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Presentata la prima di “Delitti per Gioco” con la Compagnia del Piccolo Teatro del Giullare e la Regia di Brunella Caputo.

delitto per gioco 1Un delitto è un delitto, se diventa un gioco divertente, bisogna affidarsi all’umorista surreale Achille Campanile ed a Brunella Caputo, attrice, scrittrice e regista, infatti la messinscena è tutta opera sua. Sabato 16 marzo alle ore 21,00, con replica la domenica, si è potuto assistere a due pezzi dove l’uccisione di qualcuno è stato il divertimento di tutti. La scena, necessariamente nera, come lo deve essere, laddove si rappresenta l’uccisione, è vuota, ma viene improvvisamente presa d’assalto dai 10 attori, tre donne e 7 uomini, i protagonisti, che resteranno, per tutta la durata dello spettacolo, in scena. Avvolti da costumi minimali, leggings e magliette, rigorosamente in nero, che tra l’altro sfina le forme a tutti e seguendo un ritmo musicale irrefrenabile, insistente e capace di attrarli in un vortice di energia vitale, preparano divertiti, con sedie e tavolini, lo spazio della recitazione, che deve rappresentare l’esterno di un bar. La musica che li ha accompagnati allegramente, tace d’improvviso, tutti si siedono a coppie dinanzi al bar, ma solo ad un tavolo manca il partner di chi è già seduto ed attende impaziente. Sbuffando come una locomotiva, arriva affannata la moglie del signore in attesa e qui ha inizio il gioco delle parole, il nonsense, il surreale, il ragionamento iperbolico tra i due e le risposte confuse del cameriere che, come gli altri avventori, non riesce a comprendere nulla dall’intricata storia delle scarpe ed il calzolaio della signora, che intanto, ad ogni poco, strilla, vocia e protesta. Le parole s’intrecciano, rimbalzano come una palla tra i clienti, si trasformano, si appropriano di altro significato, fino a confondere le idee di tutti. L’indignato marito, per la sceneggiata della moglie, perde la pazienza con lei e con il cameriere, che sorride ad ogni invettiva di sua moglie. Infastidito, non poco, da tutta la situazione che lo vede, ormai, coinvolto, le spara un colpo. In questa farsa, gli omicidi non sono veri, vuoi, perché sono giochi fanciulleschi, vuoi perché sono diventati giochi di società, come nel secondo episodio tratto dal “Delitto a villa Roung” dello stesso Achille Campanile ed adattato da Brunella Caputo, come il primo. Si ripete lo stacchetto musicale ed i 10 attori cambiano la scena en plein air, eliminando i tavolini da bar, lasciando, però, le sedie, perché siamo in un sontuoso salone di una villa di una ricca famiglia borghese, dove è stato appena ritrovato un cadavere. Cominciano, così, le indagini del Commissario Brown con il suo infallibile metodo per risolvere ogni caso e cioè, “tirando ad indovinare”. Altre parole, altro gioco, arricchiti ed intrecciati da lazzi surreali, nonsense e piacevole ironia che logorano dall’interno la caricatura di una farsa poliziesca. Come nel primo episodio, nessuno morirà per davvero, perché si sa, se gioco è può essere verosimile ma non uguale alla realtà.

Uno spettacolo gradevole, corale, movimenti sincronizzati dove nessuna cosa è stata affidata al caso, ma tutti hanno caratterizzato perfettamente i personaggi e pur essendo in 10, costantemente in scena, nessuno è caduto nell’ombra. Un cast che ha funzionato alla perfezione per la voglia di fare teatro, per l’amicizia che li lega, ma soprattutto per la creatività inesauribile di Brunella Caputo, che salta, con maestria, da un’attività ad un’altra, con successo e consensi unanimi. La sua regia si distingue per il modo di fare e per la scelta sempre azzeccata dei testi. Lo spettacolo ci ha lasciato in bocca anche il sapore del teatro, grazie alla bravura di Virna Prescenzo che si prodiga con la stessa bravura tra le luci del teatro, la scelta originale delle musiche e gli intrecci coreografici ed una volta assaggiati i suoi fagottini salati, anche in cucina.

Cast in ordine alfabetico

Salvatore Albano, Matteo Amaturo, Andrea Bloise, Concita De Luca, Renato Del Mastro, Teresa Di Florio, Rocco Giannattasio, Augusto Landi, Alfredo Micoloni, Carlo Orilia, Mimma Virtuoso.

Grafica: Andrea Bloise

Regia: Brunella Caputo

Accessori di scena: Marina Spirito

Maria Serritiello