Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione Cookie Policy.

  • Categoria: Libri
  • Visite: 176

L’ultimo capolavoro del saggista Ettore Donadio ‘’La splendida Italia dei poeti’’ Viaggio nella poesia italiana

L’ultimo capolavoro del saggista Ettore Donadio ‘’La splendida Italia dei poeti’’ Viaggio nella poesia italiana

 

contentDopo il successo della pubblicazione di altri ben validi ed eccelsi libri, il saggista Ettore Donadio ritorna sulle scene con questa sua ultima pubblicazione, ‘La splendida Italia dei poeti’ Viaggio nella poesia italiana, edito dalla Nuova Controcorrente di Carmine Golia. Il presente lavoro mira a ricostruire il senso della letteratura attraverso le opere degli scrittori; un’infinita ricchezza che punta ad esplorare, attraverso le principali linee di tendenza della poetica degli autori italiani, il bisogno dell’uomo di riconoscersi non solo come singolo ma anche in relazione alla comunità di appartenenza e al bisogno di raccontarsi. La letteratura offre una prospettiva unica su diverse culture, storie ed esperienze. Attraverso romanzi, poesie e saggi, gli autori ci permettono di esplorare realtà diverse, ampliando la nostra visione e comprensione del mondo. Questa capacità di trasmettere esperienze umane universali aiuta i lettori a sviluppare empatia e una maggiore consapevolezza delle problematiche sociali e culturali. Nell’Ottocento l’educazione letteraria puntava a costruire l’identità di un popolo. Francesco De Sanctis scrisse, infatti, che la letteratura di una nazione costituisce una «sintesi organica dell’anima e del pensiero d’un popolo». Tra Ottocento e Novecento la letteratura era utilizzata come strumento di omogeneizzazione non solo culturale ma anche linguistica, soprattutto, nei luoghi della penisola dove i dialetti erano predominanti. Il dialetto viene così sostituito del tutto mentre resiste nelle comunità più conservatrici e tradizionaliste, convivendo con l’italiano. La letteratura italiana è storicamente il veicolo principale della lingua italiana con un processo che ha attraversato i secoli, l’italiano è diventato la lingua madre degli italiani. Il percorso tracciato mira, dunque, a valorizzare non tanto l’aspetto stilistico quanto la “funzione eternatrice della poesia”: citando Sant’Agostino “Vivere post obitum vatem vis nosse, viator? Quod legis, ecce loquor; vox tua nempe mea est («Vuoi sapere, viandante, se il poeta vive dopo la morte? Tu leggi, ed ecco io parlo: la tua voce è la mia»), la poesia rivive, anzi, vive letteralmente nella lettura. La contemporaneità, permeata dalle logiche neoliberiste che vive una lacerazione della dimensione culturale, ha bisogno più che mai di valorizzare la letteratura come “sintesi organica” di anima e pensiero. Concludendo, la formazione umanistica mira all’emancipazione dalle forze oppressive non solo esterne ma anche interne e al riconoscimento dei diritti e doveri interiori, fondamento imprescindibile dei diritti inalienabili dell’uomo.