Torre del Greco. Il comitato pro Maresca è finalmente riuscito a parlare con il manager dell'Asl Na3 Vittorio Russo e il presidente della commissione sanità regionale Michele Schiano. Mezz'ora di chiacchierata a palazzo Baronale, per raggiungere un compromesso che, pur non accontentando pienamente il comitato, ha il merito di aprire spiragli qualche tempo fa neanche immaginabili. Quali sarebbero queste aperture? Le ha spiegate all'assemblea riunita nella sala consiliare occupata l'avvocato Gennaro Torrese: “Di pratico, come sempre, non abbiamo avuto niente, se non una dilatazione dei tempi di dismissione di alcuni reparti. Di buono, però, c'è che la politica finalmente ci sta dando attenzione. L'on. Schiano vuole che il Maresca non solo non venga declassato, ma che riesca a tornare quello di prima. E per farlo si è pensato all' escamotage dell'ospedale unico”. Cosa prevede questa mossa? “Che gli ospedali di Torre del Greco e Boscotrecase diventino un unico presidio, con un solo direttore sanitario, un solo primario. In modo da cancellare definitivamente l'eventualità, per il Maresca, di divenire centro per riabilitazione e lungodegenza. Le varie competenze, i vari reparti, verrebbero dunque ripartiti, all'interno della struttura, in base alle esigenze”. Solita promessa che difficilmente vedremo realizzata? Non dovrebbe essere così: “Fra pochi giorni – spiega Torrese – avremo la delibera formale che sancirà l'unione definitiva dei due ospedali”. Il resto delle promesse le spiega l'avvocato Raffaele Russo: “Un altro escamotage pensato per far rimanere il pronto soccorso H24 al Maresca è quello di spostare a Torre del Greco lo SPDC, vale a dire l'igiene mentale che, per legge, deve essere fornito di un presidio di Ps. In più resteranno Gastroenterologia, Chirurgia e il laboratorio d'analisi. Tutti questi reparti resteranno per un anno a partire dalla data di attuazione del piano di rientro. Cosa che ancora deve avvenire”. Ovviamente, tutte queste, fino ad ora, sono solo promesse. La lotta del comitato, dunque, deve passare ad un altro livello. Quello del controllo: “Da oggi – hanno concordato molti membri del comitato – la nostra lotta deve concentrarsi sull'operato di chi ci ha fatto tutte queste promesse. Fra poco la fase emergenziale finirà, e tornerà quella ordinaria. Schiano, in qualità di presidente della commissione sanità, riavrà le redini in mano, e farà in modo di riorganizzare tutta la sanità regionale”. Questo, dunque, quanto deciso questo pomeriggio. Il comitato sa che la strada continua ad essere in salita, perchè, come spiegato anche dallo stesso Schiano, il piano non può cambiare. Almeno nella forma. La sostanza è un'altra cosa. Per questo ha deciso di accettare, con riserva, le promesse, e di lasciare l'aula consiliare in maniera da far svolgere regolarmente il consiglio comunale previsto in giornata.
Arnaldo M.Iodice