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VERITAS FEMINAE Art Contest

LAPILLI Locandina vfEroine, guerriere, testarde, brillanti: figure femminili forti e coraggiose, ma anche fragili e sensibili, spesso contrapposte ad una società che le ha umiliate ed emarginate, ed alcune perfino uccise.

Parla di Donne Veritas Feminae: Donne emarginate, al limite della società, ma cariche di quella forza che le contraddistingue e che le riscatta dalla condizione di vittime.

Quattro sezioni: pittura, scultura, fotografia, installazioni per una esposizione che  vede riuniti su un unico tema 68 artisti del panorama artistico contemporaneo.

L’ideazione del progetto e la curatela sono affidati a Gina Affinito, esperto curatore dal profilo internazionale, mentre la critica d’arte è affidata alla dott.ssa Teresa Stacca (Belle Morgan), critico e storico dell’arte.

La mostra sarà presentata nella cornice dei Sassi di Matera, precisamente in quello Barisano presso CasaCava “Centro per la Creatività” del progetto Visioni Urbane della Regione Basilicata, Polo culturale della città ed unico centro culturale ipogeo del mondo! L’esposizione delle circa 85 opere si articolerà nel Foyer-Galleria e nelle stanze attigue all’Auditorium, il simbolo della parabola storica e della rinascita culturale di Matera; un luogo nato come cava di tufo, poi abbandonato e usato come discarica, infine trasformato in centro per la creatività giovanile. (www.casacava.it)

L’inaugurazione avverrà il giorno Venerdì 25 marzo 2016 dalle ore 18.00 alla presenza del curatore, del critico, degli artisti e delle autorità Istituzionali materane.

L’ingresso è gratuito

I Patrocini

Il progetto gode del Patrocinio Morale del Comune di Matera, Fondazione Matera 2019, Regione Basilicata.

<<Gli artisti qui proposti sono stati chiamati a confrontarsi con il tema rappresentando la “Donna” nelle sue molteplici sfumature e portando alla luce le sue “Verità”.

Ad ogni artista in esposizione è  stato affiancato una ‘DONNA SIMBOLO’.

Ipazia DAlessandria, Sononisba Anguissola, Matilde Serao, Giovanna dArco, Frida Kahlo, Maria Sklodowska, Edith Piaf, Rita Levi Montalcini, Marie-Sophie Germain, Maria Callas, Sabine Spielrein e tante altre….

Tutte donne che hanno lasciato unimpronta indelebile nella nostra storia.

Tra tutte, abbiamo eletto a “Donna Simbolo” di Veritas Feminae la poetessa e scrittrice italiana Alda Merini e grazie alla preziosa collaborazione con le sue figlie, Emanuela, Barbara, Flavia e Simona Carniti i suoi versi, “che racchiudono in sé la rinascita, nonché la riscossione alla Vita di nostra madre”, saranno il leitmotiv di questa rassegna.>>

Gina Affinito, curatore della mostra

La mostra sarà visitabile fino al 31 marzo 2016 nei seguenti ORARI DI APERTURA

tutti i giorni, tranne i mercoledì non festivi 10.00 – 13.00 / 15.00 – 18.00

info

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+39 327 3463882

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Alla Galleria Bab el Kasbah, tutti i colori del blu con le fotografie di Laura Terzani

LAPILLI Mostra fotograficaDa sabato 19 marzo, alla Galleria Bab el Kasbah, tutti i  colori del blu: dalle mura azzurre dei villaggi berberi, protagonisti delle fotografie di Laura Terzani, al blu intenso delle antiche ceramiche di Fez; dall’indaco acceso dei turbanti dei Tuareg, gli “uomini blu” del deserto, al blu cobalto che aveva acceso l’ispirazione di Matisse nella luce tersa di Tangeri. Il blu dorato delle collane di lapislazzuli e il blu petrolio delle borse di pelle, fino alle mille sfumature dei cotoni e delle sete lavorate al telaio dagli artigiani di un antico caravanserraglio…

 Bab el Kasbah, sabato 19 marzo, ore 18,00  

via dei Banchi nuovi, 22 - tel.06.37511087

www.babelkasbah.net

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Museo Duca di Martina. Napoli in porcellana: ricordi del Grand Tour

Museo Duca di Martina

Sabato 27 febbraio, ore 11

Viaggiare ad arte

Conversazioni in Floridiana tra arte, letteratura, teatro e musica

Napoli in porcellana: ricordi del Grand Tour

conversazione con Patrizia Piscitello storica dell’arte, Museo di Capodimonte

LAPILLI Museo FloridianaLa conversazione con Patrizia Piscitello è dedicata al grande fascino e alla notorietà del Gran Tour, la Real fabbrica delle porcellane di Napoli, che partendo dalle prestigiose pubblicazioni dedicate al tema e realizzate dalla Stamperia Reale, furono fondamentali per la produzione in porcellana della manifattura napoletana durante la direzione di Domenico Venuti. 

I prodotti realizzati iniziano a descrivere le bellezze del regno seguendo i temi di maggiore attrazione per i visitatori, i soggetti principali furono tre: gli antichi reperti archeologici di Ercolano e Pompei, con miniature dipinte e biscuit raffiguranti opere ritrovate o statuaria classica; i  costumi del regno ispirati alle pubblicazioni della Stamperia Reale e le grandi vedute che affascinavano i viaggiatori.

Il direttore Venuti realizzò a Napoli anche un punto vendita dei manufatti, vicino alla chiesa di San Ferdinando, a pochi passi dalla Fabbrica che si trovava nel Palazzo Reale.

Tra le varie opere delle collezioni del Museo Duca di Martina si potrà ammirare il Giuoco 'Souvenir' del Regno delle Due Sicilie che unisce la suggestione del tema della veduta con il fascino dell’archeologia.

Il C.I.D.I, ente accreditato per la formazione presso il MIUR, rilascia ai partecipanti, che ne facciano richiesta, attestato di partecipazione valido ai fini dell’aggiornamento e del riconoscimento dei crediti formativi

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Al Liceo artistico "G. de Chirico" L’abisso e il labirinto Opere di Ciro Palladino

Opening venerdì 11 marzo 2016 ore 18

L’abisso il labirinto

Opere di Ciro Palladino

LICEO ARTISTICO de Chirico - Torre Annunziata, Via Veneto 514

Locandina Ciro Pellegrino 250Una intensa mostra di Ciro Palladino, artista di Torre del Greco operante a livello nazionale, prosegue le attività espositive di esplorazione delle vie della ricerca pittorica che lo Spazio Zero11 del Liceo Artistico de Chirico di Torre Annunziata conduce nello scenario dei linguaggi contemporanei dell’arte. A cura di Franco Cipriano, con la collaborazione di “ARTLANTE studi e iniziative per l’arte contemporanea”, di Raffaella Barbato e con il coordinamento di Felicio Izzo, la mostra si presenta come passaggio rivelatore delle singolari e riflessive interrogazioni della pittura. Nelle articolate esperienze espressive, la pittura si manifesta come sorgiva persistenza nella problematica ‘inquietudine’ di senso del rapporto arte-vita che attraversa le esperienze molteplici dell’arte del tempo attuale. Nel testo di commento, Franco Cipriano scrive: “Nella processualità generativa del linguaggio della pittura, nell’opera di Ciro Palladino, l’ibridazione tra materia e immagine dello spazio espressivo rivela la stratificata ‘profondità’ della superficie che oscilla

tra evocazione e gesto incrociandone il generarsi in ‘pictura’, in ‘imago’ che si fa spazio materico. Incrociati nelle trame mentali dell’espressione, i segni, le materie, le immagini appaiono riflesse dalle oscurità dell’imperscrutabile fondo o nelle rifrazioni di sospesi frammenti simbolici. La densità della ‘materia oscura’ tiene gli elementi in un circolo che si autoriflette, sprofonda in se stesso: labirintico specchio nero, dove memoria e oblìo ‘tessono’ la temporalità dell’opera. Le scansioni del campo fenomenologico dell’opera si presentano come un’enigmatica mappa, trasudano di tracce e orme di un’impossibile Icona, come un terminale reliquiario del senso, resti intransitabili dell’auratica memoria dell’arte. Dell’originarietà ‘umanistica’ della pittura nelle opere di Palladino s’intravedono gli orli di senso: sfrangiati, decomposti, smottati. I corpi rivolti al fondo indicano iconicamente la seduzione labirintica dell’identità, il suo perdersi nell’abissalità della nigredo, come un riflesso che si sdoppia, si moltiplica nel cercarsi della propria immagine. Oppure, forse, all’inverso, il corpo appare sulla soglia della propria sparizione, come un ritrarsi kenotico in allegorica visione della pittura nel tempo del tramonto del proprio immaginario”.

Open 12 marzo / 7 aprile 2016

Dalle 10 alle 13.30 o su appuntamento

INFO ph. 333 8998740

SPAZIO ZERO11

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Firenze. Alla Tornabuoni Arte - Contemporary Art personale di Enrico Benetta

Venerdì 26 febbraio Tornabuoni Arte – Contemporary Art, in via Maggio 58r a Firenze, inaugura il suo programma espositivo 2016 con la personale di Enrico Benetta.

LAPILLI Elisir d¹arancio 2011 polimaterico su tela e acciaio corten cm 100x100x10 bassa1Il lavoro di Benetta è caratterizzato da un linguaggio che si muove su diversi registri stilistici, mirabilmente giocati dalla forte personalità dell’artista, che fonde insieme fonti culturali lontane tra loro. La sua opera è rivolta ad un pubblico vasto ed eterogeneo; ciascuno, in base alla propria sensibilità artistica, letteraria e affettiva, la può fruire o godere. Tratto distintivo dei suoi lavori, siano essi tele o installazioni, è il carattere di stampa per eccellenza, il Bodoni, divenuto la cifra stilistica dell’artista, base per la creazione di un’originale e casuale “trama” visiva. È come se le lettere, per Benetta, non fossero l’elemento primario della parola, ma andassero contemplate in sé, come pensiero costitutivo dell’opera stessa. Le lettere, infatti, cadono dalle pagine creando nuove storie, nuove avventure che l’immaginazione dello spettatore rielabora e conclude, dando ogni volta un diverso significato all’opera stessa. L’acciaio corten, materiale naturale usato per le sculture, trasmette alle opere una patina di antico che evoca in pieno il fascino dei grandi volumi del passato.

In mostra, da Tornabuoni Arte – Contemporary Art, sarà esposta una selezione di opere recenti, sia pitture che sculture, che mette l’accento sull’ultima produzione dell’artista. Nell’evoluzione della sua ricerca e del suo linguaggio, Benetta non rinuncia all’uso della parola o del Bodoni, ormai parte del suo Dna, e procede piuttosto verso una metamorfosi dei toni e del colore verso inediti bianchi e neri, mediati dalle scale di grigi, indagando la potenza espressiva del silenzio. “Il simbolismo del colore e le velature soprastanti le lettere Bodoni - scrive Chiara Casarin in catalogo - inducono ora  a una riflessione più profonda, a una meditazione sul senso della pausa, del vuoto… L’indagine sull’eloquenza del silenzio è portata avanti dall’artista trevigiano come un viaggio interiore nei luoghi spirituali, dove possono essere ritrovati quegli elementi importanti per l’uomo singolo e che, in fin dei conti, sono quelli che vanno a formare l’identità di ognuno”.

Enrico Benetta nasce nel 1977 a Montebelluna (Treviso) dove attualmente vive e lavora, si diploma nel 2001 presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia ed inizia il proprio percorso artistico nell’arte contemporanea. Lavora con importanti gallerie come Galleria Russo di Roma e Tornabuoni Arte di Firenze. Del 2014 è la personale “Dandelion” a Treviso, presso gli Spazi Bomben della Fondazione Benetton, mentre del 2015 è “The White Shhh” alla Venice Projects Fenice Gallery di Berengo Studio 1989, in occasione della Biennale d’Arte di Venezia.

La mostra rimarrà aperta fino al 7 maggio ed è accompagnata da un catalogo FORMA Art Today, con testo a cura di Chiara Casarin.

Tornabuoni Arte - Contemporary Art - Arte Contemporanea

Via Maggio 58r - 50125 Firenze

Tel. 055/289297 – e.mail:Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. - www.tornabuoniarte.it

Orari apertura mostra: Lunedì 15:00 – 19:30; dal martedì al venerdì 10:30 – 13:00 / 15:00 – 19:30; sabato 10:30 - 13:00 / 14:00 - 19:00.

Tornabuoni Arte

Lungarno Benvenuto Cellini, 3 – 50125 Firenze

Tel. 055/6812697 – fax 055/6812020 – e.mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. - www.tornabuoniarte.it