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Aperitivo d’apertura alle Botteghelle 65 di Salerno, per l’ottava edizione di VinArte

vin arteUn bell’incontro, quello del 28 Aprile, tenuto, nella storica Salumeria di Via Botteghelle 65, ma chiamarla così è molto riduttivo, perché il locale tenuto da Pino Adinolfi, subentrato quattro anni fa, alla vecchia famiglia Conte, che ne era custode dal 1913, come testimonia l’antica insegna, rimasta intatta, è un luogo d’incontro, per proposte artistico culturali e per gustare eccellenze gastronomiche, come i formaggi di Casa Madaio, quelli della Bottega del Formaggio di Giungano e/o della Fattoria di San Vito di Sassano, i salumi di Gioi, la colatura di alici di Cetara, i dolci di Macellaro di Piaggine, la cipolla ramata di Gaia di Montoro, il tonno bianco ala lunga di Iasa, i fagioli di Controne, la pasta di Vicidomini di Castel San Giorgio, l’olio extravergine di oliva di Tancredi e tante altre bontà anche extraterritoriali. Nel cuore antico della città, nel locale di Pino Adinolfi, anche quest’anno, si è dato il via a VinArte, ottava edizione, Presidente Michele Caprio dell’Associazione Salerno Attiva-Activa Civitas. La manifestazione creata e curata dal designer Antonio Perotti, artista di vasta fama in Italia e oltre confini è, ormai, radicata nei tradizionali appuntamenti della città. L’aperitivo di assaggio di vini, coniugato con un’esposizione d’arte ha raccolto intorno a sé tanti cultori sia del vino che dell’arte. La manifestazione continuerà fino al 7 maggio, presso il Complesso Monumentale di Santa Sofia, altro gioiello della città, fondato nell’XI secolo dal conte Guaimario. L’evento ben diviso, tra la parte artistica e la degustazione, ha previsto l’esposizione di opere di Marco Cecioni che vive e lavora a Stoccolma, ma napoletano di origine, che dopo una carriera come compositore musicale e come cantante nello storico gruppo il Balletto di Bronzo, si trasferisce a Stoccolma e dagli anni Settanta espone in molti musei e gallerie del nord Europa. Le ceramica esposte e i quadri classicheggianti, nelle linee picassiane ed arieggianti il periodo classico di De Chirico nello spirito, ma senza cromatismi esasperanti, sono state analizzate e rilette in modo, come sempre, impeccabile, da Marcello Napoli, giornalista del quotidiano Il Mattino. Per la degustazione, invece si passa ad Ezio Maltese e al suo Zibibbo secco, dell'omonimo vitigno, e al Gales del vitigno "grillo", autoctono siciliano. Gustosamente piacevole, l’intermezzo alimentare, dovuto ai crostini, conditi con un burro ricavato da podoliche locali e un filetto di alici della ditta IASA, origine di Cetara il che è tutto dire. Una squisitezza divina pari all'accoglienza delle Botteghelle, tanto calorosa quanto essenziale, come il soffitto adornato da antichi "attrezzi rurali" (un treppiede di vecchia fattura ed una scala di legno) a fare da cornice ad una trave, da cui pendono curati e prelibati prosciutti, soppressate, capocolli, pancette e salami, di vario tipo, che tanto fanno pensare all’appassionato lavoro di mani esperte. I tavoli, di semplice fattura, faticano, assieme alle sedie, a dare riposo e sollievo ai tanti invitati accorsi; lo spazio, sebbene piccolo, ma accogliente, ha consentito al tavolo della "Presidenza" di fare l’esposizione dei vini assieme ai tanti calici, pronti per essere riempiti L’intervento di Ezio Maltese, agronomo, un siciliano doc di Alcamo è semplice, genuino, parla dei suoi vini da innamorato, non riuscendo a mascherare, tuttavia, il suo grande e appassionato sentimento per i suoi olivi, e l’attaccamento fisico alla terra di Sicilia. E mentre venivano serviti i vini il raffinato cultore, per essere egli stesso, un valente e preparato sommelier, il dott.re Ermanno Guerra, politiche sociali al Comune di Salerno, ha evidenziato con professionalità ed eleganza le qualità e i pregi dei vini, legandoli all’attenzione e alla preparazione vitivinicola della ditta, che è riuscita a trarre da vitigni autoctoni, dei prodotti validi, anzi superiori e suscettibili di grandi risultati, sia in Italia che all'estero. Ben vengano sempre iniziative di questo genere che la dicono lunga sull'amore e sulle motivazioni che riescono ancora a stimolare la mente di persone appassionate. Già la passione! Basta poco o niente a far parlare ed entusiasmare Ezio Maltese, dei suoi vini ma soprattutto dei suoi oli e dell’attenzione che lui dedica alla lettura e alla cura dei suoi coltivar, tanto che con i suoi olivi, egli parla, li coccola, li accudisce, creando per loro il territorio ideale per farli crescere. Ezio Maltese ha scelto di dedicare a loro tutto se stesso, convinto com’è che gli olivi, lo ricambieranno con i loro prodotti ed è certo che saranno prodotti d'amore.

Maria Serritiello

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