Depuratore industriale a Torre del Greco: la parola alla Wisco

wiscoLa vicenda dell’impianto per lo smaltimento di reflui industriali da installare a Torre del Greco, in località Leopardi, preoccupa sempre di più la popolazione corallina. Tanto per la modalità con cui è stato deciso: piombato dall’alto con la partecipazione di un’amministrazione comunale che era agli sgoccioli. Sia per i rischi per l’ambiente, e quindi la salute, che la relazione della dott.ssa Triassi ha spiegato.

L’unica nota positiva di questa vicenda è che ha avuto l’effetto di svegliare parte della popolazione. Quella cittadinanza che bovinamente stava subendo, non solo l’installazione del depuratore industriale, ma anche la convivenza con la discarica dei rifiuti sul Vesuvio (e la temuta apertura del secondo sito), la chiusura dell’unico ospedale cittadino, l’inquinamento marino e un clima di partecipazione politica apatica e disinteressata.

Parte della città protesta: contro il depuratore, contro la chiusura del Maresca, contro le discariche.

La protesta è un sintomo di una coscienza che si risveglia per fare luce la dove ci sono ombre ma la luce va sedimentata con la conoscenza completa dei fatti.

Fatti relativi al depuratore industriale in cui mancava una voce, quella della società che ha interesse a costruirlo: la Wisco.

Occorre dire subito che più volte si è demonizzata l’azienda per la costruzione dell’impianto, quasi ignorando che una società agisce per conseguire un utile operando nelle zone dove la legge glielo permette.

Ignorando che la Wisco vuole procedere all’installazione dell’impianto in zona Leopardi perché ha chiesto e ottenuto la maggior parte delle autorizzazioni necessarie, da parte della pubblica amministrazione. Dimenticando che se c’è un dito da puntare è verso tutti gli amministratori ed i tecnici che all’epoca potevano evitare tutto questo e non hanno mosso un muscolo.

Ed è con la semplice pretesa di ascoltare tutti i protagonisti di questa vicenda che abbiamo intervistato l' ing. Ilario Tassone, “Responsabile Sviluppo Impianti” della “Water & Industrial Services Company S.p.a”.

 

Innanzitutto è bene ricapitolare brevemente la storia del depuratore: cosa è successo fino ad ora?

 

L’impianto è stato autorizzato con decreto dirigenziale N° 513 del 16/12/2005. La Regione, su richiesta del Comune di Torre del Greco, ha riconfermato il provvedimento autorizzativo. Il Comune è ricorso al TAR, che si è pronunciato a favore di Wisco e contro il Comune stesso. A seguito della perimetrazione dell’area SIN, il Ministero dell’Ambiente ha avviato il procedimento per l’eventuale bonifica delle aree. Wisco ha presentato la caratterizzazione dell’area di suo interesse i cui risultati sono stati trasmessi al Ministero ed agli Enti di competenza”.

 

A che punto siamo con il progetto, e quali sono i prossimi passi?

 

Il progetto è già stato autorizzato ed i lavori sono stati appaltati. La realizzazione dell’impianto è stata sospesa a seguito dell’avvenuta perimetrazione del Sito di Interesse Nazionale “Litorale Vesuviano” nel 2006. Ora siamo in attesa che il Ministero concluda il procedimento e restituisca le aree agli usi legittimi”.

 

In effetti col decreto del 27.12.2004 n. 17465 (pubblicato sulla Gazzetta Uff. 07.04.2005 , n.80) del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio, il litorale vesuviano è stato inserito nei SIN , ossia i siti di bonifica di interessa nazionale.

Al momento da un avviso pubblicato nell’Albo Pretorio della Provincia di Napoli si apprende che “a seguito della conferenza dei servizi tenutasi il 29.07.2010 presso il Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare è emersa la necessità di procedere ad una caratterizzazione di dettaglio sia dell’area di impronta della nuova scogliera e dell’area destinata al ripascimento, che delle aree eventualmente sottoposte ad interventi di movimenti dei fondali”. Conseguentemente, la Provincia, in attuazione della Determina Dirigenziale n° 8660 del 26.08.2010, ha invitato “i soggetti abilitati all’espletamento delle attività di cui al presente avviso pubblico a presentare domanda di partecipazione finalizzata all’affidamento del servizio di redazione e realizzazione del piano di caratterizzazione ambientale dell’area in località via S.Giuseppe alle paludi nel Comune di Torre del Greco (Na)”.

Naturalmente si potrebbe subito controbattere che nella perimetrazione non appare inclusa la zona di Leopardi interessata dal depuratore, eppure il comma 7 dell’art 1 del decreto del n. 17465/2004 prevede che “La perimetrazione potrà essere modificata con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio nel caso in cui dovessero essere individuate altre aree esterne al perimetro provvisorio con una possibile situazione di inquinamento”. E in questo caso la relazione della Triassi non lascia dubbi sullo stato di inquinamento della zona dove sorgerà il depuratore industriale.

Torniamo all’intervista

In cosa consiste il progetto: cosa si andrà a realizzare?

 

L’opera prevede la realizzazione di una piattaforma per il trattamento di reflui industriali che si originano nei cicli produttivi, pericolosi e non pericolosi ma non tossico nocivi. L’ adozione delle migliori tecnologie disponibili sul mercato rende possibile la produzione di acqua depurata da utilizzare eventualmente anche per scopi irrigui.

Attualmente la Regione Campania produce circa 1.000.000 t/a di reflui e ne esporta, tra Provincia e Regione, 245.000 t/a.

L’impianto di Wisco è di pubblico interesse ai sensi dell’art.208 D.Lgs. 152/2006 e coprirebbe solo in parte tale fabbisogno, cioè circa 200.000 t/a al massimo della sua potenzialità”.

 

Quali benefici può trarre Torre del Greco dalla costruzione di un simile impianto?

 

Gli innegabili vantaggi che deriveranno sono i seguenti: miglioramento della qualità dell’ambiente per l’adozione delle migliori tecnologie disponibili in grado di trattare i reflui prodotti dalle attività artigianali e industriali nel territorio; vantaggi occupazionali, perchè l’impianto comporterà l’assunzione di 21 addetti per la sua gestione e svilupperà un indotto almeno equivalente da reperire sul mercato locale; in più, sono previste compensazioni a beneficio della Comunità Locale”. [quali compensazioni non è dato sapere. N.d.a.]

 

Ancora, come risponde la Wisco a chi sostiene che la costruzione di un simile impianto potrebbe diffondere nell'aria esalazioni nocive ed il cui cattivo odore può essere avvertito fino a 6-7 chilometri di distanza?

 

Le normative esistenti prevedono il trattamento di tutti gli sfiati prodotti dal ciclo di lavorazione, compresa l’eliminazione di eventuali cattivi odori inerenti le emissioni. A tale proposito su specifica prescrizione della Commissione di VIA, tutte le correnti sono state captate e trattate sia con sistemi di filtrazione su carboni attivi, che con sistemi di lavaggi ad umido, garantendo quindi l’assenza di esalazioni di qualunque tipo”.

 

Come risponde la Wisco a chi sostiene che il via vai di camion adibiti al trasporto delle sostanze da trattare potrebbe danneggiare la viabilità del quartiere?

 

Il flusso veicolare giornaliero valutato in fase di VIA è il seguente: 30 cisterne per trasporto reflui; 14 automezzi per trasporto additivi e residui; 21 mezzi leggeri (autovetture dei dipendenti). Tale flusso veicolare è da ritenersi non significativo cosi come valutato anche dalla Commissione di VIA”.

 

Si dice che la presenza di questo impianto danneggerebbe ulteriormente un turismo già traballante: voi cosa ne pensate?

 

L’insediamento di WISCO sarà realizzato all’interno del perimetro delle esistenti Officine Meccaniche di Trenitalia ed andrà a sostituire l’impianto esistente, attualmente adibito al trattamento dei reflui prodotti dalle officine stesse, integrandolo con una sezione di trattamento biologico.

Il nuovo impianto avrà il vantaggio di utilizzare, rispetto all’esistente, tecnologie di ultima generazione, garantendo cosi il rispetto delle normative più severe a livello comunitario.

Peraltro, come prescritto dalla VIA, sono previste opere di mitigazione ed integrazione paesaggistica tali da rendere l’opera anche visivamente non impattante”.

 

E per quanto riguarda il pericolo di deprezzamento delle abitazioni che si trovano nelle vicinanze?

 

Data la collocazione dell’impianto all’interno di un perimetro industriale esistente, è da ritenersi che lo stesso non influirà in alcun modo sul valore delle abitazioni limitrofe”.

 

Infine, vorremmo sapere come risponde la Wisco a chi sostiene che non si tratta di un ampliamento della struttura già esistente, ma della costruzione di un impianto completamente nuovo.

 

L’impianto che Wisco intende realizzare avrà una potenzialità della sezione di trattamento reflui da terzi, equivalente a quella dell’impianto attualmente esistente ed in esercizio. La delocalizzazione dell’impianto prevede l’adeguamento tecnologico della parte chimico-fisica attualmente esistente, con l’inserimento di una nuova sezione di trattamento biologico”.

 

Andrea Di Lecce

Arnaldo M. Iodice


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