Da tempo il buon Andrea Di Lecce mi diceva: “Direttore vogliamo cominciare a preparare un tuo editoriale”? Quale occasione migliore il voto di oggi e domani per le Regionali 2010, sotto l'aspetto torrese ovviamente, con un occhio alla Regione. Diciamo subito che c'è un certo imbarazzo nella scelta dei candidati, ben otto Torresi; ma l'imbarazzo non è nella scelta che grava su troppi nomi in lizza, creando dispersioni di consensi, ma sul fatto che volevamo vedere volti nuovi, ma alcuni non lo sono affatto: se non in due casi. Nomi da sempre in politica, alcuni che hanno fatto danni fino ad ieri! Che senso dare a questo voto? Siamo troppo orgogliosi della nostra democrazia e suoi fedeli servitori e protettori, per non invogliare la gente a votare (guai astenersi!), ma a noi piace la politica e la democrazia quella senza degenerazioni!
Ed allora che fare? Votare l'amico, il parente, il “compiacente”, colui che promette e poi forse manterrà le sue promesse?
Imbarazzo dicevamo, in tutti i sensi. Ma si deve votare. Torre del Greco langue da tempo. Operazioni di maquillage sono state fatte da chi oggi governa la città, ma non basta rifarsi il trucco per diventare una bella donna. La bella donna deve sapere amare e farsi amare, essere di sostegno quando necessario, non può essere “bona” e basta. Quindi non si può solo creare una isola pedonale, rifare i giardini, asfaltare strade, progettare, circondarsi di esperti, per poi dire che tutto va bene … madama la marchesa. Ed allora, direte voi, direttò che facciamo?
Chi ha ancora una coscienza e siamo in tanti, voti secondo quella, ascolti la voce del suo cuore, tenga in mente quello che è stato fatto e quello che c'è ancora da fare, ma soprattutto si rifletta sul fatto che occupare un seggio alla Regione è di fondamentale importanza per la nostra città, per il suo sviluppo, per ottenere tutto quello che spetta di diritto ad una comunità operosa come Torre del Greco. Ma soprattutto non diamo il nostro voto e basta. Seguiamo la politica, talloniamo i nostri amministratori, pungoliamoli sempre, comunque, dovunque, non facciamo sì che le elezioni siano un episodio e basta!
Facciamo sì che dopo il voto di marzo 2010, allorquando tutti avranno vinto, a perdere non siano solo la Campania e Torre del Greco.
Tommaso Gaglione