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“La risposta di Ofelia” di e con Viola Di Caprio presentata al Teatro Genovesi, nell’ambito della sezione eXtrafeStivalXS 2022

la risposta di ofelia“La risposta di Ofelia” di e con Viola Di Caprio, voci di Lucas Tavernier, Miha Bezeljak, Yuri Grandone, luci e audio Francesca Marchionni, scene Sabina Lembo, maschere Luca Arcamone, sigla originale Edoardo Pepe è stata presentata al Teatro Genovesi, sabato 22 e domenica 23 gennaio, “nell’ambito della sezione“eXtrafeStivalXS 20222”

Voglia di Teatro c’è e Viola Di Caprio, con la sua originalissima pièce dal titolo “La risposta di Ofelia” ci accontenta. Siamo in pochi, quelli che non si sono rassegnati al digiuno di quasi due anni, simile ad una recita privata, ma è bastata per iniziare, per dimenticare l’astinenza, aiutati, come siamo dalla bravura della giovane autrice-attrice.

Ofelia personaggio, è una fragile fanciulla che vive in una stanza appartata del castello del re di Danimarca, dove suo padre Polonio, svolge la mansione di ciambellano. Tra fiori, coltivazioni di erbe aromatiche e personaggi di pura fantasia trascorre l’esistenza con una bagliore dentro, l’amore per Amleto, il figlio del re.

Ed ecco che appare l’esile figura nell’oscurità del teatro, con una luce di minatore sulla fronte, avanzando lentamente e dialogando con: Polonio, suo padre, che saprà essere ucciso da Amleto, per errore, con Laerte suo fratello, che la mette in guardia dal giovane re e con lo spettro del defunto re di Danimarca. Dialogando con le sole voci dei tre uomini, un parlato registrato, si guadagna la scena e dà vita al personaggio Ofelia, diverso da quello shakespeariano, per aver fatto un percorso di consapevolezza, aiutata dalla madre (Fata). La scelta finale non è accettazione passiva di un fato malvagio ma è semplice volontà, è grazia, è amore.

La recitazione di Viola è accattivante, perfetta quando balbetta i suoi pensieri ad alta voce, quando risponde alla madre che la consiglia, quando si finge Gertrude, la regina di Danimarca, vedova del defunto re e sposa di Claudio suo fratello. I vari personaggi sono di volta in volta maschere, vestiti, fiori intrecciati. Da sola sostiene le varie parti con toni diversi, recitazione spigliata per Gertrude e la sua voglia di vivere ancora, consigliera quella della madre, forse un personaggio frutto della sua stessa fantasia, che vuole liberarla dalle sue bonarie ossessioni e capire fin dove si è spinto Amleto nel dichiararsi. In effetti nessuno l’ascolta, non ha visibilità, non ha marito, figli per cui Laerte, il fratello ed il padre Polonio le vietano di dedicarsi ad Amleto. Ofelia aiutata da Fata, capisce che ha diritto ad essere libera di non essere relegata al silenzio ed all’obbedienza.

Tre sono i momenti lirici di questo pezzo teatrale, quando Ofelia recita il monologo “essere o non essere” senza la virile forza che fa l’eroe ma con femminile grazia che, con amore, si dissocia (Viola Di Caprio), quando prende la decisione di finirla, sottolineata dalla romanza “Vissi d’arte” tratta dal secondo atto della Tosca di Giacomo Puccini, raccogliendo fiori e nastri per deporli in un cesto e nel finale l’apertura alare del suo largo vestito di velo verde trasparente, agitato come volo di farfalla: parabola di libertà raggiunta.

Brava Viola, un pezzo non facile, per seguirlo con la dovuta attenzione ci vogliono alcune conoscenze di base. Indiscussa l’originalità e la capacità di rappresentazione, da sola e per 45 minuti è l’interprete assoluta.

Il pezzo è stato scritto durante il lockdown, provato e montato in casa Di Caprio. Con questa opera, ha partecipato con successo al Festival Fringe di Roma 2021.  Il festival Fringe di Roma è la rassegna di teatro indipendente più importante d’Italia

Ho provato a sfogliare il suo curriculum teatrale, ma è un lungo elenco di lavori creati, tutti di pregio, nei quali, la talentuosa Viola Di Caprio si testa sia come autrice che come attrice, una bella realtà, la sua e tutta salernitana.

Maria Serritiello