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“La Compagnia dell’Eclissi” di Salerno e la Compagnia “I Cattivi di Cuore” d’Imperia chiudono il decennale del Festival Teatro XS città di Salerno

  • Published in Lapilli Salerno

enzo totaEd anche sul decennale del Festival Teatro XS città di Salerno si sono spente, il 6 maggio scorso, le luci del sipario, il pubblico che fa calore ed esalta lo spettacolo è invitato, alla prossima edizione, dall’avvolgente timbro sonoro di Concita De Luca, voce storica del Festival, giornalista ed ufficio stampa. Com’è di consuetudine la Compagnia dell’Eclissi, organizzatrice della rassegna di successo e nota in tutt’Italia, dona agli affezionati spettatori, nella serata delle premiazioni, uno spettacolo. Questa volta per il decennale, si è associata alla Compagnia “I cattivi di cuore” d’Imperia e con la Regia di Gino Brusco, hanno portato in scena “Zone d’ombra” seconda parte del Trittico delle Gabbie di Stefano Massini, scrittore, drammaturgo e saggista italiano, consulente artistico del Piccolo Teatro di Milano, firma del quotidiano La Repubblica e noto volto televisivo per i suoi racconti a Piazzapulita su La7. Attori protagonisti: Vincenzo Tota e Chiara Giribaldi.

Il testo, teso, vibrante, drammatico e incisivo, ha esaltato le capacità teatrali degli attori Vincenzo Tota e Chiara Giribaldi, rispettivamente nelle parti dell’accademico universitario, incriminato per uno scandalo edilizio a cui è seguito un numero notevole di morti e della figlia dello stesso, violinista famosa.

Zone di ombra, ovvero delle gabbie, quelle che la nostra mente va costruendosi, frequentando zone oscure che misteriosamente e dolorosamente annidandosi, vanno a costituire quella parte di noi stessi che, spesso nostro malgrado, ci trascinano verso imperscrutabili, imprevedibili e indesiderabili nostri obiettivi che organizzeranno insospettatamente destini diversi da quelli auspicati e che ci rendono sconosciuti agli altri e purtroppo, spesso, anche a noi stessi. Una violinista affermata elegantemente vestita con ai piedi ballerine smaltate rosso vivo che fanno pendant con una sciarpa rossa leggera e una borsa a tracolla, altrettanto accesa di rosso, si trova in un ambiente asettico, livido, illuminato appena da una ampia fenestratura bluastra dalla quale si vedrà passare il detenuto, accompagnato dal suo secondino. La ragazza è venuta ad incontrare, sconvolta, preoccupata e ancora incredula, suo padre, trattenuto in prigione. La notizia dello scandalo che ha travolto suo padre, illustre geologo e famoso professore universitario, l’ha letta dai giornali e ora è là, non tanto per sapere la verità ma per essere certa, come lo è, della integerrima personalità del padre. Intanto il professore è coinvolto nel grave scandalo edilizio, assieme agli altri membri di una commissione geologica, della quale è il presidente, per aver deliberatamente avallato falsamente una relazione che ha consentito di costruire un fabbricato condominiale in una zona ad alto rischio di frana e il cui crollo ha causato la morte di molte persone. Un incontro-scontro tra padre e figlia che non lascia, inizialmente, prevedere una verità tanto amara per quest’ultima che deve riconoscere quanto lontana fosse dalla conoscenza profonda del padre, convinta com’è di non dover mai assistere al crollo di un padre mitico che, invece, irretito dalla distorta percezione della sua carriera, non ha esitato a falsificare la relazione. Attraversando momenti altamente drammatici i due s’incontrano e si scontrano sul limitare di quelle verità che nessuno dei due avrebbe voluto mai ascoltare. Entrambi vittime di gabbie mentali, tanto simili a buchi neri dell’anima che tutto macinano e incorporano, per poi espellere, sotto forma di verità ignorate, reali e tragiche, sono destinati a resettare se stessi ed a provare a ricostruirsi con obiettivi diversi e più consoni ad una vita prossima ventura. Il tutto senza un sorriso di accettazione, un abbraccio di complicità, una carezza di incoraggiamento, un gesto d’amore salvifico. Ognuno sta solo sull’orizzonte degli eventi aspettando una salvezza che non ci sarà e con la certezza che il buco nero dell’esistenza a termine divorerà il tutto. Del dopo non è dato sapere ne’ immaginare altro. La dolcezza della musica di sottofondo ha mitigato lo sconcerto del momento verità tra padre e figlia. Eccezionali e perfetti gli attori: Vincenzo Tota, di cui è noto il virtuosismo recitativo e di Chiara Giribaldi, per la straordinaria capacità drammatica, che le è congeniale. Bravo come sempre Gino Brusco, regista di spessore i cui pezzi portati all’XS ne sono la conferma.

Maria Serritiello