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Sicurezza: l'UE è alla guida dei lavori finalizzati a scambiare informazioni, combattere il finanziamento del terrorismo e proteggere i cittadini europei online

  • Published in Europa

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 27 luglio 2017. La nona relazione sui progressi dell'Unione sulla sicurezza, pubblicata oggi, evidenzia le recenti iniziative volte a prevenire il finanziamento del terrorismo attraverso il traffico illecito di beni culturali e a migliorare l'interoperabilità dei sistemi d'informazione dell'Unione europea.

Basandosi su una valutazione complessiva della politica di sicurezza dell'UE a decorrere dal 2001, la relazione sottolinea le lacune e sfide cui è necessario far fronte. L'attuazione incompleta delle politiche in vigore resta un problema irrisolto, come anche l'evoluzione delle minacce (radicalizzazione, criminalità informatica): nell'insieme, questi elementi potrebbero richiedere modifiche degli strumenti in vigore.

Dimitris Avramopoulos, Commissario responsabile per la Migrazione, gli affari interni e la cittadinanza, ha dichiarato: «Nell'attuale contesto di sicurezza in rapido cambiamento è necessario intensificare gli sforzi per ottenere risultati su tutti gli elementi essenziali e accelerare i lavori per pervenire ad un' autentica ed effettiva Unione della sicurezza. La frammentazione ci rende tutti vulnerabili; l'unità e la fiducia, grazie ad una cooperazione più intensa e ad un più agevole scambio di informazioni tra Stati membri, sono l'unico modo che permette all'UE di apportare un concreto valore aggiunto e dare sicurezza ai cittadini europei.»

Julian King, Commissario per l'Unione della sicurezza, ha dichiarato: «La valutazione complessiva risponde all'impegno, che ho preso dinanzi al Parlamento europeo, di procedere a una revisione approfondita della politica di sicurezza dell'UE, la prima in 16 anni. Gli insegnamenti da trarre sono importanti, non ultima la necessità di una maggiore agilità nel reagire ad uno scenario di minacce in continua evoluzione. Avremo occasione di discuterne con il Parlamento in settembre.»

Progressi costanti sui fascicoli fondamentali

Negli ultimi mesi i progressi sono stati costanti, in particolare con le nuove norme proposte nel luglio 2017 sul traffico di beni culturali, ed è stato raggiunto un accordo su un nuovo sistema di ingressi/uscite per registrare i dati di ingresso e uscita dei cittadini di paesi terzi che attraversano le frontiere esterne dell'UE.

Si sono intensificati i lavori sulla lotta alla radicalizzazione su Internet grazie ad un piano d'azione che prevede nuove misure intese ad individuare e rimuovere i contenuti illegali di stampo terroristico online.

In una rinnovata attenzione per la protezione degli obiettivi non strategici le forze speciali belga e olandese hanno simulato attacchi terroristici sincronizzati in scuole pubbliche. Sostenuta dalla Commissione, l'esercitazione ha fornito preziosi insegnamenti sulla preparazione di fronte ad una crisi.

Affrontare le sfide e colmare le lacune nella politica di sicurezza

La relazione odierna ripercorre 15 anni di politica di sicurezza dell'UE: la valutazione è positiva e conferma la pertinenza dei principali strumenti di tale politica, ma ne rileva anche le sfide e lacune, tra cui la necessità di adattare le politiche e gli strumenti a disposizione per rispondere alla minaccia in continua evoluzione che il terrorismo rappresenta, come si sottolinea anche nelle conclusioni del Consiglio europeo del 22-23 giugno 2017 e nel piano d'azione del G20 sulla lotta al terrorismo del 7 luglio 2017.

Per far fronte alle sfide e lacune la Commissione continuerà ad intervenire a vari livelli:

  • sostenere la piena attuazione delle misure dell'UE: la Commissione continuerà a sostenere gli Stati membri nell'attuazione della normativa UE, ad esempio la direttiva UE sul codice di prenotazione (PNR), che deve essere completata entro il 25 maggio 2018, e il quadro di Prüm per lo scambio di dati sul DNA, sulle impronte digitali e sull'immatricolazione dei veicoli;
  • ridurre la complessità degli strumenti dell'UE e rafforzare l'interoperabilità: l'accordo sul sistema di ingressi/uscite è un passo importante verso la piena interoperabilità dei sistemi di informazione dell'UE entro il 2020; la Commissione s'impegnerà con il Parlamento europeo e il Consiglio per accelerare i lavori sulle proposte intese a rafforzare il sistema d'informazione Schengen e le banche dati di EURODAC e di ECRIS;
  • sviluppare capacità grazie alla condivisione delle risorse sulla scia del successo dell'approccio di rete già impiegato in settori come il traffico di droga e la sicurezza dei trasporti, la Commissione si adoprerà per una maggiore condivisione delle competenze unionali sulla sicurezza, in particolare laddove i singoli Stati membri non dispongano di competenze specifiche o di risorse in settori come la cibersicurezza e le sostanze chimiche, biologiche, radiologiche o nucleari;
  • affrontare le minacce in continua evoluzione: benché il quadro legislativo dell'UE abbia dimostrato la propria utilità, la Commissione esamina continuamente le necessità di adeguamenti, per esempio tramite un nuovo gruppo di esperti ad alto livello sulla radicalizzazione. Uno dei principali settori di attività nei prossimi mesi sarà la revisione della strategia dell'Unione per la cibersicurezza, in modo da fornire una risposta aggiornata ed efficace alla crescente minaccia della criminalità informatica. La nuova commissione speciale del Parlamento europeo sul terrorismo sarà un'ulteriore occasione per discutere delle possibilità di adattare le misure unionali sull'antiterrorismo alle minacce in continua evoluzione.

Contesto

La sicurezza è una priorità politica dall'inizio del mandato della Commissione Juncker – dagli orientamenti politici del presidente del luglio 2014 fino all'ultimo discorso sullo stato dell'Unione del 14 settembre 2016.

L'agenda europea sulla sicurezza orienta le attività della Commissione in questo settore definendo i principali interventi intesi ad assicurare una risposta efficace dell'UE al terrorismo e alle minacce alla sicurezza, in altri termini: lotta alla radicalizzazione, rafforzamento della sicurezza informatica, blocco delle fonti di finanziamento del terrorismo e miglioramento dello scambio di informazioni. Nel periodo intercorso dall'adozione l'Agenda ha registrato notevoli progressi nell'attuazione e ha aperto la strada verso un'Unione della sicurezza autentica ed effettiva. I progressi realizzati sono descritti nelle relazioni che la Commissione pubblica periodicamente.

La valutazione complessiva, allegata alla relazione odierna, si basa sull'analisi interna dei servizi della Commissione, su indagini svolte con le autorità degli Stati membri e le agenzie dell'UE e sul dialogo inclusivo con un ampio spettro di portatori d'interessi, tra cui il Parlamento europeo, i parlamenti nazionali, la società civile, i gruppi di riflessione, il mondo accademico e i rappresentanti dell'industria.

La Commissione presenterà la valutazione al Parlamento europeo e al Consiglio invitandoli ad avviare un dialogo per valutarne i risultati.

Per ulteriori informazioni

Comunicazione: Nona relazione sui progressi compiuti verso un'Unione della sicurezza

Allegato: Documento di lavoro dei servizi della Commissione — Valutazione globale della politica di sicurezza dell'UE

Allegato (2): Documento di lavoro dei servizi della Commissione — Valutazione globale della politica di sicurezza dell'UE

Comunicazione: Agenda europea sulla sicurezza

Scheda informativa: Un'Europa che protegge

Scheda informativa: Un'agenda europea sulla sicurezza – stato dei lavori