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La Compagnia Les Amis du Theatre in “Miseria e Nobiltà” di Eduardo Scarpetta

MISERIALo scorso 16 marzo, in prima serata ed il 17, in pomeridiana, presso il Teatro Saint Josef Resort (Colonia San Giuseppe) di Salerno, La Compagnia Les Amis du Theatre ha presentato con successo un classico, ormai, di Eduardo Scarpetta “Miseria e Nobiltà”.

Il teatro che incontra la beneficenza, questo il nobile scopo della rappresentazione che ha devoluto l’incasso a favore della mensa S. Francesco, che da anni è al servizio di chi ha difficoltà a procurarsi del cibo, ma anche in appoggio, nell’ambito dei Service del Lyons Club Sa-Host “Stelle a casa” e “Stelle in strada” così suddiviso: parte in buoni pasto per famiglie bisognose e parte in buoni spesa ad ulteriori famiglie che vivono in condizioni di povertà.

Il pezzo portato in scena è molto noto, per essere stato rappresentato innumerevoli volte, ma la visibilità maggiore l’ha ottenuto con il film del 1954, con la regia di Mario Mattoli e la partecipazione del grande Antonio De Curtis, in arte Totò, Sophia Loren e Carlo Croccolo.

Felice Sciosciammocca, maschera scarpettiana, squattrinato, separato dalla moglie Bettina, vive alla giornata come scrivano, sotto il Teatro San Carlo. Abita con il figlio Peppiniello, la compagna Luisella, l'amico Pasquale, di professione fotografo ambulante, la moglie di quest'ultimo Concetta e la loro figlia Pupella. La vita delle due famiglie ha una cronica mancanza di cibo, di soldi e di richieste pressanti di don Giacchino, il padrone di casa, che non riceve i pigioni arretrati. L’occasione per risollevarsi dalla fame e guadagnare qualche soldo, le due famiglie l’ottengono quando sono chiamati a sostenere la parte della famiglia nobile del marchesino Eugenio Favetti, fidanzato con Gemma, la bella ballerina, che lui ama, alla quale la famiglia si oppone, essendo di umili origini, infati è figlia di Gaetano, un cuoco arricchito. Succede di tutto nella casa dei nobili Favetti quando si presentano le due famiglie al completo per recitare la parte dei nobili ed esaltare il casato di Gemma. Tra vari e divertenti equivoci, le due famiglie riescono, finalmente, a mangiare un pasto abbondante e di varie portate ed anche a far sì che i due giovani si possano unire in matrimonio, con un necessario ricatto, il padre del giovane Favetti, sotto mentite spoglie di Don Bebè, è anche lui uno spasimante di Gemma. Eugenio minaccia di sconfessarlo ed al nobile padre non resta che acconsentire alle nozze.

I tre atti di Eduardo Scarpetta sono impegnativi anche se il tono è leggero. Sulla scena è un via vai di personaggi, di situazioni, di trame, l’una legata all’altra e la comicità del pezzo va diretta in modo speciale come ha saputo farlo la regia di Gianni Pisciotta, un personaggio noto e di consumata esperienza teatrale. Gli attori hanno saputo personalizzare con grande talento i vari personaggi. La Compagnia Les Amis du Theatre, è un gruppo amatoriale ma nulla ha da invidiare agli attori di professione, sia per la bravura, sia per l’amore che mettono in ogni rappresentazione. I pezzi scelti, di volta in volta, hanno dalla loro mostri sacri come interpreti, ma essi si confrontano con misura ed ognuno caratterizza con bravura i personaggi. Tutti bravi, dunque e tutti sono stati perfetti nella loro parte: Corrado Marino, Mabel Fontana, Caterina Janni, Angelo Chirico, Eleonora Tortora, Alice ed Aurora D’Antonio, Giovanni Napolitano, Maria Luigia Capano, Nunzio Brancaccio, Sergio Savino, Gianpaolo Napolitano, Lillina Rocco, Giuseppe Plaitano, Fulvio De Maio, Annamaria Nazzaro, Tony Avagliano, Luciano Cappiello.

Maria Serritiello