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A “Colori Mediterranei” associazione cultural- fotografica la sapiente conversazione del Maestro Armando Cerzosimo

  • Published in Lapilli Salerno

i cerzosimo 3Colori Mediterranei”, questo il nome dell’associazione culturale fotografica, ha inaugurato la sua nuova sede, il 29 novembre scorso, in via Lungomare Colombo 161, di fronte al Polo Nautico di Salerno. L'Associazione è stata costituita a Salerno l’11 marzo del 2008, dai soci fondatori Claudio Carbone, Enzo Figliolia e Linda Lenza, con lo scopo principale di promuovere socialità e partecipazione, attraverso attività culturali, sportive, turistiche e ricreative, nonché servizi ed attività socialmente utili. L’associazione, inoltre, organizza incontri fotografici" con fotografi professionisti che si raccontano, mettendo a disposizione degli ospiti la loro esperienza, con la possibilità di scambiarsi idee ed opinioni. Ad essere protagonista della serata di mercoledì 29, davanti un pubblico gremito e stipato in ogni dove della sala, è stata la volta di Armando Cerzosimo, supportato dalla famiglia tutta, Pietro ad immortalare l’evento, Nicola a mandare avanti i dispositivi tecnologici, le collaboratrici dell’elegante e nuovo studio di Bellizzi, aperto appena un mese fa, i piccoli eredi: Luca e Vittoria già depositari di tanta sicurezza relazionale da far invidia e per i quali non è difficile prefigurare un radioso futuro circondati, come sono, dalla presenza amorevole e autorevole di genitori attenti, quanto calibrati e sensibili. Quello con Armando Cerzosimo è il quarto incontro, preceduto da Franco Sortini (Fotografia creativa) Paesaggi urbani, Enzo Truppo (Disciplina Sensoriale) Street Photography - Nudo Artistico, Guido Tramontano (Fotografia Paesaggistica). Preceduto da una brevissima presentazione/saluto del presidente l’incontro con l’artista ha inizio. Buio in sala ed ecco che la sua figura si staglia nella luce del pannello, dove a breve s’imprimeranno i capolavori fotografici di Armando. Giaccone lungo abbottonato fino al collo, rigorosamente scuro,  giochicchia con le mani fine e curate, con un cappellino e un paio di occhiali, ricordando un poco figure mitiche del mondo americano, ad esempio Steve Jobs,  con un parlare misurato, pacato eppure appassionato, lento, preciso e formale quanto basta, ha ringraziato quanti gli hanno dato l’opportunità di parlare del suo amore per la foto, della sua vita fatta di pane e fotografia, delle sue scelte, della consapevolezza delle sue motivazioni, del rispetto che nutre per questo suo lavoro, dei suoi obiettivi più arditi e nobili, dei tanti dubbi che lo assillano e della tanta curiosità che lo anima nel tentativo di dare e darsi delle risposte che in qualche modo possano soddisfare le sue aspirazioni di fotografo nato dal basso (bottom -up) a diventare un professionista della foto (top-down), a riuscire cioè a realizzare una sua cifra stilistica per la quale sottrarsi all’invisibilità e diventare riconoscibile, leggibile, individualizzabile. Dopo aver mostrato, a quanti lo avevano accompagnato nella gita a Roma, organizzata dalla stessa Associazione, alcuni scatti per l’occasione, splendidi quelli all’interno della mostra dedicati ad una giovane “associata”, il Nostro ha cominciato a far scorrere sul telone, coadiuvato dal sapiente Nicola autore tra l’altro di un supporto musicale impareggiabile con brani di Bob Dylan e altri grandi nomi, un’ infinita serie di slide di vario genere e di contenuti differenti intervallando considerazioni di carattere a volte tecnico, altre volte estetico e altre volte ancora etico e comportamentale. È tutto un esporre continuo di spunti, suggerimenti, inviti, stimoli, chiose a 360 gradi, mai banali, tutti contrassegnati da un coinvolgimento autentico e appassionato non disgiunto da momenti emozionali.  Nelle due ore usate, senza che ci si accorgesse del tempo trascorso, tutti, ma proprio tutti hanno posto un’attenzione totalizzante sebbene si affrontassero argomenti specificatamene tecnici e forse per questo il suo è stato un felice e fortunato intervento, apprezzato e fruibile.

Durante la conversazione, accanto alle magiche fotografie in bianco e nero, vuoi che fossero reportage, o foto di una sposa degli anni passati, colta in un improvvisato girotondo, di semplice felicità, assieme ad un gruppo di bambine del paese, quasi ad intendere la metafora della sua vita da quel momento in poi, ritroviamo le splendide foto che ritraggono Ruggero Cappuccio, nei suoi palazzi aviti, ascoltando di seguito la parola inarrestabile di Armando, individuando alcuni concetti di come s’intende la fotografia.  

1) La foto è del pubblico

2) Le enormi potenzialità della foto

 3) Il rispetto per la foto

4) L’etica della foto

5) Il rispetto dei canoni tecnici

6) L’asetticità o l’invisibilità del fotografo

7) la necessità dello studio e della curiosità come fondamenti dell’ arte fotografica, una possibile classificazione degli operatori fotografici.  


La foto vostra è di loro” a legare in modo indissolubile il lavorio dello scatto al contenuto della stessa! Ovvero della realtà relazionale dell’uomo forse ancora più reale della carnalità dello stesso, ancorché quasi impalpabile.” Continua col dire il Maestro Cerzosimo  “La foto ha un potere grandissimo”! E per questo richiede rispetto e non solo quello! Richiede rispetto da parte di tutti a maggior ragione da parte di chi la utilizza per lavoro o professione. E richiede studio, passione, rigore scientifico, curiosità. Io sono molto curioso” ha ripetuto più volte nel corso della serata così come più volte ha ribadito il concetto/invito a portare “rispetto.

Rispetto per la relazionalità della nostra esistenza, che vive quasi solo di relazioni di cui la foto può e deve farsi portavoce. Così come deve farsi portavoce della propria individualità che vediamo rispecchiata, nel bene e nel male, negli altri, a volte esaltata, a volte vilipesa, a volte distorta a volte idealizzata. Perciò la foto va rispettata ed eticamente vissuta, nobilitata e amata, compresa ed utilizzata per tutto il benessere che può regalarci. E questo da parte di tutti, professionisti della foto, artisti della foto, fotografi minimi come si è definito più volte alludendo ai colleghi dei matrimoni e il cosmopolitico e coloratissimo mondo degli amatori della foto. E se è vero che tutto questo richiede impegno e dedizione totale è vero altresì che proprio la condizione dell’uomo esige e condiziona in tal senso. Una chiacchierata intensa, profonda, gioiosa, impegnata, sbarazzina, seria, forte appassionata, emozionale e razionale e per ultimo autentica nel suo impegno

Maria Serritiello