Depuratore industriale: pronta la denuncia della “Rete civica”
Sabato 16 Ottobre 2010 00:00
Scritto da Arnaldo M.Iodice

Torre del Greco. In attesa dell'incontro chiarificatore che si terrà in Regione martedì prossimo, la “Rete anti-depuratore” ha continuato a raccogliere adesioni per firmare l'esposto-denuncia, ed ora è pronta a presentarla al Tribunale di Torre Annunziata. Scopo del documento è quello di invitare la Procura della Repubblica ad “accertare se nei fatti descritti in premessa sia ravvisabile la commissione di reati ed in caso affermativo di perseguirli a norma di legge”. Ed i “fatti descritti” nel documento di quattro pagine sono quelli già sbandierati più volte dalla “Rete”: si fa cenno ai “principali fattori di criticità nella realizzazione di quest'opera, uno di carattere tecnico-ambientale ed un altro di natura sociale”, vale a dire “la mancata diffusione informativa alla cittadinanza dell'imminente costruzione di un'opera denominata di 'grande interesse pubblico', come invece previsto dalla legge Bassanini”, e il “transito su gomma delle sostanze pericolose e non in una zona già fortemente congestionata dal traffico cittadino”. In più, nell'esposto si parla delle “gravi anomalie” presenti nel procedimento autorizzativo, quali, ad esempio, l'aver presentato la caratterizzazione del sito “solo molto tempo dopo il rilascio della autorizzazione sia comunale che regionale”, e un'incongruenza “rispetto ai vincoli di cubatura indicati dalla commissione regionale V.i.a – Valutazione Impatto Ambientale – e quelli previsti in oggetto”. Ancora, si fa riferimento alla “presenza di strutture di grande valore storico e culturale” presenti nelle vicinanze; alla “distanza di appena 400 mt dal mare e dalla fascia costera”; al “forte rischio di dissesto idrogeologico delle falde, […] per cui l'impianto in progetto produrrebbe un forte aggravio in contrasto con le leggi vigenti che prevedono una bonifica”. Ancora, si esprimono tutti i “dubbi inerenti i quantitativi delle sostanze trattate dalla struttura, atteso che i liquidi 'depurati' dall'impianto in progetto dovranno essere sversati nella rete fognaria cittadina e […] si prospetta un aumento esponenziale dell'inquinamento che potrebbe riguardare l'intero Golfo di Napoli”. Infine, nel documento – scritto in collaborazione con l'avvocato Maria Giovanna Castaldo del Foro di Napoli – si fa riferimento all' “elevato rischio per la salute dei cittadini residenti sulla zona”, alla vicinanza di questa struttura alla foce del fiume Sarno, “per il cui disinquinamento sono state spese ingenti somme di danaro”, ed all'inquinamento che si andrebbe a generare in “una zona turistica e densamente urbanizzata”. Tutti questi aspetti, viene fatto inoltre notare, avevano già suscitato l'interesse dell'ex assessore regionale all'ambiente Ganapini, il quale “aveva bloccato l'insediamento, oltre che sulla base dei motivi sopra descritti, anche in considerazione del fatto che l'impianto insisterebbe in zona definita rossa per il rischio Vesuvio, indicendo una conferenza di servizi per un riesame delle autorizzazioni”, che ha avuto luogo il 24 giugno del 2008. La denuncia è stata sottoscritta da partiti, associazioni e singoli cittadini, e verrà depositata alla questura del tribunale di Torre Annunziata lunedì prossimo.
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Arnaldo M.Iodice