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“Le due Colline” è il nuovo romanzo di Pina Sozio, scrittrice e poetessa

pina sozio“Le due colline”, così il titolo dell’ultima fatica letteraria di Pina Sozio, fervida scrittrice di prosa e poesia in napoletano ed in lingua. La sua è l’ ottava pubblicazione e le colline si riferiscono a due colli siciliani, diversi per come appaiono e differenti per i comportamenti di chi li popola, ma si riferiscono altresì alle prorompenti mammelle della protagonista, quando consuma il suo primo momento d’amore con l’innamorato dal quale crede essere riamata. E’ da questo incontro che prende il via una storia di scoperte e di avvenimenti che interessano, sia pure per motivi diversi, i due protagonisti e i loro familiari.

Lei, di nome Ambra, è una brava ragazza con tanta voglia di crescere bene e nel rispetto di antichi buoni valori, lui, Leonardo, un giovane cresciuto nella parte “in” della collina, che porta dietro l’ambiente familiare nel quale ci sono molti vizi e poche virtù, ma questo lo si saprà in seguito.

La storia, dunque, principia in Sicilia, in una notte d’incanto, dove il letto è dato dal fogliame sparso degli alberi. Si erano appena conosciuti, durante una festa, ma si erano piaciuti subito, il resto lo fece la gioventù. I nomi, Ambra e Leonardo, se li scambiarono al momento di salutarsi, sopraffatti dal rombo dei loro motorini, già in fuga verso direzioni opposte. Nel romanzo che Pina Sozio ha così bene intrecciato, entrano gli anni ’50 per arrivare ai giorni attuali e con Sandra e Claudio, genitori di Ambra, si ha un feedback di quegli anni. Tornano, così, le canzoni di Modugno ed altre di quel tempo, il modo di educare dei genitori, gli orari da rispettare, lo studio innanzi tutto e i movimenti studenteschi del ‘68. A volte le carte si mescolano e malgrado fossero entrambi di sani principi, Sandra si ritrovò incinta di Claudio. Alle prime schermaglie dei familiari, seguirono rabbonimenti fino al matrimonio, che precedette la nascita di una bella bambina,”Ambra”. Era il 1971. Gli studi, intanto proseguirono per entrambi, tra mille difficoltà, ma con successo sicuro, i due ragazzi con la maturità di coppia e il sostenersi a vicenda si laurearono, ingegneria lui, lingua inglese, lei. Per il lavoro non ci furono difficoltà, Claudio, nell’impresa di famiglia, Sandra, nella scuola, dopo aver espletato alcuni concorsi. A questo punto della storia entra in scena la città di Napoli, i due si erano trasferiti dalla Sicilia nella capitale del Regno delle due Sicilie e benché non fosse più quel tempo, la città ne portava e ne porta tutt’ora i segni ovunque. Pina Sozio è napoletana ed eccola trasferire nel racconto tutta la sua conoscenza e l’amore per i luoghi che descrive: La casa al Vomero, il parco della Floridiana, il Castel dell’Ovo, Via Caracciolo, la Villa Comunale, i bar di Mergellina, il condominio di Piazza del Gesù e in lontananza il profilo di Capri. L’autrice sente il bisogno di descrivere i posti della sua amata città e attraverso il racconto di viverli fisicamente. Potenza della scrittura! La sua vita di un tempo nella città, mescolata alla narrazione, le fa estrarre piccole guasche multicolori, che rendono vivo lo scritto, ad esempio il pezzo della “capera”. Prima di arrivare alla novantenne consigliera e figura tipica di una Napoli di una volta, succederanno varie cose, la nascita di Anna, la secondogenita della coppia, l’allontanamento di Claudio dalla moglie, il ritorno di Sandra in Sicilia e l’andata di Ambra a studiare a Napoli. Qualche notizia in più su Leonardo, dopo l’incipit della narrazione che aveva riscaldato così bene i sensi di Ambra, va rivelato, senza togliere suspense al racconto. Il giovane vive nell’agio, nella bella villa sulla collina, con la madre ad opera del padre, un mafioso di bassa lega che scontava in cella i suoi anni. Leonardo è abituato a prendere tutto ciò che desidera con la forza e con essa anche Ambra, rinsavita da quell’amore che da quell’incontro in poi la perseguita. La ragazza fa di tutto per liberarsi dal sentimento, ormai, persecutorio di lui, incontra un bravo giovane, Giulio che intende sposarla e fissano il matrimonio. Lui si presenta in chiesa senza che nessuno l’abbia invitato cercando di sconvolgere la ragazza, sicuro com’è dell’attrattiva irresistibile e la pressione che sa esercitare sulla ragazza ma Ambra, questa volta, sa cosa fare…

Un racconto “Le due colline” che si fa leggere tutto d’un fiato, sia per l’intreccio narrativo, sia per lo stile naturale e comprensibile di cui la scrittrice, ex insegnante porge al lettore con eleganza e sia ancora, per tutti i riferimenti di storia minima ma che ci descrivono con sana nostalgia il tempo trascorso del nostro paese.

Pina Sozio “Le due Colline” Il quaderno edizioni

Copertina Elena Ostrica “Il sogno” acquerello e penna su carta cm 70x50

Maria Serritiello