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dall'Europa

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Avvicinare maggiormente all'UE i paesi candidati facendo leva sulla cooperazione transfrontaliera: la Commissione adotta un programma per l'Italia, l'Albania e il Montenegro

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, le 16 dicembre 2015. La Commissione europea ha adottato ieri il nuovo programma di cooperazione transfrontaliera per l'Italia, il Montenegro e l'Albania, del valore di quasi 93 milioni di EUR, di cui quasi 79 provenienti dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dallo strumento di assistenza preadesione (IPA).

La Commissione europea ha adottato ieri il nuovo programma di cooperazione transfrontaliera per l'Italia, il Montenegro e l'Albania, del valore di quasi 93 milioni di EUR, di cui quasi 79 provenienti dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dallo strumento di assistenza preadesione (IPA). Questo è l'ultimo programma di cooperazione transfrontaliera ad essere adottato nel 2015.

Corina Crețu, Commissaria per la Politica regionale, ha dichiarato: "Sono lieta di aver adottato questo programma: si tratta di un perfetto esempio di come l'Unione mobiliti le proprie risorse per avvicinare all'UE i paesi candidati. I nostri programmi INTERREG sono notoriamente successi europei, in quanto creano un vero senso di solidarietà e di appartenenza al di là delle frontiere."

Johannes Hahn, Commissario per la Politica europea di vicinato e i negoziati di allargamento, ha dichiarato: "Questo nuovo programma di cooperazione transfrontaliera contribuisce a gettare le basi per uno sviluppo economico intelligente e sostenibile nella regione beneficiaria, che comprende due Paesi candidati (Albania e Montenegro). Il programma sosterrà la competitività delle PMI, la tutela dell'ambiente e la promozione dell'adattamento ai cambiamenti climatici e della mitigazione dei loro effetti, nonché il miglioramento delle infrastrutture pubbliche e dei trasporti."

In linea con la strategia dell'UE per la regione adriatica e ionica, il programma si concentra su cinque priorità:

1) rafforzamento della cooperazione transfrontaliera e della competitività delle PMI: sarà fornito sostegno alle piccole imprese locali per contribuire alla loro internazionalizzazione e sviluppare mercati transfrontalieri;

2) gestione intelligente del patrimonio naturale e culturale della regione frontaliera: nell'ambito di questa priorità, il programma investirà nello sviluppo di attività turistiche rispettose dell'ambiente e in nuovi prodotti e servizi culturali;

3) protezione dell'ambiente, gestione dei rischi e strategia per la riduzione delle emissioni di carbonio: gli investimenti dell'UE sosterranno un approccio strategico e transfrontaliero in materia di paesaggi acquatici, pratiche e strumenti innovativi per ridurre le emissioni di carbonio e migliore efficienza energetica negli edifici pubblici;

4) miglioramento della connettività transfrontaliera e promozione di sistemi di trasporto sostenibili:

5) assistenza tecnica per garantire la corretta ed efficace attuazione del programma.

Contesto

Lo strumento di assistenza preadesione (IPA) fornisce assistenza finanziaria e tecnica per sostenere le riforme nei paesi in fase di adesione, con una dotazione di 11,7 miliardi di EUR per il periodo 2014-2020, di cui oltre 484 milioni investiti in programmi di cooperazione transfrontaliera.

La direzione generale della Politica regionale e urbana (DG REGIO) gestisce attualmente 10 programmi di cooperazione transfrontaliera, che riuniscono un Stato membro con uno o più paesi candidati e potenziali candidati.

Ogni programma di cooperazione transfrontaliera IPA è istituito con un pari contributo del Fondo europeo di sviluppo regionale e dei fondi dello strumento di assistenza preadesione. Si tratta del cosiddetto principio della complementarietà dei fondi sancito nell'articolo 4 del regolamento sulla cooperazione territoriale europea: gli Stati membri convengono di destinare parte della dotazione del Fondo europeo di sviluppo regionale a programmi di cooperazione transfrontaliera da attuare alle frontiere esterne dell'UE, a condizione che importi almeno equivalenti siano forniti dallo strumento di assistenza preadesione. I fondi vengono quindi raggruppati e spesi indifferentemente in Stati membri e non membri.

La DG REGIO lavora in stretta collaborazione con la direzione generale della Politica di vicinato e dei negoziati di allargamento (DG NEAR): la DG NEAR gestisce i programmi di cooperazione transfrontaliera dell'IPA (strumento di assistenza preadesione) alle frontiere tra i paesi dei Balcani occidentali, mentre la DG REGIO gestisce i programmi alle frontiere tra gli Stati membri e i paesi candidati e potenziali candidati.

Per ulteriori informazioni 

La politica di coesione in Italia

Montenegro – Assistenza finanziaria nell'ambito dell'IPA II

Albania – Assistenza finanziaria nell'ambito dell'IPA II

Sito web Inforegio

@EU_Regional@CorinaCretuEU

IP/15/6333

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Una guardia costiera e di frontiera europea per proteggere le frontiere esterne dell'Europa

Strasburgo, le 15 dicembre 2015. Una guardia costiera e di frontiera europea per proteggere le frontiere esterne dell'Europa.

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250La Commissione europea adotta oggi un'importante serie di misure per gestire le frontiere esterne dell'UE e proteggere lo spazio Schengen senza frontiere interne. Le proposte odierne contribuiranno a gestire più efficacemente la migrazione, a rafforzare la sicurezza interna dell'Unione europea e a salvaguardare il principio della libera circolazione delle persone. La Commissione propone di istituire una guardia costiera e di frontiera europea per garantire una gestione forte e condivisa delle frontiere esterne. Per aumentare ulteriormente la sicurezza dei cittadini europei, la Commissione propone inoltre di introdurre controlli sistematici, basati sul raffronto con banche dati pertinenti, di tutte le persone che entrano nello spazio Schengen o ne escono.

Il primo Vicepresidente della Commissione europea Frans Timmermans ha dichiarato: "In uno spazio di libera circolazione, senza frontiere interne, la gestione delle frontiere esterne dell'Europa deve essere una responsabilità condivisa. La crisi ha messo in evidenza carenze e lacune dei meccanismi finora utilizzati per accertare il rispetto delle norme UE. È giunto quindi il momento di passare a un sistema di gestione delle frontiere realmente integrato. La guardia costiera e di frontiera europea riunirà un'Agenzia potenziata – che avrà la possibilità di attingere a una squadra di persone e a un parco di attrezzature di riserva – e le autorità degli Stati membri, che continueranno a occuparsi delle attività quotidiane di gestione delle frontiere. Il sistema proposto permetterà di individuare in tempo reale eventuali carenze, che potranno così essere risolte rapidamente, migliorando anche la nostra capacità collettiva di gestire in modo efficace situazioni di crisi in cui un tratto delle frontiere esterne sia sottoposto a una forte pressione."

Dimitris Avramopoulos, Commissario europeo per la Migrazione, gli affari interni e la cittadinanza, ha aggiunto: "Gli attuali problemi in materia di migrazione e sicurezza non conoscono frontiere e richiedono un approccio realmente europeo. Frontex si limitava a sostenere gli Stati membri nella gestione delle frontiere esterne; la nuova Agenzia per le frontiere farà di più. Le misure proposte oggi, con cui intendiamo creare più Europa, prevedono la gestione delle nostre frontiere esterne, la velocizzazione del rimpatrio dei migranti irregolari, il corretto funzionamento del sistema di asilo per chi ne ha bisogno e il rafforzamento dei controlli alle frontiere esterne dell'Unione europea. Il pacchetto frontiere che presentiamo oggi aumenterà la sicurezza dei cittadini e garantirà standard elevati di gestione delle frontiere".

Una guardia costiera e di frontiera europea

La guardia costiera e di frontiera europea riunirà l'Agenzia europea per la guardia costiera e di frontiera istituita da Frontex e le autorità degli Stati membri responsabili della gestione delle frontiere, che continueranno a occuparsi delle attività giornaliere di gestione delle frontiere esterne.

La nuova guardia costiera e di frontiera europea avrà:

·         una squadra di riserva rapida di guardie costiere e un parco di attrezzature tecniche: l'Agenzia potrà contare su almeno 1 500 esperti, il cui intervento potrà essere dispiegato entro tre giorni. Per la prima volta l'Agenzia potrà procurarsi le attrezzature autonomamente e attingere a un parco di attrezzature tecniche messo a disposizione dagli Stati membri: la carenza di personale o di attrezzature per le operazioni alle frontiere europee sarà un ricordo del passato; le risorse umane della nuova Agenzia, che entro il 2020 arriveranno a 1 000 dipendenti a tempo indeterminato (più del doppio rispetto a Frontex), includeranno forze operative sul campo;

·         un ruolo di monitoraggio e sorveglianza: sarà istituito un centro di monitoraggio e analisi dei rischi per controllare i flussi migratori verso l'Unione europea e al suo interno e per svolgere analisi dei rischi e valutazioni obbligatorie della vulnerabilità, volte a individuare i punti deboli e a porvi rimedio; funzionari di collegamento verranno distaccati negli Stati membri per garantire una presenza sul terreno laddove le frontiere sono a rischio. L'Agenzia potrà valutare la capacità operativa, le attrezzature tecniche e le risorse di cui dispongono gli Stati membri per fronteggiare le sfide alle loro frontiere esterne e potrà imporre agli Stati membri di adottare misure entro un termine prestabilito;

·         il diritto di intervenire: gli Stati membri potranno richiedere operazioni congiunte e interventi rapidi alle frontiere, nonché il dispiegamento di squadre della guardia costiera e di frontiera europea a sostegno di tali operazioni e interventi.In caso di persistenza delle carenze o di ritardo o inadeguatezza dell'azione nazionale qualora uno Stato membro sia sottoposto a una forte pressione migratoria che rappresenti una minaccia per lo spazio Schengen, la Commissione potrà adottare una decisione di esecuzione per stabilire che la situazione in un particolare tratto delle frontiere esterne richiede un intervento urgente a livello europeo.Ciò permetterà all'Agenzia di intervenire, dispiegando le squadre della guardia costiera e di frontiera europea, per assicurare l'azione sul campo anche quando uno Stato membro non può o non vuole prendere le misure necessarie;

·         la sorveglianza delle guardie costiere: le guardie costiere nazionali faranno parte della guardia costiera e di frontiera europea nella misura in cui svolgeranno operazioni di controllo delle frontiere. I mandati dell'Agenzia europea di controllo della pesca e dell'Agenzia europea per la sicurezza marittima saranno allineati a quello della nuova guardia costiera e di frontiera europea. Le tre agenzie saranno in grado di avviare operazioni di sorveglianza congiunte, ad esempio utilizzando sistemi aerei a pilotaggio remoto (droni) nel Mar Mediterraneo;

·         un mandato per intervenire nei paesi terzi: l'Agenzia riceverà un nuovo mandato per inviare funzionari di collegamento e avviare operazioni congiunte con paesi terzi confinanti, comprese operazioni sul loro territorio;

·         un ruolo più importante nel quadro dei rimpatri: un Ufficio europeo dei rimpatri istituito nell'ambito dell'Agenzia permetterà di dispiegare squadre europee di intervento per il rimpatrio, composte da personale di scorta e di sorveglianza nonché da specialisti in materia di rimpatrio, che lavoreranno con efficacia per rimpatriare i cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare. Un documento di viaggio europeo uniforme per il rimpatrio garantirà una più ampia accettazione dei rimpatriati da parte dei paesi terzi;

·         la responsabilità di garantire la sicurezza interna: l'Agenzia includerà la criminalità transfrontaliera e il terrorismo nell'analisi dei rischi e collaborerà con altre agenzie dell'Unione e organizzazioni internazionali nella prevenzione del terrorismo, nel pieno rispetto dei diritti fondamentali.

Controlli sistematici dei cittadini dell'UE alle frontiere esterne

Per accrescere la sicurezza nello spazio Schengen, la Commissione propone una modifica mirata del codice frontiere Schengen volta a introdurre controlli sistematici obbligatori dei cittadini dell'UE alle frontiere esterne terrestri, marittime e aeree. Saranno introdotti controlli obbligatori dei cittadini dell'UE basati sul raffronto con banche dati, quali il sistema d'informazione Schengen, la banca dati dell'Interpol sui documenti di viaggio rubati e smarriti e i pertinenti sistemi nazionali, al fine di verificare che le persone in arrivo non rappresentino una minaccia per l'ordine pubblico e la sicurezza interna. La proposta rafforza l'obbligo di verificare gli identificatori biometrici nei passaporti dei cittadini dell'UE in caso di dubbi sull'autenticità del passaporto o sulla legittimità del titolare. I controlli d'ora in poi saranno obbligatori anche all'uscita dall'Unione europea.

In linea di massima, poiché i controlli dei documenti e quelli delle persone possono essere condotti parallelamente, le autorità dovrebbero essere in grado di consultare le banche dati pertinenti senza ritardare gli attraversamenti delle frontiere. Le norme prevedono comunque una certa flessibilità nei casi in cui controlli sistematici potrebbero esercitare un impatto sproporzionato sul flusso del traffico alla frontiera: in simili casi gli Stati membri possono, sulla base di analisi dei rischi, decidere di effettuare controlli mirati solo presso alcuni valichi di frontiera terrestre e marittima. La valutazione dei rischi sarà comunicata all'Agenzia, che potrà giudicare il modo in cui è applicata l'eccezione nella sua valutazione della vulnerabilità.

I controlli sistematici nelle banche dati sono eseguiti secondo un sistema "hit/no hit": se la persona controllata non rappresenta un rischio, il controllo non viene registrato e i suoi dati non subiscono un ulteriore trattamento. Questa modalità di utilizzo delle banche dati inciderà in misura molto limitata, e giustificata dagli obiettivi di sicurezza, sul diritto alla protezione dei dati personali.

Contesto

L'istituzione di una guardia costiera e di frontiera europea, annunciata dal Presidente Juncker nel discorso sullo stato dell'Unione il 9 settembre, fa parte delle misure previste dall'agenda europea sulla migrazione per rafforzare la gestione e la sicurezza delle frontiere esterne dell'UE. L'agenda europea sulla migrazione adottata dalla Commissione nel maggio 2015 ha evidenziato la necessità di un approccio globale alla gestione della migrazione. Questo obiettivo è stato segnalato anche dal Parlamento europeo e appoggiato negli orientamenti chiari definiti dal Consiglio europeo il 23 settembre e il 15 ottobre.

In risposta ai recenti attentati di Parigi e alla crescente minaccia posta dai terroristi combattenti stranieri, la Commissione è prontamente intervenuta per accelerare i lavori e l'attuazione delle misure previste dall'agenda europea sulla sicurezza. La proposta odierna risponde all'esigenza di rafforzare i controlli di sicurezza alle frontiere esterne dell'UE, misura richiesta dai ministri dell'Interno il 20 novembre.

Per ulteriori informazioni

SCHEDA INFORMATIVA: Una guardia costiera e di frontiera europea

SCHEDA INFORMATIVA: Controlli sistematici alle frontiere esterne

Domande e risposte dettagliate: Guardia costiera e di frontiera europea

Documenti legislativi

Agenda europea sulla migrazione

IP/15/6327

 

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