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L’ESTATE 2022 DELL’ARTE A CATANIA

L’ESTATE 2022 DELL’ARTE A CATANIA


Da sant’Agata tra mito e devozione a Ryan Mendoza, per oltre tre mesi un ricchissimo programma di incontri, archeologia, arte contemporanea, fotografia, sound art,

su tutto il territorio cittadino

 

Catania, 29 giugno 2022 – Oltre quattro mesi di mostre, workshop, visite guidate, e tanto altro. È questa l’Estate 2022 dell’arte a Catania promossa e prodotta da Fondazione OELLE Mediterraneo antico dal centro etneo fino ad Aci Castello.
Un’Estate catanese che vuole essere quella della ripartenza, un’offerta rivolta ai cittadini e ai turisti che sono sopraggiunti numerosissimi nella città etnea per un nuovo inizio dopo i mesi difficili che abbiamo alle spalle, per ricominciare a stare insieme.

Il mito di sant’Agata in mostra tra archeologia e arte contemporanea

AGATA 3 250A dare il via all’Estate dell’arte di Catania 2022 è la mostra: AGATA. Dall’icona cristiana al mito contemporaneo. I tesori dei musei regionali a Palazzo dell’Università. La mostra ospitata in alcune sale del Museo dei Saperi e delle Mirabilia Siciliane, al piano terra della preziosa sede centrale dell’Ateneo, è dedicata al tema della santa patrona catanese. L’esposizione accoglie alcune rappresentazioni di Agata legate a culture e ambiti artistici molto diversi, segno di quanto sia ampia e variegata la diffusione del suo culto. Il percorso espositivo riunisce pregevoli dipinti appartenenti alle gallerie della Regione Siciliana (Galleria regionale della Sicilia Palazzo Abatellis di Palermo, Galleria regionale Palazzo Bellomo di Siracusa, Museo interdisciplinare di Messina, Museo “Agostino Pepoli” di Trapani), oggetti in ceramica del Museo regionale della ceramica di Caltagirone, opere provenienti dal Museo civico Castello Ursino e dall’Arcidiocesi di Catania, nello specifico dalle chiesa di Sant’Agata al Borgo e dei SS. Pietro e Paolo, oltre a opere dalle collezioni d’Ateneo e custodite presso il Rettorato dell’Università. Completano l’esposizione fotografie e sculture di artisti contemporanei ispirate alla figura della Santa e alla festa selezionate dalla Fondazione OELLE Mediterraneo antico unite a un’istallazione olfattiva. La mostra, ideata e organizzata dalla Soprintendenza per i beni culturali e ambientali di Catania in collaborazione con l’Università degli Studi di Catania-Sistema Museale d’Ateneo e con la Fondazione OELLE Mediterraneo antico, è visitabile a ingresso libero dal lunedì al venerdì, dalle 9.30 alle 13.30. Per gruppi il pomeriggio su prenotazione. L’esposizione è aperta fino  al 31 ottobre 2022.

Foto: Sant'Agata e Persefone, Angelo Iodice, 2012-2015                                                                                                                                                                    

 

La fotografia di ricerca di Anna Tusa

3 250Dal 1° luglio al 4 settembre è in scena, alla fON Art Gallery del Four Points by Sheraton di Aci Castello, NEBULOSE, la mostra personale di Anna Tusa, uno dei più interessanti giovani talenti della fotografia contemporanea siciliana. Il percorso espositivo si compone di 17 fotografie, di cui 7 della serie P ed altre lettere e del video Attimo, tutti lavori eseguiti a partire dal 2012. «Anna Tusa ha attraversato i confini culturali ed emotivi della Fondazione OELLE con la sua produzione artistica e letteraria, sorprendendo per la sua profondità e molteplicità di idee e produzioni. Il mondo spaesato e apparentemente incontrollato di Anna è fatto di un quotidiano inquietante e coloratissimo. Anna abita gli spazi della sua mente con visioni che appartengono a un presente futuro. Nature vive che rimandano anche ad anni complessi, quelli del COVID, nei quali oggetti di uso comune ammantati di luce cosmica, a volte surreali, divengono testimoni di un tempo. Nulla è lasciato al caso. Quelle di Anna Tusa sono composizioni severe: rispetto della luce, attenzione alla narrazione fotografica, costruiscono uno scenario esistenziale nuovo e affascinante che porta lo spettatore a interrogarsi sulle vite degli altri», afferma Carmelo Nicosia, direttore di Fondazione OELLE Mediterraneo Antico.
«Quando ho conosciuto Anna Tusa ho capito subito che avremmo condiviso un pezzo di strada: in lei ho visto uno specchio, una ragazza “per sempre” che sa di dover trovare il proprio centro in un mondo che non le appartiene e del quale non farà mai parte fino in fondo. Questa visione condivisa, seppure con strumenti diversi, ha intessuto un filo comune durante la lunga residenza di Anna in Fondazione OELLE, divenuta una dimora nell’accezione più anarchica e romantica del termine. Mi è risultato, quindi, naturale chiederle di condividere una parte del suo percorso di artista con noi, pronta a ricevere – e ad accettare rispettosamente – un suo definitivo no. NEBULOSE è stata la risposta: attraverso uno sguardo fortemente introspettivo, diluito in un tempo indefinito e impercettibile che pone domande e apre a dubbi, lasciando le certezze a chi non sa guardare», dichiara Ornella Laneri, presidente di Fondazione OELLE Mediterraneo Antico.

Foto: Anna Tusa, Still, 2022

 

Le fotografie di Nick Parrino e i volti e luoghi della Sicilia liberata nel 1943

4 Nik Parrini 250In collaborazione con la Città Metropolitana di Catania-Museo Storico Sbarco in Sicilia 1943 Fondazione OELLE Mediterraneo Antico presenta dal 9 luglio, nel suo Phil Stern Pavilion a Le Ciminiere di Catania, la mostra fotografica 1943. Volti e luoghi della Sicilia liberata. Fotografie di Nick Parrino a cura di Ezio Costanzo. L’esposizione racchiude 80 immagini di Nick Parrino, fotografo italo-americano al seguito dell’esercito USA durante la seconda guerra mondiale, che nel settembre del 1943 immortalò alcuni momenti della vita quotidiana della gente di Sicilia dopo l’armistizio del 3 settembre. Nelle foto di Parrino, arruolato nell’OWI, l’Office of War Information, ovvero l’ente governativo per le campagne di informazione e propaganda, c’è la Sicilia liberata dei giorni successivi dell’Operazione Husky e i volti sorridenti della popolazione che riprende a vivere ricostruendo la propria esistenza. Negli scatti emerge l’intento del fotografo dell’OWI di ritrarre, a volte in maniera idilliaca, la ripresa della vita sociale ed economica sia nelle grandi città, come Palermo, Catania, Agrigento, Messina, Siracusa, sia nei piccoli paesi di provincia e nelle campagne. La gente è attenta a rimette assieme i cocci della propria esistenza e, in questa Sicilia rurale e popolare, tutti danno una mano a tutti, sostenuti dagli stessi soldati USA. Ed ecco i contadini sull’Etna, i pescatori, gli operai che lavorano la pietra per ricostruire le strade, i momenti di relax e di animazione culturale organizzate dall’Amgot, i maestri artigiani, i luoghi di storia e di arte che da sempre hanno incantato il mondo. Le immagini di Nick Parrino non mostrano le battaglie, ma lo stato d’animo sereno di tanti siciliani che, ancora una volta nel corso della loro secolare storia, hanno saputo superare con spirito di sacrificio la sconfitta di una guerra, vissuta come sempre come una fatale calamità. Del fotografo Nick Parrino si conosce poco. Il suo cognome rivela l’origine italiana, ma sono tutt’ora ignoti la data e il luogo di nascita. Pare sia vissuto a Cleveland, nell’Ohio, dove è deceduto nel 1979. Prima della guerra ha lavorato come fotografo per il quotidiano Cleveland Plain. Per l’OWI Parrino ha fotografato in diversi fronti di guerra, tra cui il nord Africa, il Medio Oriente e l’Italia. Ha lavorato come fotogiornalista per la Wide World Photos e, nel dopoguerra, è stato photo editor della rivista Newsweek. È stato anche direttore della biblioteca di fotografia della Cities Service Co. (divenuta poi CITGO) dove ha lavorato fino al 1967.
«Nella mostra sono esposte solo una parte delle foto scattate da Parrino in Sicilia durante la guerra, conservate nella Library of Congress di Washington. Sono immagini in cui l’istante congela la storia restituendoci il grande valore della fotografia documentaristica, che diventa testimonianza della cultura sociale ed economica di un luogo e del suo popolo», afferma Ezio Costanzo, curatore della mostra.

 

Mostra Nick Parrino: Scheda mostra

Una produzione Fondazione Oelle Mediterraneo Antico
In collaborazione con Città Metropolitana di Catania - Museo Storico Sbarco in Sicilia 1943
Con la collaborazione di Library of Congress, Prints and Photographs Division, Washington, D.C.

1943
Volti e luoghi della Sicilia liberata
Fotografie di Nick Parrino

A cura di Ezio Costanzo

Phil Stern Pavilion Le Ciminiere Catania dal 9 luglio 2022

La mostra racchiude 80 immagini di Nick Parrino, fotografo italo-americano al seguito dell’esercito Usa durante la Seconda guerra mondiale, che nel settembre del 1943 immortalò alcuni momenti della vita quotidiana della gente di Sicilia dopo l’armistizio del 3 settembre. Nelle foto di Parrino, arruolato nell’OWI, l’Office of War Information, ovvero l’ente governativo per le campagne di informazione e propaganda, c’è la Sicilia liberata dei giorni successivi dell’Operazione Husky e i volti sorridenti della popolazione che riprende a vivere ricostruendo la propria esistenza. Negli scatti emerge l’intento del fotografo dell’OWI di ritrarre, a volte in maniera idilliaca, la ripresa della vita sociale ed economica sia nelle grandi città come Palermo, Catania, Agrigento, Messina, Siracusa, e sia nei piccoli paesi di provincia e nelle campagne. La gente è attenta a rimette assieme i cocci della propria esistenza e in questa Sicilia rurale e popolare tutti danno una mano a tutti, sostenuti dagli stessi soldati Usa. Ed ecco i contadini sull’Etna, i pescatori, gli operai che lavorano la pietra per ricostruire le strade, i momenti di relax e di animazione culturale organizzate dall’Amgot, i maestri artigiani, i luoghi di storia e di arte che da sempre hanno incantato il mondo. Le immagini di Nick Parrino non mostrano le battaglie ma lo stato d’animo sereno di tanti siciliani che, ancora una volta nel corso della loro secolare storia, hanno saputo superare con spirito di sacrificio la sconfitta di una guerra, vissuta come sempre come una fatale calamità.
Del fotografo Nick Parrino si conosce poco. Il suo cognome rivela l’origine italiana ma si sconosce la data e il luogo di nascita. Pare sia vissuto a Cleveland, nell’Ohio, dove è deceduto nel 1979. Prima della guerra ha lavorato come fotografo per il quotidiano Cleveland Plain. Per l’OWI ha fotografato in diversi fronti di guerra, tra cui il nord Africa, il Medio Oriente e l’Italia. Ha lavorato come fotogiornalista per la Wide Wold Photos e nel dopoguerra è stato photo editor della rivista Newsweek. È stato anche direttore della biblioteca di fotografia della Cities Service Co. (divenuta poi CITGO) dove ha lavorato fino al 1967.
“Nella mostra sono esposte solo una parte delle foto scattate da Parrino in Sicilia durante la guerra – afferma il curatore Ezio Costanzo – conservate nella Library of Congress di Washington. Sono immagini di gente comune e di alcuni luoghi storici dell’Isola dove emerge la grande volontà di recupero della normalità da parte della popolazione civile, stroncata dalle ristrettezze e dal dramma del conflitto. Sono immagini in cui l’istante congela la storia restituendoci il grande valore della fotografia documentaristica, che diventa testimonianza della cultura sociale ed economica di un luogo e del suo popolo”.

 

Ryan Mendoza a Catania con una suite d’artista

5È Aci Castello a ospitare nel mese di settembre il nuovo progetto del grande artista statunitense Ryan Mendoza. Promosso e prodotto da Fondazione OELLE Mediterraneo antico, il progetto consiste in una serie di fotografie site specific – esito di una residenza svolta da Mendoza presso il Four Points by Sheraton Catania – esposte alla fON Art Gallery del primo piano dell’albergo e in una vera e propria suite d’artista nel Four Points by Sheraton Catania di Aci Castello riprogettata con “segni” e suggestioni di Ryan Mendoza, dove gli ospiti potranno soggiornare. Ryan Mendoza è un artista statunitense nato a New York, classe 1971. Discendente diretto di Ibrahim Zacuto (colui che disegnò le mappe per Cristoforo Colombo), è noto per la sua ricerca e le battaglie che lo vedono sempre in prima linea nel lavorare su temi scottanti e quanto mai attuali come le differenze razziali (The Rosa Parks House Project), la disinformazione, la manipolazione dell’informazione, la cancel culture legata alle politiche americane (i progetti The invitation e A new face for Washington). Ha collaborato con importanti gallerie d’arte internazionali, Galleria In Arco, Cannaviello, Massimo Minini, Lelong a Parigi, Akira Ikeda a Tokyo, White Cube a Londra e Bernd Klueser a Monaco.

 

Foto: under the trolly, Ryan Mendoza

 

Memoria del Territorio, il workshop di Irene Alison

Nei giorni del 22-28-29-30 settembre e 1-2 ottobre il Four Points by Sheraton Catania ospiterà presso la sede di Aci Castello il workshop di Irene Alison. Il corso analizzerà storia e possibilità espressive della narrazione attraverso le immagini d’archivio, guiderà i partecipanti verso la costruzione di un progetto individuale realizzato (completamente o parzialmente) attraverso materiali fotografici “riciclati” e li coordinerà nella realizzazione di un quaderno fotografico collettivo che raccolga il lavoro di tutti. Irene Alison, giornalista professionista e photo-consultant, è docente all’Istituto Europeo del Design (IED) di Roma e collabora come tutor e consulente con alcune delle maggiori scuole di fotografia italiane (Isfci, Rufa, Scuola Romana di Fotografia a Roma e Fondazione Studio Marangoni a Firenze, tra le altre). Come redattrice, ha lavorato per il Manifesto e per D, La Repubblica delle Donne. Da freelance ha realizzato, insieme ai fotografi, reportage apparsi su Geo France, The Independent, l’Espresso, D, XL, Marie Claire e Riders.

Per informazioni sul workshop: Segreteria Fondazione OELLE Mediterraneo Antico, tel. +39 095 2282011 www.fondazioneoelle.com

 

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