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Valentina Cirillo fotografa-architetto ed il suo “Sud” allo studio-laboratorio Cerzosimo di Bellizzi

valentina cirilloPresso il luminoso studio-laboratorio Cerzosimo di Bellizzi, nel quadro delle iniziative artistiche promosse da Armando Cerzosimo ed il suo Photo-lab, coadiuvato dal talento indiscusso e dalla grande disponibilità dei suoi figlioli Petro e Nicola, il 25 febbraio scorso, un incontro di grazia e di bravura con Valentina Cirillo, giovane architetta cavense, presentata amabilmente dalla giornalista Olga Chieffi. Del 2019 è stato il primo incontro, che segue ad altri importanti, tenuti nei mesi passati e che, sono il frutto della rassegna voluta fortemente da Armando Cerzosimo, fotografo di chiara fama, quasi a vivere in simbiosi con essa ed a riconoscerla come mezzo di comunicazione, di aggregazione e come nel caso della rassegna, di discussioni. Provvisto di un senso estetico particolare, Armando è sempre teso alla ricerca del bello che, ritrae ogni volta, con le sue macchine, che sceglie di volta in volta. Il format di visualizzare le foto dei personaggi, diretto dal Maestro, si avvale del patrocinio e del sostegno del Comune di Bellizzi, nella figura del Sindaco Mimmo Volpe.

L’incontro con Valentina Cirillo “Sud quale luogo della mente” o della passione per la fotografia, asservita alla voglia di testimoniare l’amore per i propri interessi socio-umanitari-professionali è stato il tema della serata. In una carrellata di clic pregnanti e significativi, a colori o strettamente in bianco e nero, le scene o i personaggi ritratti, manifestano una composita vitalità che trovano la massima espressività in certi sorrisi smaglianti, ancora più emblematici, se si tiene conto, che appartengono a persone provenienti da altri paesi, nei quali non sempre la dignità umana è tenuta nel giusto conto, se non addirittura violentate da una vita di sofferenze. Un legame sottile e delicato permea tutta la sua opera: l’amore per una terra che partendo da Salerno come sfondo per le foto “sociali”, relative alle comunità siriana, cingalese senegalese e nigeriane che vivono nella nostra città, si rivolge sempre ad un sud, via via, più preciso e deciso. Quale la motivazione per questo amore da “sudista” che muove in lei, ne conosciamo la convinzione che “il sud, significa avvicinarsi alla terra comunicare e con essa”, così l’eccellente risultato è sotto gli occhi di tutti presenti. Singolari e piacevolmente colorati gli scatti di Aliano, nitidi, precisi e con particolari interessanti, poi quelli sulla mai abbastanza studiata e apprezzata Matera, che non di solo Sassi vive e la carrellata sui volti o meglio sugli occhi che via via si sono allargati sui volti, come suggerito da Armando Cersosimo completano la personalità dell’artista. Penso che alcuni di essi si faranno un nido nella nostra memoria, per serenità, compostezza, dignità e fierezza. Volti puliti come i clic, amorevoli ed essenziali, sereni e senza forzature, quasi cornici, essi stessi di quella dignità presente sui volti. Le foto stesse sono la degna compagnia del sentimento espresso dai soggetti fissati dallo scatto.

Maria Serritiello