Torre del Greco: la “Rete anti-depuratore” convoca la V commissione. Oggi riunione dei capigruppo

depuratore

Obiettivo settimanale della “rete civica anti-depuratore industriale”: cercare di capire cosa pensa il sindaco di Torre del Greco Ciro Borriello sulla questione, e come intende comportarsi. Nella riunione del tavolo tecnico di venerdì 24 settembre, tutti i presenti – vale a dire i rappresentanti delle varie associazioni che compongono la rete – sono convenuti su un punto: “Il sindaco ci deve dimostrare che non vuole il depuratore, e che lotterà per impedire che venga realizzato”. Per questo si è deciso di stanare la posizione del primo cittadino torrese e della sua amministrazione attraverso una richiesta di convocazione della V commissione consiliare e del dirigente responsabile dell'ufficio urbanistico dell'ente Giovanni Falanga, “al fine di ottenere chiarimenti circa la realizzazione dell'impianto di depurazione dei reflui industriali da installarsi in località Santa Maria la Bruna presso le Officine Grandi Riparazioni Ferrovie di Trenitalia”. Questa audizione è stata protocollata in settimana, e non verrà discussa prima della riunione dei capigruppo che avrà luogo alle 12 di oggi a Palazzo Baronale: “Prima parleremo del depuratore con i capigruppo – spiega il consigliere Vittorio Guarino, presente alla riunione del tavolo tecnico del 24 settembre –, poi, se non ci sarà larga condivisione, presenterò un ordine del giorno sul tema per il prossimo consiglio comunale”.

Le domande della “Rete”

L'idea della richiesta di un'audizione è nata in seguito agli interventi dei membri del tavolo, che avevano fatto emergere alcuni “dubbi circa presunte irregolarità tecniche ed amministrative in merito alla progettazione dell’impianto predetto”. Tutto questo alla luce dei nuovi risvolti dati alla vicenda dall'intervista alla Wisco pubblicata quello stesso venerdì da “Lapilli”. Da qui l'idea di interrogare l'amministrazione ponendo, in particolare, queste domande: in prima istanza si chiede se il progetto della Wisco – il cui titolo parla di “delocalizzazione dell'impianto di depurazione esistente” – riguardi davvero una delocalizzazione, o se piuttosto si tratti della costruzione di “un nuovo impianto di dimensioni notevolmente maggiori di quello esistente”; successivamente, si fa notare come “La Torre”, periodico cittadino, “in precedenti denunce giornalistiche ha sostenuto che l'impianto di depurazione, già esistente presso la sede presso la sede Trenitalia di Santa Maria La Bruna, e il capannone adiacente siano totalmente abusivi”: per questo si chiede se questa situazione risulti dai documenti amministrativi; la terza questione riguarda le raccomandazioni della Soprintendenza ai beni Architettonici circa la cubatura del nuovo impianto, che non avrebbe dovuto superare “il 40% di quello in dismissione”, e quella relativa alla predisposizione “di una zona a verde “ all'interno dell'impianto stesso. “A queste raccomandazioni – si legge nel testo dell'interpellanza – il Comune di Torre del Greco risponde con una nota del 22.09.2005 nella quale il dirigente comunica i mq reali dell'intervento differenziandoli dai volumi tecnici delle vasche. Inoltre sempre il comune di Torre del Greco con nota del 28.09.2005 precisa che, citando la relazione tecnica allegata al progetto, esso ritiene 'soddisfacenti ed in linea con le raccomandazioni imposte dalla Soprintendenza'”. Ora, la domanda è: “Quanto risposto dal Comune di Torre del Greco, differenziando i volumi in Tecnici e non tecnici, è corretto?”. Infine, si fa riferimento al Decreto Dirigenziale n. 513 del 16.12.2005, attraverso il quale si approvava il progetto della Wisco, ma venivano previsti anche dei vincoli. La rete chiede alla V commissione: “Questi vincoli sono stati verificati?”. Queste le domande scelte dal tavolo tecnico – che con questa convocazione cerca di veder chiariti tutti i “dubbi circa la regolarità del progetto in fase di realizzazione” – e che servono ad “ottenere dai tecnici comunali puntuali informazioni e documenti circa certuni aspetti della vicenda”, da utilizzare per “dare corpo” ad alcuni “argomenti specifici e rilevanti, che potrebbero portare all’arresto definitivo della realizzazione dell’opera”. Tutto questo per “unirsi e rafforzare” il fronte politico, “fornendo nuovi e decisivi argomenti di confronto”.

Arnaldo M.Iodice


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