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dall'Europa

Pacchetto di primavera 2017 del semestre europeo: la Commissione pubblica le raccomandazioni specifiche per paese

Bruxelles, 22 maggio 2017. Pacchetto di primavera 2017 del semestre europeo: la Commissione pubblica le raccomandazioni specifiche per paese

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Gli Stati membri dovrebbero approfittare dell'opportunità offerta dalla ripresa economica per proseguire le riforme strutturali, stimolare gli investimenti e rafforzare le finanze pubbliche. Le priorità variano da un paese all'altro dell'UE, ma è essenziale che tutti mettano in campo ulteriori sforzi per conseguire una crescita più inclusiva, solida e sostenibile.

La Commissione europea presenta oggi le raccomandazioni specifiche per paese 2017, che delineano i suoi orientamenti in materia di politica economica per i singoli Stati membri per i prossimi 12-18 mesi. L'economia dell'UE e della zona euro sta dimostrando di essere resiliente, ma continuano a far sentire i loro effetti la lentezza della crescita della produttività, le conseguenze della crisi, compreso il persistere delle disuguaglianze, e l'incertezza dovuta per lo più a fattori esterni. La Commissione invita pertanto gli Stati membri a sfruttare questa opportunità per rafforzare i fondamentali delle loro economie attuando le priorità economiche e sociali comuni individuate a livello europeo: rilanciare gli investimenti, portare avanti le riforme strutturali e perseguire politiche di bilancio responsabili. Particolare attenzione è rivolta alle sfide e alle priorità individuate per la zona euro.

Il Vicepresidente Valdis Dombrovskis, responsabile per l'Euro e il dialogo sociale, ha dichiarato: "Le tendenze economiche sono nel complesso positive; dovremmo quindi approfittare di questa opportunità per rendere le economie europee più competitive, resilienti e innovative. Dovrebbe essere data la priorità a quelle riforme che possono rendere la crescita più inclusiva e rilanciare la produttività. Riforme strutturali, investimenti e un'attenzione costante a politiche di bilancio responsabili sono indispensabili per rafforzare e sostenere la ripresa economica dell'UE".

Marianne Thyssen, Commissaria responsabile per l'Occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilità dei lavoratori, ha dichiarato: "Quest'anno la lotta contro la disuguaglianza è uno dei capisaldi della nostra valutazione. Abbiamo voltato pagina rispetto alla crisi: il prossimo capitolo è quello sociale. In un contesto di ripresa economica il nostro compito è ridare opportunità a coloro che sono rimasti indietro e rispondere alla domanda di nuove competenze investendo nell'istruzione e nella formazione di elevata qualità. All'aumento della produttività dovrebbe corrispondere un aumento dei salari. Solo così il nostro comune impegno a migliorare il livello di vita di tutti diventerà realtà".

Pierre Moscovici, Commissario per gli Affari economici e finanziari, la fiscalità e le dogane, ha dichiarato: "L'UE sta crescendo, e questa tendenza proseguirà anche nel 2018, per il sesto anno consecutivo. Tuttavia la ripresa rimane fragile e disomogenea. È necessario utilizzare tutti gli strumenti disponibili per sostenere la crescita, comprese riforme economiche intelligenti e un'applicazione altrettanto intelligente della politica di bilancio. Oggi la Commissione europea raccomanda agli Stati membri un adeguato equilibrio tra la sostenibilità delle finanze pubbliche e un orientamento della politica di bilancio che contribuisca a rafforzare la ripresa e non a indebolirla". 

 Le raccomandazioni specifiche per paese 2017                                   

L'economia europea si è dimostrata resiliente a fronte di grandi sfide. I tassi di crescita dell'UE e della zona euro sono stati prossimi al 2% nel 2016, le finanze pubbliche stanno migliorando e l'occupazione ha raggiunto il livello record di quasi 233 milioni di persone. La disoccupazione è scesa al livello più basso dal 2009 e in alcuni Stati membri gli investimenti superano i livelli pre-crisi, anche grazie al piano di investimenti per l'Europa, il cosiddetto piano Juncker. Tuttavia la crescita lenta della produttività e le conseguenze della crisi, comprese le disparità esistenti sia tra i vari paesi che al loro interno, continuano a pesare sull'economia, così come l'incertezza derivante in gran parte da fattori esterni.

Per rafforzare le tendenze positive e la convergenza all'interno sia dei singoli paesi che dell'UE, è essenziale conseguire una crescita più inclusiva, solida e sostenibile, puntando anche sull'incremento della competitività e sull'innovazione. È questo l'obiettivo delle raccomandazioni formulate nell'ambito del semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche. Questo approccio comprende anche una maggiore attenzione alle priorità e alle sfide per gli Stati membri in campo sociale. La Commissione ha recentemente presentato le sue proposte per il pilastro europeo dei diritti sociali, che stabilisce i principi e i diritti fondamentali che favoriscono l'equità e il corretto funzionamento dei mercati del lavoro e dei sistemi previdenziali.

Nel tempo gli Stati membri hanno, in media, compiuto progressi in merito a due su tre delle raccomandazioni specifiche per paese, il che conferma che riforme significative sono in fase di attuazione in tutta l'UE. Poiché l'elaborazione e l'attuazione di riforme importanti richiede tempo, per avere un quadro più chiaro dei progressi compiuti è utile esaminare un orizzonte pluriennale invece di limitarsi a quanto avvenuto nel corso di un solo anno. Si sono registrati progressi sulla maggior parte delle riforme, ma con un ritmo e una portata in termini di attuazione che variano sia a seconda degli Stati membri che in base alla complessità e all'importanza delle riforme stesse. I maggiori progressi si sono registrati nei settori della "politica di bilancio e governance di bilancio" e in quello dei "servizi finanziari", tematiche di grande rilievo negli ultimi anni.

Dall'adozione delle raccomandazioni specifiche per paese dell'anno scorso, i progressi più significativi compiuti dagli Stati membri hanno riguardato la politica di bilancio, la governance di bilancio e le politiche attive del mercato del lavoro. Sono state adottate misure per quanto concerne le politiche fiscali (ad esempio per la riduzione del carico fiscale sul lavoro), le politiche sociali e del mercato del lavoro (in particolare in materia di inclusione sociale e assistenza all'infanzia) e i servizi finanziari. Tra i settori che hanno registrato i minori progressi figurano la concorrenza nei servizi e il contesto imprenditoriale. Il quadro complessivo mostra che gli Stati membri continuano negli sforzi di attuazione delle riforme, ma che il grado di avanzamento oscilla tra "progressi limitati" e "alcuni progressi" nella maggior parte dei settori individuati nelle raccomandazioni specifiche per paese del 2016.

Il pacchetto presentato oggi fa seguito al pacchetto d'inverno del semestre europeo di febbraio e tiene conto delle conclusioni in esso contenute, anche per quanto concerne la procedura per gli squilibri macroeconomici. Riguardo a Cipro, all'Italia e al Portogallo, che presentavano squilibri macroeconomici eccessivi, la Commissione ha concluso che non vi sono dati analitici che giustifichino il passaggio alla fase successiva della procedura, a condizione che i tre paesi attuino pienamente le riforme indicate nelle rispettive raccomandazioni specifiche per paese.

Sviluppi e decisioni a livello di bilancio

Complessivamente si prevede che il livello del disavanzo aggregato nella zona euro scenderà all'1,4% del PIL quest'anno, dal picco del 6,1% del PIL nel 2010. 

In base alla valutazione dei programmi di stabilità e convergenza del 2017, la Commissione ha inoltre adottato una serie di misure nell'ambito del patto di stabilità e crescita. La Commissione raccomanda di chiudere la procedura per i disavanzi eccessivi per la Croazia e il Portogallo. Se il Consiglio seguirà la raccomandazione della Commissione, rimarranno soggetti al braccio correttivo del patto solo quattro Stati membri, rispetto a 24 paesi nel 2011.

La Commissione ha inoltre adottato relazioni a norma dell'articolo 126, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) nei confronti del Belgio e della Finlandia, in cui esamina la conformità di questi paesi con il criterio del debito previsto dal trattato. In entrambi i casi si è giunti alla conclusione che attualmente il criterio del debito può considerarsi rispettato. Nel caso del Belgio questa conclusione è valida a condizione che siano prese ulteriori misure di bilancio nel 2017 per garantire la sostanziale conformità con il percorso di aggiustamento verso l'obiettivo a medio termine sia nel periodo 2016-2017. Nel caso della Finlandia, si osserva che l'adozione e l'attuazione rapide di riforme strutturali per aumentare la produttività e l'offerta di lavoro rappresentano la chiave per migliorare le prospettive di crescita a medio termine e la sostenibilità del bilancio.

Per quanto riguarda l'Italia, la Commissione conferma che sono state adottate le ulteriori misure di bilancio richieste per il 2017, e che pertanto in questa fase non sono ritenuti necessari interventi supplementari per garantire la conformità con il criterio del debito.

La Commissione ha rivolto un monito alla Romania sull'esistenza di una deviazione significativa dal percorso di aggiustamento verso l'obiettivo di bilancio a medio termine nel 2016 e ha raccomandato al Consiglio di adottare una raccomandazione affinché la Romania adotti le misure necessarie nel 2017 per correggere questa deviazione significativa. È la prima volta che viene applicata questa procedura, prevista dal quadro di governance economica dell'UE: essa consente alle autorità di adottare misure correttive per evitare l'apertura di una procedura per i disavanzi eccessivi.

Sulla base della valutazione del programma di stabilità 2017, la Commissione propone di concedere la flessibilità richiesta alla Lituania e alla Finlandia.

Contesto

Le raccomandazioni rivolte agli Stati membri, pur essendo modificate ogni anno sulla base dei progressi compiuti e dell'evoluzione del contesto, sono saldamente ancorate alle priorità generali delineate dal Presidente Juncker nel discorso sullo stato dell'Unione e nell'analisi annuale della crescita. Nel caso degli Stati membri che appartengono alla zona euro rispecchiano anche le raccomandazioni per la zona euro. Le raccomandazioni nell'ambito del semestre europeo sono coerenti con la visione a lungo termine della strategia Europa 2020.

Dal suo insediamento, la Commissione in carica ha introdotto una serie di modifiche al semestre europeo per renderlo più efficace e pertinente. Le modifiche sono state annunciate nel novembre 2014 nell'analisi annuale della crescita 2015, attuate all'inizio del 2015 e confermate nella comunicazione sui prossimi passi da compiere per completare l'Unione economica e monetaria dell'Europa nell'ottobre 2015.

Attualmente, ad esempio, la Commissione formula una raccomandazione per la zona euro nella fase iniziale del ciclo (a novembre), in modo che gli Stati membri possano includere la prospettiva della zona euro nei loro piani per gli anni successivi.

Inoltre negli ultimi mesi la Commissione ha avviato un dialogo con i governi, i parlamenti nazionali, le parti sociali e le altre parti interessate e ha tenuto incontri bilaterali con le autorità nazionali per discutere delle loro priorità.

A febbraio la Commissione ha presentato l'analisi dettagliata della situazione economica e sociale di ciascuno Stato membro, sotto forma di relazioni per paese, nell'ambito del cosiddetto pacchetto d'inverno 2017 del semestre europeo.

Ad aprile gli Stati membri hanno presentato i programmi nazionali di riforma e i programmi di stabilità (per i paesi della zona euro) o di convergenza (per i paesi non appartenenti alla zona euro), comprese le eventuali misure per dar seguito al pacchetto d'inverno.

La Commissione procede inoltre a regolari consultazioni con le parti sociali e ha invitato gli Stati membri a tenere maggiormente conto del contributo delle parti sociali nazionali.

Le raccomandazioni odierne si basano su questi dialoghi, sui programmi nazionali, sui dati forniti da Eurostat e sulle previsioni economiche di primavera 2017 della Commissione, pubblicate di recente.

La Commissione ha istituito inoltre il servizio di assistenza per le riforme strutturali e uno strumento specifico dell'UE, il Programma di sostegno alle riforme strutturali, per fornire un'assistenza mirata agli Stati membri, su loro richiesta, e agevolare l'elaborazione e l'attuazione delle riforme istituzionali, strutturali e amministrative, comprese quelle indicate nelle raccomandazioni specifiche per paese.

Prossime tappe

La Commissione chiede al Consiglio di approvare l'approccio proposto e di adottare le raccomandazioni specifiche per paese, e chiede agli Stati membri di attuarle appieno e tempestivamente. I ministri dell'UE dovranno discutere le raccomandazioni specifiche per paese prima che i capi di Stato e di governo dell'UE le approvino. Spetterà poi agli Stati membri attuarle tramite misure inserite nelle rispettive politiche economiche e di bilancio nazionali nel 2017-2018.

Ulteriori informazioni

Comunicazione introduttiva: Semestre europeo 2017: Raccomandazioni specifiche per paese

Panoramica della situazione dei paesi nell'ambito della procedura per gli squilibri macroeconomici e del patto di stabilità e crescita

Panoramica delle questioni contemplate dalle raccomandazioni specifiche per paese 2017

Raccomandazioni specifiche per paese 2017

Memo sulle raccomandazioni specifiche per paese 2017

Previsioni economiche di primavera 2017 (11 maggio 2017)

Comunicazione sulle relazioni per paese (22 febbraio 2017)

Relazioni per paese (22 febbraio 2017)

L'avvio del semestre europeo 2017: Pacchetto d'autunno (16 novembre 2016)

Relazione sul meccanismo di allerta 2017 (16 novembre 2016)

La governance economica dell'UE in dettaglio

Il Vicepresidente Dombrovskis su Twitter: @VDombrovskis

La Commissaria Thyssen su Twitter: @mariannethyssen

Il Commissario Moscovici su Twitter: @Pierremoscovici

 IP/17/1311

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Relazione della Commissione europea sull'applicazione della Carta dei diritti fondamentali dell'UE nel 2016

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 18 maggio 2017. La Commissione europea ha pubblicato oggi la relazione annuale sull'applicazione della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea.

La relazione sintetizza le iniziative intraprese dall'UE nel 2016 per rafforzare i diritti fondamentali ed esamina come questi diritti siano stati applicati in una serie di politiche dell'Unione e negli Stati membri.

Frans Timmermans, primo Vicepresidente della Commissione, ha dichiarato: "L'Unione europea non è soltanto un mercato o una valuta, ma è prima di tutto un'Unione di valori. In quanto custode dei trattati, la Commissione europea ha l'obbligo speciale di difendere i diritti fondamentali e lo Stato di diritto in tutta l'Unione, responsabilità che condivide con le altre istituzioni dell'UE e gli Stati membri."

La Commissaria per la giustizia, i consumatori e la parità di genere, Věra Jourová, ha aggiunto: "La Commissione europea lavora attivamente in tutti i settori del diritto dell'Unione per tutelare i diritti fondamentali in Europa, ad esempio proteggendo i diritti dei minori, rafforzando il diritto alla tutela dei dati personali, migliorando i diritti del consumatore e garantendo le condizioni di base anche per i richiedenti asilo e i migranti. Dobbiamo continuare ad adoperarci per garantire che questi diritti siano una realtà per tutti in Europa. I diritti umani devono valere per tutti."

La relazione di quest'anno conclude che i recenti sviluppi rappresentano minacce gravi per i diritti fondamentali. La Commissione garantirà che tutte le proposte legislative dell'UE e tutti gli organi vincolati dalla Carta continuino a rispettarla. Un'attenzione speciale sarà dedicata all'importante sistema dei controlli e degli equilibri, con particolare riguardo al ruolo chiave delle corti supreme e costituzionali nella difesa dei valori comuni dell'UE.

Per quanto riguarda gli sviluppi legislativi specifici, dalla relazione emerge che nel 2016 l'UE ha compiuto importanti passi avanti per garantire la tutela dei minori coinvolti in controversie transfrontaliere sulla responsabilità genitoriale (regolamento Bruxelles II bis) e per aiutare le coppie internazionali a chiarire le norme applicabili ai regimi patrimoniali. Ha lanciato una piattaforma online di risoluzione delle controversie per contribuire al rafforzamento della protezione dei consumatori. Ha inoltre concordato con Facebook, Twitter, YouTube e Microsoft un codice di condotta per contrastare l'incitamento illecito all'odio online e, infine, ha mantenuto un dialogo importante con gli Stati membri sullo Stato di diritto.

L'adozione definitiva della riforma sulla protezione dei dati ad aprile 2016 ha fissato un insieme unico di norme che conferiscono ai cittadini un accesso più facile ai propri dati personali, il diritto alla portabilità dei dati, un chiaro "diritto all'oblio" e alcuni diritti in caso di violazione dei dati. La Commissione ha inoltre concluso lo scudo UE-USA per la privacy, un accordo quadro per una migliore protezione dei dati personali dei cittadini europei quando vengono trasferiti negli Stati Uniti. Il diritto a un processo equo ha trovato inoltre un'applicazione concreta nel 2016 con l'adozione di una serie di direttive concernenti la presunzione di innocenza e il diritto presenziare al proprio processo, il patrocinio a spese dello Stato e i diritti procedurali per i minori (i dettagli sono disponibili qui).

Le democrazie basate sullo Stato di diritto devono proteggere i diritti fondamentali delle minoranze e dei soggetti più vulnerabili. Anche le istituzioni europee devono rispettare la Carta in tutte le loro azioni. La direttiva sulla lotta contro il terrorismo è un buon esempio di come si sia tenuto conto di diversi diritti fondamentali già nelle fasi di stesura e di negoziazione dell'atto.

Convegno annuale sui diritti fondamentali

La libertà e il pluralismo dei mezzi di comunicazione sono pilastri indispensabili delle democrazie sane. Il tema scelto dalla Commissione per il convegno dell'UE sui diritti fondamentali del 2016 è stato il ruolo dei media a difesa della democrazia, dei diritti fondamentali e dello Stato di diritto. Le conclusioni del convegno hanno individuato azioni concrete per promuovere la libertà dei mezzi di comunicazione, assicurare l'indipendenza dalle pressioni politiche e finanziarie, conferire un più ampio margine di manovra ai giornalisti e promuovere la diversità delle voci all'interno della società.

Il convegno sui diritti fondamentali del 2017 si concentrerà sulla promozione e la protezione dei diritti delle donne e sulla parità di genere. In un contesto di crescente intolleranza, è importante che l'UE riaffermi con forza e promuova la parità di diritti per tutti. Tale convegno sarà l'occasione per affrontare l'emancipazione economica e politica delle donne, i diritti delle donne nella sfera pubblica e privata e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne in tutte le sue forme; quest'ultimo è anche il tema di azioni mirate per tutto il 2017.

Contesto

Con l'entrata in vigore del trattato di Lisbona il 1° dicembre 2009, la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea è diventata giuridicamente vincolante. Le disposizioni di quest'ultima sono indirizzate in primo luogo alle istituzioni dell'UE e in secondo luogo agli Stati membri esclusivamente nell'attuazione del diritto dell'Unione.

La Commissione sta lavorando con le autorità competenti a livello nazionale, locale e dell'UE per informare meglio i cittadini circa i loro diritti fondamentali e su dove trovare aiuto in caso di violazione di tali diritti. Informazioni pratiche sui diritti fondamentali sono reperibili sul portale europeo della giustizia elettronica; la Commissione ha inoltre instaurato un dialogo con i difensori civici, gli organismi per le pari opportunità e le istituzioni di difesa dei diritti dell'uomo sul trattamento delle denunce di violazione dei diritti fondamentali.

Per ulteriori informazioni

Relazione del 2016 e documento di lavoro sull'applicazione della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea

Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea 

IP/17/1336

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