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Il cibo in scena Banchetti e cuccagne a Napoli in età moderna. Mostra bibliografica e iconografica
In occasione dell’ Expo di Milano la Biblioteca Nazionale di Napoli ha inteso documentare il ruolo fondamentale del cibo come elemento costitutivo delle festività e ricorrenze napoletane, che ha attraversato senza soluzione di continuità i secoli ponendosi come osservatorio privilegiato per la comprensione delle abitudini di vita e tradizioni della città di Napoli.
Vere rarità bibliografiche, pregiate testimonianze manoscritte e a stampa che abbracciano il periodo che va dal viceregno spagnolo al regno dei Borboni (secoli XVI-XVIII), splendide incisioni della città di Napoli, preziose raffigurazione di sontuosi banchetti e di grandiose “cuccagne”, descrizioni di antiche ricette e di altri rituali gastronomici consentono di seguire un percorso legato agli usi e ai costumi sia della corte dei Borboni che della popolazione napoletana nei secoli passati.
Attraverso uno spaccato delle sue pregiate raccolte la biblioteca offre ai visitatori la possibilità di seguire un percorso bibliografico ed iconografico che alterna ai manoscritti ed ai rari testi che documentano i banchetti allestiti prima per i viceré e per i loro illustri ospiti e dopo per i Borbone, le grandi tavole che rimandano l’immagine delle “cuccagne” e dei ricevimenti a Palazzo Reale.
Nella festa civile il momento culminante della partecipazione del popolo – altrimenti relegato al ruolo di spettatore
passivo – è proprio la “cuccagna” che costituisce lo speculare rovescio dei banchetti e i rinfreschi della nobiltà. Questi carri arricchiti con vivande, cibo, salumi e formaggi così come le ‘macchine commestibili’ legate alla festa di S. Giovanni [ che, nella prima metà del secolo XVII, è tra le feste cittadine un appuntamento ineludibile] spesso erano preda di violenti saccheggi da parte dell’affamato popolo napoletano
Molte le curiosità come le immagini di un' originale “cuccagna” ‘acquatica’ montata su palafitte o barconi al largo di Santa Lucia o di Mergellina che venivano ‘abbordati’ e ‘conquistati’ dai popolani che li raggiungevano in barca o a nuoto. Un rituale che venne proposto in occasione del matrimonio fra Carlo di Borbone e Maria Amalia di Sassonia quando fu allestita una cuccagna “in forma di fortezza” su disegno del Medrano nello specchio d’acqua prospiciente la Chiesa di San Leonardo alla Riviera di Chiaia. Si finse una battaglia alla fine della quale 1200 uomini arrivati sulle barche scalarono la fortezza e la saccheggiarono.
La mostra che si inaugura il 9 luglio ( ingresso gratuito) offre l’occasione per ammirare le splendide sale della Biblioteca nazionale alcune splendidamente affrescate.
Il cibo in scena
Banchetti e cuccagne a Napoli in età moderna.
Mostra bibliografica e iconografica
Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III di Napoli
9 luglio – 15 settembre 2015
feriali ore 9,00/18,00 - sabato ore 9,00/13,00
Didascalie delle foto:
Tavola apparecchiata per un rinfresco a Palazzo Reale in occasione della rappresentazione de Gli Orti Esperidi
Da
PIETRO METASTASIO
Gli Orti Esperidi. Componimento drammatico da cantarsi in occasione del felicissimo giorno natalizio della SAc. Ces. Catt. Real Maestà di Elisabetta Augusta Imperatrice regnante …
Napoli, F. Ricciardi, 1721
Tavola imbandita
Da
ANTONIO LATINI
Lo scalco alla moderna, o vero l’arte di ben disporre i conviti…
Napoli, D. A. Parrino e M. Luigi Mutio, 1694.
Scatti fotografici inediti, materiale privato, fotogrammi tratti dal video del famoso concerto a porte chiuse all’Anfiteatro degli scavi di Pompei. Un viaggio fotografico e non solo per celebrare la grande band dei Pink Floyd e ricordare la loro presenza in un luogo senza tempo, come senza tempo è stata la loro musica.
ed è stata possibile grazie all' impegno entusiasta del gruppo “I Ragazzi degli Scavi” e dei Lunatics, oltre ai tanti altri numerosi fan, in collaborazione col Comune di Pompei
Inaugura martedì 30 giugno alle ore 11 nella Sala Leopardi della Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III di Napoli la finestra sull'attualità dedicata alle donne di "Mediterraneo: fotografie tra terre e mare" nell'edizione 2015.
Nell’ambito di TOSCANA ’900
Napoli. Il museo Archeologico Nazionale ospita fino al 2 novembre 2015 “Pompei e l’Europa. 1748-1943”. La mostra si divide tra due sedi. Una, presso gli scavi di Pompei, presenta i calchi delle vittime dell’eruzione del 79 d.C. da poco restaurati ed una sezione intitolata “Fotografare e documentare Pompei” e l’altra, appunto presso il MANN a cura di Massimo Osanna, Maria Teresa Caracciolo, Luigi Gallo. Quest’ultima ha come sottotitolo: “Natura e Storia” e ha come obiettivo quello di “evidenziare l’influenza del sito sugli artisti europei dal Settecento al Novecento”. La mostra risulta interessante e ben allestita, sia per chi voglia farsi ‘semplicemente’ affascinare, sia per il visitatore più attento e critico. Mette in evidenza e, cosa ancor più importante, valorizza pezzi della collezione del museo archeologico ( e degli altri napoletani come Capodimonte, Duca di Martina, San Martino, Accademia di Belle Arti, Biblioteca Nazionale, Correale di Sorrento), proponendone letture angolate secondo la lente d’ingrandimento di temi specifici, facendola dialogare con opere provenienti da musei italiani e stranieri, in un percorso di visita che comunica efficacemente al visitatore gli stimoli, le ispirazioni e i corto circuiti culturali che le scoperte degli scavi archeologici di Pompei hanno prodotto in due secoli (dai primi ritrovamenti ai bombardamenti della Seconda guerra Mondiale), arrivando a condizionare la produzione letteraria e teatrale, musicale ed estetica oltre che favorire l’evoluzione del lavoro di architetti ed archeologi . Quattro sono le sezioni cronologiche, allestite nella Sala della Meridiana, per circa duecento opere.
di una ‘Pompei dell’immaginario’ che diviene scena di poesie, racconti, e opere liriche (L’ultimo giorno di Pompei di Giovanni Pacini). Ma non solo. Tale diffusione offre l’occasione per la rappresentazione della donna in un’ambientazione ammantata di esotismo e mistero (Paul Delaroche, Domenico Morelli) e orienta la realizzazione di oggetti d’arredo (manifattura di Sèvres) che riprendono stili e forme ispirati all’antico. Non mancano i calchi dei pompeiani “rapiti alla morte” da Fiorelli. Quelle figure, fantasmi di gesso su fango e cenere sono accostate ad opere ad esse ispirate, da esse condizionate.