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  • Scritto da alla redazione
  • Categoria: Poesie&Racconti
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Le poesie di Suzana Glavaš (Zagreb, Croazia)

Appunti01Suzana Glavaš (Zagreb, Croazia), PhD in filologia romanza, è italianista, croatista, comparatista ed ebraista. Residente a Napoli e docente di lingua corata all’Università “L’Orientale”, volge gli interessi di ricerca ai rapporti letterari italo-croati da Dante ai giorni nostri, alla letteratura ebraica tra le due sponde dell’Adriatico, nonché alla poesia italiana del Novecento, in particolare a quella di Umberto Bellintani. Molte sono le sue traduzioni di autori italiani in croato e di autori croati in italiano. Scrive indistintamente in due lingue. In Croazia sono usciti su riviste letteraria due suoi cicli di poesie in lingua croata. La sua prima raccolta di poesie è stata pubblicata con Aracne Editrice nel 2013, dal titolo Sono donna che NON C’È (prefazione di Maria Roccasalva). La seconda è uscita nel 2015 con La Mongolfiera Editrice e Spettacoli: Ti suono le mie dita. Per mano sola (Prefazione di Maria Gabriella Mariani; Introduzione di Luca Signorini). Per la poesia ha vinto il Premio Positano “I Moti dell’Anima” (2015) e il Premio Speciale della Giuria della Città di Sant’Anastasia (2016).

È vincitrice del Premio Internazionale Umberto Bellintani (Mantova, 1° edizione 2002), per la ricerca scientifica in italianistica, e del Premio Internazionale Davidias (Zagreb-Split 2010), per la miglior traduzione dell’opera di un autore classico croato in lingua straniera (L’Avaro di Marino Darsa Raguseo, Cinquecento).

 

Le Poesie

 

L’IO TRIO

 

La mia città

è  il mio dentro

vulcano spento

magma irruento

la mia città

sei il Tu Suono

che mi cresci Albero

con chiome al vento

(da SONO DONNA CHE NON C’È)

***

 

mi tocchi

mi ritocchi

tocchi

e ritocchi

e mi suoni

conCorde

degli occhi

(da TI SUONO LE MIE DITA. PER MANO SOLA)

***

 

e cambio forma

e sono orma

l’idea del piede

sul bagnasciuga

che

a breve

l’oblio

dell’onda

inonda

(INEDITA)

***

 

liete le mie mani

oh liete le mie mani

come il gelso

con bachi da seta

tra i rami

(INEDITA)

 

  • Scritto da alla redazione
  • Categoria: Poesie&Racconti
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VIII Edizione del Premio Artisti per la Pace Città di San Vitaliano

LAPILLI Locandina premio artisti per la pace 2017L'Amministrazione Comunale di San Vitaliano promuove l'VIII Edizione del Premio Artisti per la Pace Città di San Vitaliano. Da sempre la cultura, intesa come poesia, prosa e immagine, è un potente tramite, attraverso il quale veicolare valori di grande spessore. Il premio "Artisti per la pace", giunto alla sua ottava edizione, intende perseguire l'obiettivo di sensibilizzare l'opinione pubblica, e in modo particolare i giovani e il mondo della scuola, sui temi della pace, della giustizia sociale, della nonviolenza, della libertà, dei diritti umani, dell'autodeterminazione dei popoli e della solidarietà nelle sue molteplici espressioni.
Il Comune di San Vitaliano, impegnato nella divulgazione della cultura in tutte le sue forme, intende dare spazio ai valori sopra descritti grazie al talento e attraverso la partecipazione di artisti provenienti da tutta Italia, al fine di rendere il Premio Artisti per la Pace Città di San Vitaliano, un momento di comunione, unione e soprattutto di scambio costruttivo d'idee che porti ad una seria e duratura divulgazione di un messaggio di pace utile agli uomini e alla comunità.

Partecipa gratuitamente all'iniziativa e vinci premi in opere artistiche e denaro. Invia la tua opera entro il 12 gennaio 2017 all'indirizzo email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure presso l'Ufficio Protocollo del Comune di San Vitaliano a mezzo posta, all'indirizzo “Ufficio Protocollo - Comune di San Vitaliano - Piazza Leonardo da Vinci - 80030 San Vitaliano (NAPOLI)”. 

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SETTEMBRE IN PIAZZA DELLA PASSERA XVI edizione

SETTEMBRE IN PIAZZA DELLA PASSERA
XVI edizione
6 - 9 settembre 2016

Martedì 6 settembre, ore 21.00

ingresso gratuito

PPPP_LaPasseraPoesia/PerformanceInPiazza

Primo festival di poesia&performance, anno terzo

a cura di Rosaria Lo Russo

POETRY SLAM

Gara poetica con giuria estratta dal pubblico, valida per il campionato L.I.P.S. Lega Italiana Poetry Slam 2016/17

MC (Maestro di cerimonia, conduttore della gara): Lello Voce

Partecipano: Paolo Gentiluomo (Genova-Milano), Marcello Frixione (Genova), Francesca Genti (Torino-Milano), Marthia Carrozzo (Lecce-Firenze), Lidia Riviello (Roma), Simone Savogin (Como), Tiziana Cera Rosco (Milano), Julian Zhara (Venezia)

LAPILLI Parla con i muri 2La rassegna Settembre in Piazza della Passera si apre per il terzo anno consecutivo con un’accesa gara di Poetry Slam. Genere di competizione il cui successo in Europa e in America è noto e ormai sempre più diffuso anche in Italia, lo Slam, è per il poeta Lello Voce “arte della performance, poesia sonora, vocale; lungi dall’essere un salto oltre la ‘critica’, è un invito pressante al pubblico a farsi esso stesso critica viva e dinamica”. Un’arte che viene dalla strada, come il rap ai suoi inizi, e crea un legame tra la scrittura e la performance focalizzata sulla parola. Praticato nei luoghi pubblici e considerato una delle forme più vive e rivoluzionarie della poesia contemporanea, mette in arte l’espressione popolare e, lungi da scavalcare la critica, invita il pubblico a farsi esso stesso giudice, stabilendo così un nuovo rapporto tra questo e il poeta.

Il maestro di cerimonia, conduttore della gara e della serata, sarà Lello Voce, mentre sul palco si sfideranno, a suon di versi, Paolo Gentiluomo (Genova-Milano), Marcello Frixione (Genova), Francesca Genti (Torino-Milano), Marthia Carrozzo (Lecce-Firenze), Lidia Riviello (Roma), Simone Savogin (Como), Tiziana Cera Rosco (Milano) e Julian Zhara (Venezia).

Sempre per martedì 6 settembre atteso fuori-programma “Settembre-extra” con PARLA CON I MURI, una passeggiata urbana tra le opere di Clet, Blub, Exit Enter e le scritte del popolo dei muri, con Maria Paternostro in collaborazione con ScandaloSoBrio. Partenza da piazza Poggi, sotto la Torre San Niccolò, alle ore 18.30 (prenotazione obbligatoria, max. 30 persone, all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o al numero 348 2416549). Al termine della passeggiata proiezione di slide-show in Piazza della Passera.

Per informazioni: Associazione culturale In Piazza

Tel. 329 0058885 – email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

www.4leoni.com - facebook.com/piazzadellapassera

  • Scritto da Michela Oliviero
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Lo spettro che venne dal marmo

LAPILLI fantasma fhdPe' viche e vicarielle, si muove nu spirito inquieto, una donna, bianca comm o marmo, che chiagne nella notte. Le spettrali mani, sotto la luna, scavano nella terra nera, strappando radici, erbacce, e pietre bianche, che lancia contro i palazzi e lungo le strade. Il suo passaggio si accompagna ad un rumore secco di pietre che rotolano lungo le vie, sbattendo sul selciato.

Al silenzio il fantasma risponde chiagnenn ancora più forte, chiammann "Principe! Principe!"

Ma nisciun risponne.

Quella notte non dormivo. Pensavo a cosa avrei detto alla padrona di casa quando sarebbe venuta a chiedermi l'arretrato dell'affitto. E io, a ro e pigl' e sord? Mi agitavo nel letto e non putev chiudere l'uocchie. Poi lo sentii, nu rumore forte, come na preta che cade.

Mi alzai in fretta e andai alla finestra.

"Chist è sicurament quacche strunz miez a via" pensavo. Aprii la finestra e presi fiato p'allucà.

Lei era lì, seduta ngopp a cord dei panni stesi, comme Gennarino mio quann era criatur ngopp all'altalena.

Me manc o ciat, pensai. Nu spirit? Ngopp a fenestra mia?

"Signò" la chiamai, ma ella non mi guardò; lasciò cadere una pietra. Fece lo stesso rumore che prima mi aveva fatta alzare. 

"Signò" le dissi ancora "È tardi, jatevenne a cuccà."

Stavolta la donna mosse il viso verso di me e alla luce della luna pareva quasi vera. Bianca, bianca comm o marmo.

"Signò, state ascetata pure vuje."

Ma che vo' capì nu spirit, io tengo o pigion a pavà.

"Eh, e chi me fa ddurmì a me." Manco un fantasma. Poi la guardai "Ma che facite a chest'ora?"

"Chiagn"

"Uhhh nu chiagnite, signora mia." Sapiss che teng a fà!

La donna si dondolò sulla corda comm a na criatura.

"Ma che facite co cheste prete 'mmano?"

"Sto cercann o corp mio."

A me quasi venne da ridere. "Signora mia bella, ma o' corpo vuostro mai po' addiventà preta."

"Uh, sì invece." Mi disse, e mi raccontò la sua storia. "O' Principe, me facette addiventà preta. Io nient sapev. Isse faticava tutte e journe dint a na stanza, sempre. Io di fuori alla porta vedevo luci e furmine. Ij me mettev paura, ma vulev sapé che faceva là dinto. Nu journo, venette o' Principe e me facette "Vien, te facc vedé che ce sta dint a stanza mia." Ma mai putev sapè che faceva o Principe."

Fece cadere un'altra pietra, ma la sentimmo solo io e lei.

"Comm a nu demonio era, o' Principe. Ij, che ero viva, giovane, me facette diventà preta. Comme a na statua."

Immaginai il grido d'orrore scolpito nei suoi occhi fermi e l'anima che si sbatteva nel marmo freddo. Comme dicette o' spirito, l'incantesimo fallì. Dall'oucchie spaventate da' figliola, il marmo si crepò e se facette e mille piezz. L'anema, nuda, lasciò il bel corpo che mai sarebbe invecchiato, piangendo per ritrovare le sue ossa di pietra che al principe di Sansevero non servivano più.

Michela Oliviero

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