazionali in atto le grandi potenze, capaci di esercitare un’influenza globale, cercano di plasmare la propria immagine di imperi agli occhi della comunità internazionale. Alcuni di essi ostentano sicurezza e aggressività verso i più deboli altri, invece, cercano di porsi come ago della bilancia dello sviluppo mondiale. Per comprendere pienamente queste due idee di impero è opportuno fare una loro analisi critico-storica. In modo particolare quando parliamo dell’impero come Stato che vuole tenere con la forza le nazioni a lui subordinate possiamo fare riferimento al celebre discorso contro Mitilene di uno dei protagonisti della guerra del Peloponneso: Cleone. Quando, invece, parliamo di grande potenza che si atteggia a impero che vuole essere centro propulsore dello sviluppo e degli equilibri globali evitando spargimenti di sangue allora ci sovviene il discorso di Carlo Luigi Napoleone pronunciato a Bordeaux del 9 ottobre 1852. In riferimento al primo caso, per comprendere quanto detto dal figlio di Cleeneto, è necessario inquadrare la posizione di Mitilene all’interno della guerra del Peloponneso. La città di Lesbo capeggia una rivolta contro l’alleata Atene e passa dalla parte dei Peloponnesiaci. Nel 428 Mitilene dopo aver subito l’assedio di Atene per terra e per mare si arrende. A questo punto Cleone pronuncia il suo famoso discorso sui provvedimenti punitivi da adottare contro la traditrice Mitilene. Nelle parole del leader radicale greco, si evince che Atene debba avere il pugno duro verso i propri alleati perché l’impero è una tirannide e si debbano tenere con la forza i propri Stati satelliti. Lo storico Tucidide, riportando l’orazione di Cleone agli ateniesi, dice che l’auctoritas dell’impero debba essere esercitata “su uomini che tramano insidie e si lasciano dominare contro la propria volontà: essi non vi obbediscono per i favori che fate loro danneggiando voi stessi, ma per il fatto che siete superiori più per la vostra forza che per la loro benevolenza” (III, 37, 2). Il concetto di governo tirannico legato all’esercizio del potere dell’impero era stato già espresso da Pericle che, rivolgendosi agli ateniesi stanchi della guerra contro Sparta, dice: “possedete ormai l’impero come una tirannide, che da un lato si ritiene ingiusto aver conquistato, ma che d’altro lato sembra pericoloso abbandonare” (II, 63, 2). Altra idea di impero, contrapposta a quella di Cleone e Pericle, basata in linea di principio sulla pace e non sulla guerra è quella forgiata dal presidente della repubblica francese Carlo Luigi Napoleone nel suo celebre discorso di Bordeaux dopo il colpo di Stato del 2 dicembre 1851. In esso il capo della repubblica transalpina sostiene testualmente: “L’Impero, è la guerra”. Io invece dico: “L’Impero, è la pace”. È la pace perché la Francia lo desidera e quando la Francia è soddisfatta il mondo è tranquillo”. Secondo Carlo Luigi Napoleone, quindi, il proprio paese è il centro degli equilibri globali e, proprio in virtù di ciò, se in Francia vi è benessere in tutto il mondo c’è armonia e mancanza di conflitti. Il futuro Secondo Impero si erge a pilastro dello sviluppo del pianeta che non sarebbe possibile senza dare prima stabilità e prosperità alla stessa Francia. Il presidente francese, infatti, dice: “Voglio conquistare alla conciliazione i partiti dissidenti e ricondurre nella corrente del gran fiume popolare le derivazioni ostili che vanno a perdersi senza utilità per nessuno. (…) Abbiamo immensi territori incolti da dissodare, strade da aprire, porti da scavare, fiumi da rendere navigabili, canali da portare a termine, le nostre reti ferroviarie da completare”. Inoltre, Carlo Luigi Napoleone legge i tempi in cui vive intravedendo insieme a tanti elementi di benessere anche tante possibili tensioni che potrebbero sfociare in conflitti le cui conseguenze sarebbero incalcolabili (dont les conséquences seraient incalculables!). In realtà il proposito pacifista del presidente transalpino fu successivamente, con l’edificazione del Secondo Impero, parzialmente smentito per i diversi conflitti, dalla guerra di Crimea alla Seconda guerra d’indipendenza italiana, in cui fu coinvolta la Francia.

 Antonio Fabozzi.