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“L’Inconscio e l’Aporia del nulla” di Gabriele Pulli presentato al Museo Città Creativa di Salerno

muse ogliaraPresso il Museo Città Creativa di Salerno, direttrice dott.ssa Gabriella Taddeo, mercoledì 28 marzo 2018, alle ore 18 è stata inaugurata la collettiva d’arte itinerante “Uova di Primavera e Uova di Pasqua”. L’iniziativa è patrocinata dall’Associazione “Amici dell’Arte” sezione Campania, e dal suo presidente Pietro De Rosa. A seguire a tale evento, si è tenuta la prolusione critica del prof.re Massimo Corsale, docente di Sociologia del diritto nell'Università di Salerno dal 1972 al 1992 su “L’inconscio e l’aporia del nulla” edito da Moretti e Vitali, libro scritto dal Prof.re Gabriele Pulli, docente di Psicologia filosofica e Psicologia dell’arte e della letteratura, presso l’Università di Fisciano.

Il Professore Gabriele Pulli nel libro, dal titolo, abbastanza emblematico, "L'inconscio e l'aporia del nulla", prova ad esporre il suo pensiero, nel tentativo di superare la condizione di stallo, venutasi a creare circa l’aporia o contraddizione del Nulla, tra la posizione di Parmenide, per il quale il nulla esiste e la posizione del filosofo Emanuele Severino secondo il quale non esiste per il fatto di contenere in sé la contraddizione in termine dell’esistenza stessa. Secondo lo studioso Gabriele Pulli tale contraddizione non esclude di per sé la non esistenza, per cui è giusto ancora studiare il problema da altra prospettiva, considerando l'aporia in sé una sorta di terra di mezzo, nella quale ci si può e ci si deve addentrare per spostare più in là i paletti della discussione e superare così, o per lo meno provarci. Ci si chiede se per ogni problematica posta dalla mente, possa esserci una soluzione reale, una risposta precisa e definitiva o si deve convenire che per alcune di esse la soluzione non esiste. In tal senso la scelta di utilizzare il metodo scientifico ed affidare la validità di una teoria, alla dimostrabilità matematica fisica o matematica della stessa, ancorché sembri solo spostare il problema in un di là da venire, di fatto la sottrae all'ipse dixit di una sola persona e fa del problema una ricerca corale, che non ha niente più del dogmatismo fideistico religioso-spirituale-filosofico dell'uomo solo al comando. Studiato così il problema si può chiarirne subito la finalità e l’utilità sul piano dell'adattamento evoluzionistico dell'uomo al contesto in cui lo stesso vive ed opera. Gli argomenti portati dall'autore in merito alla soluzione del problema non mancano di una loro sottile logica e sembrano aprire a nuove soluzioni. Sul principio di non contraddizione, poi, lo stesso non può essere da solo dirimente di una problematica se, sia pure per un solo caso, esso dovesse risultare inefficace. Come dire che la posizione del Prof.re Gabriele Pulli è da sviscerare in tutta la sua complessità.

Maria Serritiello