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Nola: L’IC ‘’Bruno-Fiore-Sanseverino’’ ha incontrato la scrittrice e giornalista Filomena Carrella con il libro: ‘’Louis Armstrong la musica oltre il razzismo’’

Nola: L’istituto Comprensivo ‘’Bruno-Fiore-Sanseverino’’ ha incontrato la scrittrice e giornalista Filomena Carrella con il libro: ‘’Louis Armstrong la musica oltre il razzismo’’

 

Pres. libro Amstrong 250 25 3 2026Nella bellissima location dell’Istituto Comprensivo ‘’Bruno- Fiore-Sanseverino’’ di Nola è stato presentato, il libro ‘’Louis Armstrong la musica oltre il razzismo’’, (Iod edizioni) della scrittrice, giornalista e musicista Filomena Carrella. Sono stati presenti all’evento: il professore Enrico Giuseppe Boccia Dirigente Scolastico dell’Istituto Comprensivo ‘’Bruno-Fiore- Sanseverino’’ di Nola, l’autrice Filomena Carrella giornalista e musicista. I docenti: Carbone Maria, Dubbioso Maria, Manganelli Rosa Maria, Rosella Antonella, Vasco Luigia. Fiorella Boccucci musicista e cantante e due dei suoi talenti che hanno cantato: Emmanuele Manna e Margherita Carrella. Alessandra Bosone docente e presidente dell’associazione artistica ‘’SeminArte’’APS. Felice Peluso Presidente di AIDO sez. Cimitile-Nola. Presenti gli alunni delle classi Prime della scuola media, che sono stati i veri protagonisti della mattinata, tra domande, curiosità, gioia e desiderio di essere parte attiva e centrale dell’incontro. In effetti il libro della Carrella ci mostra Cultura il mondo, con le sue ferite e le sue meraviglie, attraverso lo sguardo di un bambino, diventando la vera forza del racconto. CronacaInprimoIrpiniaUn bambino speciale che si chiama Louis Armstrong, capace di trasformare la passione per la musica in uno strumento di riscatto, in una missione al servizio degli ultimi. Carrella ripercorre la storia del piccolo Louis in un’America segnata fortemente dalle discriminazioni razziali, in cui il colore della pelle rischia di condizionare per sempre il proprio destino. Lo comprende molto presto ‘’Faccia a Pallone’’, come l’autrice ribattezza il piccolo protagonista per il suo viso tondo, quando scopre la differenza tra il quartiere in cui vive e quello in cui vivono i bianchi, gli uomini del colore del latte, che gli appare come un altro pianeta tra auto che sfrecciano veloci e negozi scintillanti o ancora quando sull’autobus è costretto a sedersi nella parte posteriore del mezzo. Un’infanzia non facile, la sua, senza padre, in una famiglia segnata dalla povertà, senza la protezione dei fratelli andati lontano e delle sorelle spesso assenti. Unica presenza costante la madre, grande e grossa come una ciambella, a cui si affiancheranno figure come lo zio e Padre Ed che si prenderanno cura di lui e gli trasmetteranno la passione per la musica. E sarà proprio nel luogo più buio del riformatorio che Louis, sempre più solo e disorientato, troverà se stesso grazie al dono di un tromba da parte di una sentinella, strumento che diventerà il suo portafortuna. Una tromba in cui sembrano confluire ricordi ed emozioni, capace di segnare per sempre la sua esistenza, dalla taverna dello zio che gli aveva insegnato ad apprezzare la musica e gli ripeteva che il jazz è la cioccolata più buona, come dirà lui stesso ai bambini da adulto, alla band tutta sua degli Hot Five con i quali porterà in giro i suoi ritmi. Dopo aver raggiunto la fama, capirà che non può dimenticare gli ultimi della Terra, a partire dai ragazzi che vivono in condizioni di difficoltà e porterà avanti la sua battaglia per loro, viaggiando in tutto il mondo, portando ovunque parole di pace. La capacità dell’autrice è quella di raccontarci la storia di un artista che ha donato la sua vita alla musica come una favola con tanto di folletti che lo aiutano a realizzare i propri sogni, come Folletto Nox che lo accompagna nel suo viaggio nel mondo, donandogli la luminosità delle stelle, insieme a fate e gabbiani magici. Gli stessi personaggi sono accostati continuamente ad animali, da Mamma Balena all’amata May, ape operaia e insieme regina che sa scegliere il miele della vita, a restituirci sempre lo sguardo incantato dei bambini che Louis riesce a conservare anche da adulto. Ma la favola di Louis è, in fondo, quella di ogni ragazzo che riesce a trovare la propria strada e inseguire il proprio sogno, malgrado i momenti di scoramento e sofferenza, malgrado un contesto sociale difficile. Louis “somigliava a un mago: anche senza conoscere tante lingue, riusciva a farsi capire benissimo da tutti. Il suo viso assumeva strane smorfie, fatte da ampi sorrisi e gesti larghi della bocca, accompagnati da mani e da braccia. Poi, come per incanto, riusciva a parlare con gli occhi: li spalancava, li socchiudeva, batteva veloce le palpebre, ne strizzava a ritmo uno per volta”. Louis, che imparerà a usare anche la sua voce come una tromba, diventa un simbolo “l’idolo della musica che soffiava nella tromba tutto il marcio e le speranze della società. Un mito capace di spezzare le catene dell’idiozia, del razzismo e di far capire che il mondo aveva bisogno di tutti i colori, nero e bianco, giallo e rosso, perchè ogni colore era vita”. Un percorso che troverà il suo culmine nel viaggio in Africa da dove provengono tutti i fratelli dalla pelle color cioccolata, “Capì che l’Africa aveva il sapore della sua musica. Aveva il sapore della cioccolata, del desiderio irrefrenabile di cioccolata. Come una musica silenziosa, lo aveva attirato per tanti anni musicista.