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Al circolo Canottieri di Salerno lectio magistralis del Maestro Giuseppe Squitieri

  • Published in Lapilli Salerno

giuseppe squitieriGiuseppe Squitieri, ovvero il pianista docente che prova a spiegare, parlando di memoria musicale, il metodo utilizzato per i suoi allievi, responsabile, secondo lui, dei lusinghieri successi professionali, raccolti nel corso della sua lunga carriera d’insegnante. Il giorno 23 novembre, presso il circolo Canottieri Irno di Salerno, nell’ambito delle iniziative promosse dall’associazione musicale Cypraea, curata dell’ instancabile, Presidente Provinciale, Pina Gallozzi, appassionata docente-pianista, che fa della gentilezza signorile, quanto della sua passione amorevole per i giovani talenti musicali, una sua cifra distintiva e peculiare, il Maestro Giuseppe Squitieri ha svelato l’arcano dei suoi successi professionali come docente, presentando il metodo cui fa riferimento, nello svolgimento della sua attività didattica e precisando, altresì, che quasi certamente non sono molti i colleghi a servirsi di tali strumenti, dal momento che quello da lui utilizzato, non rientra nei canoni ufficiali della scuola. L’importanza della memoria, e ancor più del suo contrario, l’oblio, in ambito musicale, così come nella maggior parte dei comportamenti umani, non ha bisogno di essere elogiata e ricercata, è fondamentale, ci spiega con garbo il maestro. Si deve fare tutto il possibile per potenziare i fattori che ottimizzano tale opzional, come la lunghezza dello spartito da ricordare mentalmente, la frequenza d’uso, il tempo di applicazione, l’omogeneità del materiale e i valori associativi ricollegabili al suddetto pezzo musicale. È proprio nell’ambito dei valori associativi interessantissimo è lo schema Underwood ideato dallo psichiatra americano Frank Bennett nel 1969 che, accanto ai Contenuti Connessi allo spartito, riconosce e amplifica i Contenuti Associativi, tutti mentali, verbali e non verbali, che al suddetto pezzo musicale si associano, per consentire quell’ integrazione tecnico-emozionale che è’ la condizione indispensabile per una performance di livello e qualità superiore. L’accento sulle capacità emozionali, poi, continua a spiegarci il Maestro, ribalta e migliora la vecchia logica musicale, che vuole nel perfezionismo tecnico la dote unica del bravo musicista. Ma non è così e secondo lo schema Underwood, l’aspirante musicista d’eccezione deve imparare a coniugare tecnica ed emozionalità, perché solo in quest’unione è la via maestra a performance di livello superiore. Integrazione che vuol dire connessione a livello neurologico degli emisferi destro e sinistro, detentori rispettivamente della colorazione emotiva e della tecnica motoria d‘applicazione.

Il maestro ha chiarito altresì, che tale metodo, lungi dal voler essere la garanzia per un successo assicurato, resta tuttavia una sorta di passaggio obbligato per chi voglia assurgere alle vette più alte, se madre natura è stata generosa nei suoi confronti, dotandolo di opportuna genetica. Senza la giusta tecnica, probabilmente, pure la genetica può soffrirne. Giuseppe Squitieri ha sempre avvertito il piacere di offrire ai suoi discepoli tutto quanto serve, perché la suddetta genetica possa volare alta ed a giudicare dai risultati c’è da credergli. Non c’è gioia più grande per un Maestro, in questo caso Giuseppe Squitieri, che essere superato dai discepoli e ascoltare il giovane Alessandro Amendola, che ha già dato prova del suo talento nei concerti della Cypraea, concludendo la serata, lo fa presagire. Infatti la trasformazione che il giovane pianista subisce appena suona ha del profetico! Da mite e implume agnello sacrificale, il suo aspetto si trasforma tanto da comandare la tastiera, per cui le sue mani artigli e guanti, uragano e dolce risacca, Clay e Tyson! Un grande grazie al Maestro e al Discepolo per averci dato tanto.

Maria Serritiello