Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione Cookie Policy.

“Annus Cristi” ovvero Marco Cristi al Ridotto di Salerno per “Che Comico 2022-2023”

Due serate, il 12 ed il 13 novembre, in compagnia di Marco Cristi, lo scugnizzo della comicità, al Ridotto di Salerno. Vivaddio si ride ed a volto scoperto, sì da mirare il sorriso tondo, allegro e spensierato degli spettatori, dopo tre anni di forzata chiusura. Si era a marzo, quando le porte del tempio della comicità si chiusero improvvisamente senza poter concludere la stagione e spalancando dinanzi a tutti noi un modo di vivere al chiuso con la paura di un virus sconosciuto ed ostile al sopravvivere

Ed eccolo, tre anni dopo, il piccolo teatro, 80 posti, rinnovato nel colore, un alto zoccolo color testa di moro a far bella mostra di sé sotto le pareti tinteggiate crema. Aria nuova, rinascita e divertimento assicurato, con una vecchia conoscenza del cabaret, firmato famiglia Tortora, nella fattispecie Gianluca Tortora esperto e capace direttore della stagione “Che comico 2022 -2023”, come le tante del passato: Marco Cristi.

Ad introdurlo, aumentando il livello di attesa, è Stefano De Clemente un giovane cabarettista napoletano, con un curriculum di tutto rispetto: partecipazione al Premio Charlot e vittoria al Premio Troisi, che sarà presente, proprio al Ridotto, con un suo spettacolo: “Siamo un grande popolo”, il 25 e 26 febbraio 2023.

Marco mancava da noi dal 2017, allora aveva presentato un godibilissimo spettacolo in coppia con Mago Elite, ora, da solo, tiene banco per quasi due ore, con un’interrotta energia, presentando la Napoli della strada, del vicolo, ‘ro vascio. Comico di pancia trasporta “la Sanità”, con le mille sfaccettature, sul palcoscenico e lui, abbeveratosi, di volta in volta, è attore e spettatore all’unisono. Ha di suo la sola mimica facciale, quasi caravaggesca, per certe prospettive e scorci sul viso, sulla bocca, sugli occhi, sui rivoli di sudore. Recita a soggetto, come la sua Sanità, facendo liberare nel pubblico una ilarità contagiosa e godereccia. Si ride e si vive la scena quasi allegri fanciulli all’‘uscita della scuola, quando ad accoglierci è una Napoli comica che fa ridere senza appesantire, ricca di una teatralità plautina, mai greve ma pungente e satirica sempre. Certo non è la Napoli di Totò, ne’ quella di De Sica ma è Lei, quella che ha, nel suo tessuto più intimo, la linfa di cui si nutre la ruspante e genuina comicità di Marco, non a caso denominato lo scugnizzo della comicità e non solo per certe libertà che si concede nei confronti del pubblico, che finisce col ridere con lui di se stesso, ma anche e soprattutto perché di fatto non è legato a niente ed a nessuno. E’ totalmente libero, ha solo bisogno del pubblico per volare e portare in giro la sua comicità naturale, appresa spontaneamente nelle strade della sua città, un teatro sempre aperto e pronto ad esibire l’arte di vivere come il più grande spettacolo. Marco Cristi è la Napoli verace, caciarona e colorita che tanta allegria sa dare, è bastato poco per farci entrare nella Sanità e uscirne rinfrancati, leggeri, quasi un pieno di salutare ossigeno e comicità naturale senza fronzoli, quasi una visita occasionale al comico della porta a fianco che non si vedeva da parecchio ma che aveva tanto da raccontarci E’ mancato il vino o la pizza ma chissà che non succeda la prossima volta. Del suo spettacolo, della sua partitura ufficiale e chi se la ricorda più, Marco per due ore ha regalato al pubblico, che lo applaude fragorosamente e con il bis, la sua anima, la naturale vis comica, ed è questo che ce lo rende profondamente gradito. Torna a trovarci, Marco, ricorda che sei in debito dello spettacolo canonico “Annus Cristi”.

N.D. R La stagione teatrale di “Che Comico 2022-2023” ha avuto il suo inizio il 5 novembre scorso, con Emiliano Luccisano, al Teatro delle Arti, ma è al Ridotto, la storia del cabaret salernitano ed è nel contenuto spazio che mi piace tornare

Maria Serritiello