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Tavola rotonda sabato 26 novembre alle 16.30, Salone Papale Basilica san Francesco
ASSISI (PG), 17 NOV - Si terrà sabato 26 novembre alle 16.30 nel Salone Papale della Basilica di San Francesco d'Assisi l'incontro, dal titolo "Pace: mezzo o fine? Processi di riconciliazione tra fallimenti e successi", in preparazione alla Lectio Magistralis che il Presidente della Repubblica della Colombia Premio Nobel per la Pace, Juan Manuel Santos, terrà nel Sacro Convento d'Assisi il 17 dicembre prossimo.
L'evento di novembre tratterà i temi della pace e dei conflitti nel mondo a partire dai rapporti tra Farc e governo colombiano. Cosa vuol dire oggi pace? Questa è ancora un valore oppure è solo un ripiego quando il nemico non può essere sconfitto? Quando e con chi è possibile fare la pace? Cosa c'è dietro a un trattato di pace e quali sono le condizioni che lo permettono? Queste saranno le questioni discusse, dopo il saluto del Custode del Sacro Convento di Assisi padre Mauro Gambetti, dal Presidente della Pontificia Accademia per la vita, Mons. Vincenzo Paglia, dall'Ambasciatore della Repubblica della Colombia presso la Santa Sede, Guillermo León Escobar, dal fondatore di Emergency, Gino Strada, e dal direttore di Limes, Lucio Caracciolo. Modera l'evento il giornalista Massimo Giannini,
Lo rende noto il direttore della Sala Stampa, padre Enzo Fortunato.
Ingresso libero fino ad esaurimento posti. Per maggiori informazioni e per iscriversi alla newsletter www.sanfrancesco.org .
Potenzialità e limiti applicativi della normativa vigente
L’Ordine degli Architetti di Napoli si fa promotore, per la prima volta in Italia, della stesura di un “Codice della Progettazione”, strumento normativo in grado di attuare un’efficace “Politica della bellezza”.
Pio Crispino, presidente dell’Ordine: “Dipinti, bassorilievi e sculture un tempo erano parte integrante dell'architettura. Oggi, al contrario si avverte il disagio di ‘immagini costruite’ che non aderiscono al contesto”.
Philippe Daverio:
Napoli, 15 novembre 2016. Un “Codice della Progettazione” che permetta di garantire dal punto di vista normativo l’attuazione di una “politica della bellezza”. È la proposta lanciata dall’Ordine degli Architetti di Napoli in occasione del convegno “Architettura, Arte e Bellezza. Potenzialità e limiti applicativi della normativa vigente” tenutosi oggi, martedì 15 novembre, presso la sede dell’Unione degli Industriali (Piazza dei Martiri).
“L’architetto ha il compito di porre la bellezza al centro della sua ricerca ed esperienza progettuale, integrando e sintetizzando arti, paesaggio, patrimonio storico” spiega il presidente dell’Ordine degli Architetti di Napoli e Provincia Pio Crispino. “Dipinti, bassorilievi e sculture un tempo erano parte integrante dell'architettura. Per recuperare tale prassi occorre perseguire una politica della bellezza e predisporre nuove norme a sostegno dell’integrazione tra arte e architettura. Fondamentale, inoltre, è individuare nuovi rapporti professionali e connessioni con diversi specialisti tra cui artisti e paesaggisti, in cui la bellezza dovrà assumere un ruolo portante nella progettazione. Oggi, al contrario – prosegue Crispino - si avverte il disagio di ‘immagini costruite’ che non aderiscono al contesto. Immagini uguali dappertutto. L’omologazione distrugge l’identità, che potrebbe al contrario essere esaltata e consolidata”.
Tra i numerosi relatori anche lo storico dell’arte Philippe Daverio, che sottolinea: “Il concetto di bellezza è molto nobile, ma è anche una definizione troppo astratta. Io credo più nell’idea di armonia, che significa saper adattare le opere architettoniche all’ambiente circostante. Il nostro sistema normativo è totalmente carente da questo punto di vista, ma c’è anche da dire che non sono le norme a determinare armonia. C’è bisogno di un dibattito serio, che coinvolga il mondo degli intellettuali, per trovare assieme una declinazione di questi concetti nella pratica”.
Appello per un “Codice della progettazione”
Da oltre 70 anni si susseguono norme per introdurre opere d’arte negli edifici. Dalla Costituzione alla Convenzione Europea del Paesaggio, le norme nazionali e internazionali auspicano bellezza e qualità nelle trasformazioni degli ambienti di vita. Eppure in Italia l’introduzione di opere d’arte nei processi costruttivi veri e propri rimane un fenomeno raro.
Al centro della discussione emersa dal confronto tra studiosi, amministratori, progettisti ed esperti l’auspicabile introduzione di un "Codice della Progettazione" in grado di integrare la normativa sugli appalti e garantire livelli di salvaguardia dei valori culturali, storici, artistici e paesaggistici che caratterizzano il territorio in coerenza con la Convenzione europea sul paesaggio, ratificata e resa esecutiva dalla Legge 9 n. 14 del gennaio 2006. L’Ordine degli Architetti di Napoli si fa promotore, per la prima volta in Italia, di un strumento normativo in grado di rendere operativauna efficace “Politica della bellezza”.
Basato sull’articolo 9 della Costituzione, che indica la “qualità della ideazione e costruzione architettonica quale diritto fondamentale dei cittadini”, sul “Codice dei beni culturali e del paesaggio” e numerose direttive europee, il Codice della Progettazione dovrà esprimere i seguenti corollari:
a) la tutela e valorizzazione del progetto, sia in ambito pubblico che privato anche agli interventi di riqualificazione;
b) la promozione dell’alta formazione finalizzata alla conoscenza e alla diffusione della cultura architettonica;
c) la previsione di incentivi per quanti promuovono il recupero edilizio di particolare valore architettonico;
d) il conferimento di riconoscimenti, di carattere non economico, a enti pubblici e soggetti privati che abbiano commissionato, ideato o realizzato progetti ed o-pere di rilevante interesse architettonico;
e) l’obbligo di allegare alle procedure di evidenza pubblica il programma di progetto;
f) l’interdizione al frazionamento del progetto nelle diverse fasi, che ne compromettono la cura e realizzazione unitaria;
g) l’affidamento della direzione lavori al progettista estensore del progetto esecutivo determinando concertazione operativa tra questi ed il responsabile del procedimento;
h) il garantire al progettista la tutela del suo prodotto, con riferimento anche alla tutela del diritto d’autore e con una retribuzione sganciata dai cosiddetti minimi tariffari che, spesso, disincentivano l’iniziativa progettuale.
I tre limiti dell’attuale normativa
Il “Codice della Progettazione” dovrà, in particolare, superare i tre limiti fondamentali della normativa vigente (Legge n. 717 del 29 luglio del 1949; Decreto Legge n. 133 (art.24) del 12 settembre 2014 e Decreto Legislativo n. 50 (art.190) del 18 aprile 2016), ovvero: la residualità in cui è relegato il sodalizio arte-architettura, oggiridotto nei fatti al mero “abbellimento” degli edifici pubblici; l’eccessiva discrezionalità delle singole amministrazioni nella traduzione di tale sodalizio; il confine molto opaco in materia tra competenze e titolarità dello Stato e delle Regioni.
L’iniziativa dell’Ordine degli Architetti di Napoli
Tenendo conto dell’attuale legislazione in materia per perseguire gli obiettivi delineati, l’Ordine degli Architetti PCC di Napoli provvederà alla stesura di un canovaccio di protocollo di intesa da sottoporre ai Comuni della Città Metropolitana di Napoli e proporrà alla Regione Campania emendamenti alla vigente legislazione regionale in materia di opere pubbliche per il recepimento degli obiettivi indicati nel solco del nuovo “Codice della Progettazione”.
All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, Luciano Garella, Direttore Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli, Bruno Discepolo, Co-Fondatore di Officina d’Architettura, Franco Lista, Architetto, già Ricercatore Unina e Docente Università Suor Orsola Benincasa, Massimo Pica Ciamarra, Architetto, già Docente Università degli Studi di Napoli Federico II e Vincenzo De Luca, Presidente della Giunta Regionale della Campania.
Main partner dell’evento: Gida Arredamenti, Villa Andrea di Isernia – Andris Hotel, Roberto Zeno.