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dall'Europa

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Relazione sulle infrazioni del 2014: la Commissione vigila alla corretta applicazione del diritto UE

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 09 luglio 2015.  Oggi la Commissione ha adottato la sua relazione annuale sul controllo dell'applicazione del diritto dell’Unione nel 2014. Il mercato interno resta la risorsa più preziosa dei cittadini e delle imprese, che traggono entrambi beneficio dalla tempestiva e corretta attuazione e applicazione del diritto dell’Unione. La 32a relazione annuale sul controllo dell’applicazione del diritto dell’Unione europea analizza i risultati ottenuti nei principali aspetti dell'applicazione del diritto dell'UE ed evidenzia i principali sviluppi nella politica di applicazione delle normative del 2014.

La Commissione avvia la procedura di infrazione quando uno Stato membro non pone rimedio ad una presunta violazione del diritto dell’Unione. Se uno Stato membro non le notifica le misure di recepimento di una direttiva nel proprio ordinamento nazionale entro i termini stabiliti, la Commissione avvia la procedura di infrazione. Inoltre la Commissione può avviare la procedura di infrazione in base ad un'indagine della Commissione o una denuncia presentata dai cittadini o dalle imprese se la legislazione di un paese non è in linea con le prescrizioni del diritto UE oppure se il diritto UE non viene applicato, o non viene applicato correttamente, dalle autorità nazionali.

Nel complesso, il numero di procedure formali di infrazione è diminuito negli ultimi cinque anni, riflettendo l’efficacia del dialogo strutturato con gli Stati membri tramite EU Pilot, che precede un eventuale avvio della procedura formale di infrazione. Tale risultato evidenzia la determinazione della Commissione a cooperare con gli Stati membri per migliorare la conformità in una fase precoce, risolvendo rapidamente infrazioni potenziali a vantaggio dei cittadini e delle imprese.

Nel 2014, analogamente al 2013, i settori politici con il maggior numero di casi di infrazione aperti erano ambiente, trasporti e mercato interno e servizi.

Lotta al recepimento tardivo delle direttive

Nell'ambito dell'iniziativa "Legiferare meglio", la Commissione intende garantire la chiarezza, l’operatività e l'applicabilità della legislazione UE. Una maggiore attenzione sarà prestata all’attuazione e all'applicazione delle normative. La Commissione è impegnata a prevenire i ritardi che conseguono dal recepimento delle direttive da parte degli Stati membri dopo le scadenze concordate. Tali ritardi nel recepimento del diritto dell’Unione impediscono ai cittadini e alle imprese di beneficiare dei vantaggi offerti dal diritto dell’Unione, incidono negativamente sulla certezza giuridica complessiva e pregiudicano la parità di condizioni nel mercato interno.

Le direttive sui requisiti patrimoniali, sui diritti dei consumatori, sull’assistenza sanitaria transfrontaliera o sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche rappresentano alcuni esempi di ritardi di recepimento negli Stati membri. Nel 2014 il numero di procedure di infrazione per ritardo di recepimento è aumentato del 22% rispetto al 2013.

La Commissione ha continuato ad assistere gli Stati membri nell’applicazione della legislazione dell’Unione mettendo a disposizione un’ampia gamma di strumenti, quali piani di attuazione, documenti di orientamento, riunioni di gruppi di esperti e siti web specifici.

In caso di mancato recepimento di una direttiva entro il termine convenuto, la Commissione ha continuato a fare pieno uso del sistema delle sanzioni finanziarie introdotto con il trattato di Lisbona. Essa ha deferito quattro casi (nei confronti di Belgio, Irlanda e Finlandia) alla Corte di giustizia dell’Unione europea, chiedendo l'applicazione di sanzioni finanziarie.

La Commissione risponde alle denunce dei cittadini

I cittadini e le parti interessate possono segnalare direttamente violazioni presunte del diritto UE mediante un modulo di denuncia online accessibile tramite il portale Europa I tuoi diritti nell'UE. Nel 2014 la maggior parte delle denunce presentate riguardava l'occupazione, il mercato interno e la giustizia.

Per ulteriori informazioni

- Annual reports on national implementation of Union law

- Schede informative per paese

Contesto

In risposta a una richiesta del Parlamento europeo, dal 1984 la Commissione presenta una relazione annuale sul controllo dell’applicazione del diritto dell'Unione relativa all'anno precedente. Il Parlamento europeo adotta in seguito una risoluzione sulla relazione della Commissione.

IP/15/5326

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Antitrust: la Commissione invia a MasterCard una comunicazione delle obiezioni relativa alle norme transfrontaliere e alle commissioni interbancarie interregionali

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 09 luglio 2015. Oggi la Commissione europea ha inviato a MasterCard una comunicazione delle obiezioni contenente conclusioni preliminari secondo le quali le regole di MasterCard impediscono alle banche di offrire commissioni interbancarie più basse ai dettaglianti situati in un altro Stato membro dello Spazio economico europeo (SEE) nel quale tali commissioni potrebbero essere più elevate. Questo impedisce ai dettaglianti di beneficiare altrove di commissioni interbancarie più basse e potrebbe limitare la concorrenza transfrontaliera tra le banche, in violazione delle norme antitrust europee. Nella comunicazione delle obiezioni si afferma inoltre che le commissioni interbancarie applicate da MasterCard per le operazioni effettuate nell'UE utilizzando carte MasterCard emesse in altre parti del mondo violano le norme antitrust europee in quanto fissano un prezzo minimo artificialmente elevato per il trattamento di queste operazioni. L'invio di una comunicazione delle obiezioni non pregiudica l'esito dell'indagine.

La Commissaria per la Concorrenza Margrethe Vestager ha dichiarato: "Molti consumatori fanno un uso quotidiano delle carte di pagamento per comprare prodotti alimentari e capi di abbigliamento nei negozi o per qualsiasi acquisto online. La Commissione sospetta che MasterCard stia gonfiando artificialmente i costi dei pagamenti tramite carta, il che avrebbe effetti negativi per consumatori e dettaglianti nell'UE. La Commissione è preoccupata sia per le regole applicate da MasterCard alle operazioni transfrontaliere nell'UE che per le commissioni addebitate ai dettaglianti che ricevono pagamenti effettuati con carte emesse al di fuori dell'Europa. Ora MasterCard ha la possibilità di rispondere ai nostri addebiti."

I pagamenti tramite carta svolgono un ruolo fondamentale nel mercato unico per gli acquisti a livello nazionale, transfrontaliero o su internet. Più del 40% dei pagamenti non in contanti effettuati ogni anno dai consumatori e dalle imprese europei avviene tramite carta.

Ogni volta che un consumatore usa una carta di pagamento in un negozio o online, la banca del dettagliante ("banca convenzionatrice") versa una commissione, denominata "commissione interbancaria", alla banca del titolare della carta ("banca emittente"). La banca convenzionatrice addebita la commissione interbancaria al dettagliante che la include, insieme a tutti gli altri costi, nel prezzo finale applicato ai consumatori per i suoi prodotti o servizi. Questo significa che le commissioni interbancarie vengono addebitate a tutti i consumatori, compresi quelli che non utilizzano carte perché pagano in contanti.

Le riserve della Commissione

Le banche si avvalgono di MasterCard per fissare le commissioni interbancarie applicate tra di esse. La Commissione conclude in via preliminare che MasterCard e le sue licenziatarie (che emettono carte MasterCard per i titolari o acquisiscono operazioni effettuate con tali carte per i dettaglianti) costituiscono un'associazione di imprese e che le pratiche descritte nella comunicazione delle obiezioni violano le norme dell'UE e del SEE che vietano i cartelli e le altre pratiche commerciali anticoncorrenziali (articolo 101 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea e articolo 53 dell'accordo SEE).

La comunicazione delle obiezioni esprime in particolare due riserve:

le commissioni interbancarie sono ancora notevolmente diverse a seconda degli Stati membri. Le regole di MasterCard impediscono ai dettaglianti di un paese con commissioni interbancarie elevate di beneficiare delle commissioni interbancarie più basse offerte da una banca convenzionatrice situata in un altro Stato membro ("convenzionamento transfrontaliero"). La Commissione teme che le regole di MasterCard sul convenzionamento transfrontaliero riducano la competitività transfrontaliera delle banche per quanto riguarda il prezzo dei servizi di ricevimento dei pagamenti tramite carta e limitino la concorrenza in violazione delle norme antitrust dell'UE, con un conseguente aumento dei prezzi per dettaglianti e consumatori.

La Commissione teme inoltre che i livelli elevati delle "commissioni interbancarie interregionali" di MasterCard non siano giustificati. Queste commissioni sono versate da una banca convenzionatrice per le operazioni effettuate nell'UE con carte MasterCard emesse in altre parti del mondo. Ad esempio, le commissioni versate da una banca convenzionatrice quando un turista cinese usa la propria carta per pagare il conto di un ristorante a Bruxelles possono essere cinque volte superiori a quelle versate quando un consumatore usa una carta emessa in Europa. Poiché queste commissioni interregionali rappresentano ogni anno centinaia di milioni di euro, la Commissione teme che commissioni interregionali così elevate facciano aumentare i prezzi per i dettaglianti con un conseguente rincaro dei prezzi e dei servizi per tutti i consumatori, non solo per quelli che utilizzano carte emesse al di fuori dell'UE o che effettuano pagamenti tramite carta.

Se le sue conclusioni preliminari dovessero essere confermate, la Commissione potrebbe imporre un'ammenda a MasterCard.

Contesto

La comunicazione degli addebiti rappresenta una fase formale delle indagini svolte dalla Commissione in merito a presunte violazioni delle norme antitrust dell'UE. La Commissione informa per iscritto le parti interessate degli addebiti mossi nei loro confronti e le parti possono rispondervi per iscritto. I destinatari possono esaminare i documenti contenuti nel fascicolo di indagine della Commissione, rispondere per iscritto e chiedere un'audizione per rendere note le loro osservazioni ai rappresentanti della Commissione e alle autorità nazionali garanti della concorrenza. La Commissione adotta una decisione definitiva solo dopo che le parti hanno esercitato il loro diritto alla difesa.

La Commissione ha avviato un procedimento nei confronti di MasterCard per il caso in oggetto nell'aprile 2013. La comunicazione delle obiezioni odierna è anche l'ultima di una serie di azioni intraprese in merito alle commissioni interbancarie:

Nel dicembre 2007 la Commissione ha constatato che le commissioni interbancarie di MasterCard per le operazioni transfrontaliere nel SEE (ad esempio quando un cittadino belga usa la propria carta di credito per un pagamento in un negozio in Francia) limitano la concorrenza tra le banche (si veda anche il MEMO). Le conclusioni riportate nella decisione della Commissione sono state confermate dalla Corte di giustizia nel settembre 2014.

Nel 2009, per conformarsi alla decisione della Commissione, MasterCard ha limitato le commissioni bancarie transfrontaliere (intra-SEE) applicate dalle banche che fanno parte del suo sistema allo 0,20% per le carte di debito e allo 0,30% per le carte di credito, senza però ridurre le altre commissioni bancarie.

Nel dicembre 2010 e nel febbraio 2014, la Commissione ha inoltre adottato decisioni che rendono giuridicamente vincolanti gli impegni offerti da Visa Europe (un'associazione di banche) per assoggettare agli stessi massimali (0,20% e 0,30%) le commissioni interbancarie fissate nel SEE per le carte di debito e le carte di credito.

La maggior parte delle operazioni effettuate nel SEE ha carattere nazionale (il consumatore usa la carta nel proprio paese) e non era contemplata dai procedimenti della Commissione. Le commissioni interbancarie su queste operazioni, che differiscono notevolmente da un paese all'altro, sono state contestate dalle autorità nazionali della concorrenza e successivamente ridotte in diversi paesi. Nell'aprile 2015 il Consiglio dei ministri dell'UE e il Parlamento europeo hanno adottato il regolamento relativo alle commissioni interbancarie, che a partire dal dicembre 2015 assoggetta a un massimale le commissioni interbancarie per le carte emesse e utilizzate in Europa (0,20% per le carte di debito e 0,30% per le carte di credito). Il regolamento relativo alle commissioni interbancarie ridurrà i costi per i dettaglianti europei e garantirà una parità di condizioni sull'intero mercato dei pagamenti tramite carta. I massimali fissati dal regolamento, tuttavia, non si applicano alle operazioni interregionali, una delle due questioni oggetto dell'attuale indagine.

È attualmente in corso un'indagine sulle commissioni interbancarie interregionali di Visa Inc. (che è un'entità giuridica distinta da Visa Europe).

Ulteriori informazioni su questa indagine saranno disponibili sul sito web Concorrenza della Commissione, nel registro pubblico dei casi, con il numero 40049.

IP/15/5323