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Il Barbiere di Siviglia secondo la Compagnia Teatroimmagine di Venezia al Festival Teatro XS città di Salerno

locandina del barbiere di sivigliaContinuano a cimentarsi le compagnie vincitrici delle passate edizioni del Festival XS città di Salerno, nel decennale della manifestazione di successo e sabato, 24 marzo, è stata la volta della Compagnia Teatroimmagine di Venezia, che lo scorso anno ha vinto con La strana storia del Dr. Jekill e Mr. Hyde", ma sua fu la vittoria anche per la terza edizione con i Promessi Sposi. La caratteristica di questa compagnia è di trasformare il copione dell’opera scelta in un canovaccio del teatro dell’arte e gli attori in commedianti dell’arte. Anzi i personaggi si trasformano in marionette con movenze tirate dai fili.

La commedia dell'arte a cui la compagnia s’ispira è nata in Italia nel XVI secolo ed è rimasta popolare fino alla metà del XVIII secolo, anni della riforma goldoniana della commedia. Non si trattava di un genere di rappresentazione teatrale, bensì di una diversa modalità di produzione degli spettacoli. Il canovaccio, nel caso del Teatroimmagine, non è improvvisato, come lo era per i commedianti di allora, bensì il testo è tratto dal libretto di Cesare Sterbini, scritto in due atti, su musica di Gioacchino Rossini. Il Barbiere di Siviglia, opera buffa, è tratto, a sua volta, dalla commedia omonima francese di Pierre Beaumarchaisdel 1775.

Il conte d'Almaviva è innamorato della bella Rosina, che abita nella casa del suo anziano tutore don Bartolo, a sua volta segretamente intenzionato a sposarla, per poter contare sulla sua dote. Il conte chiede a Figaro, barbiere, nonché “factotum della città”, di aiutarlo a conquistare il cuore della ragazza. Tra travestimenti e furbizie del Barbiere, i due innamorati riescono a smascherare l’avidità di Don Bartolo ed a far trionfare l’amore.

Il grande affiatamento della compagnia Teatroimmagine ha offerto al pubblico, una sagace e divertente trasposizione teatrale del barbiere di Siviglia, in terra lagunare, osando di più, per cui oltre alla recitazione hanno perfino cantato le arie più conosciute, ottenendo un effetto di aggregazione incredibile. I cori e gli assoli hanno evidenziato un buon senso del ritmo, come impeccabile è stata la precisione della fisarmonica che ha mantenuto la coralità di tutti gli interpreti. Non si sono risparmiati in niente, cadute, piroette, salti, cambi veloci di costumi, entrata ed uscita leste sul palco, attraverso uno scenario semplice, ma funzionale all’impianto dello spettacolo. Non si può non riconoscere una notevole preparazione atletica del team e l’incommensurabile e prezioso impegno di tutti. Eccezionali i costumi, sfarzosi nei colori e nelle stoffe, meno le contaminazioni con altri generi teatrali, per certe ripetizioni e talaltre battute, un poco scontate e troppo finalizzate al tentativo di attualizzare il copione. E così certi recitati sebbene funzionali hanno fatto perdere in trasgressività. Nell’insieme lo spettacolo, di circa due ore, ha mantenuto il ritmo, ha divertito e gli attori sono stati apprezzati per le loro precise caratterizzazioni. Alla Compagnia Teatroimmagine, che ha alle spalle un corredo teatrale di tutto valore, piace contaminarsi con la commedia dell’arte per cui “Il Barbiere di Siviglia” è solo un pretesto, per ritrovare nei personaggi dell’opera, i soggetti della commedia dell’arte, come ad esempio in Bartolo si riconosce Pantalone dei Bisognosi, sempre innamorato di una fanciulla più giovane, in Rosina l’eterna innamorata che solo alla fine trova la felicità, nel conte D’Almaviva si rispecchia Florindo di “Arlecchino servitore di due padroni, in Figaro si trova una somiglianza con Arlecchino ed infine, Don Basilio non è altro che il Dottor Balanzone. La commedia dell’arte, un genere, cui raramente si può assistere in teatro, è stata brillantemente rappresentata dalla Compagnia Teatroimmagine così composta:

Ruggero Fiorese, Roberto Zamengo, Martina Boldarin, Daniele Baron Toaldo, Luca Gatto.

Benoit Roland. Regia

 

Maria Serritiello