Due giornate fondamentali per Torre del Greco. Alle 17 di oggi una delegazione delle amministrazioni irpine incontrerà Caldoro in Regione, mentre alle 13 di domani l'amministrazione torrese – comprensiva di primo cittadino, presidente del consiglio e capigruppo – insieme ad una delegazione della “Rete civile anti-depuratore industriale” incontrerà la commissione Ambiente e la commissione Affari Produttivi. Perchè questi appuntamenti sono così importanti? Perchè, per quanto riguarda il primo caso, se Caldoro si dimostrerà disponibile a cambiare una parte del Piano Ospedaliero Regionale per accontentare le delegazioni avellinesi, creerà un precedente molto importante, che potrà essere utilizzato dal sindaco di Torre del Greco per sottoporre al governatore campano le proprie idee riguardanti il Maresca. Per quel che riguarda il secondo incontro, invece, è stato lo stesso Borriello, in occasione dell'ultimo consiglio comunale di Torre del Greco, a dimostrarsi più che ottimista sull'eventualità che tutto il discorso relativo al depuratore di rifiuti industriali della Wisco Spa possa avere un lieto fine. Ora, è più che difficile fare previsioni già da adesso su quel che accadrà. Una cosa, però, è, se non certa, almeno molto probabile. Se tutto dovesse andare per il meglio – vale a dire, se Caldoro si dimostrerà disponibile a cambiare parte del piano di rientro, e se le commissioni regionali si opporranno alla costruzione del depuratore – queste vittorie diverranno fiore all'occhiello dell'amministrazione Borriello. Come si è arrivati a questo punto?.
Questione Maresca
“Ricordo – ha affermato qualche giorno fa il sindaco Borriello – che ho chiesto [...] da anni, la massima attenzione per il Maresca sia ai massimi vertici istituzionali competenti nazionali che sovracomunali”. Ha chiesto “audizioni per scongiurare l’abbandono, il degrado e lo smembramento o chiusura dei reparti della storica struttura”, ed “interventi ai rappresentanti della regione Campania e ai diversi deputati che hanno ricevuto notevoli riscontri e consensi sul territorio”. Nonostante tutto ciò, però, il piano di rientro non è cambiato. Per questo il 23 maggio scorso il sindaco Borriello chiede per la prima volta un incontro con Caldoro, neo governatore campano, “per rappresentare la gravissima questione dell’ospedale Maresca”. Quella volta, così come le successive, Borriello non ottiene risposta. Passata l'estate, Borriello decide, visti anche i tempi ristretti di manovra, che la questione Maresca non può essere ulteriormente rimandata: così lunedì 20 settembre il primo cittadino di Torre del Greco, insieme ai suoi consiglieri, al sindaco di Ercolano e a circa 150 cittadini di Torre del Greco, si reca in Regione “per scongiurare una ingiusta mortificazione che colpisce una utenza di circa trecentomila abitanti”. L'incontro con Calabrò, consulente per la sanità di Caldoro, non porterà i frutti sperati. Si parla di “margine di libertà dato ad ogni singola Asl su cui poter lavorare”, di “permanenza al Maresca di un pronto soccorso di primo livello”. Ma niente di più. Così Borriello invita i membri del comitato Pro Maresca a formare un comitato “composto da cittadini, associazioni e forze politiche in cui discutere e stabilire quali saranno i prossimi passi da fare. Questo comitato – spiega Borriello – dovrà incontrarsi ogni giorno, partendo da domani, per monitorare la situazione e decidere come muoversi volta per volta”. Il comitato viene in effetti formato all'indomani, ma incontrerà il sindaco una sola volta: la decisione di questo incontro, però, è di quelle importanti: Borriello incontrerà gli altri amministratori del vesuviano al Maresca e in un consiglio comunale allargato, in modo da stabilire come muoversi nella lotta contro la chiusura dell'ospedale torrese e per chiedere un'udienza con Caldoro. L'incontro al Maresca avviene domenica 26 settembre: qui Borriello annuncia la sua volontà, peraltro condivisa dai suoi consiglieri, di uscire dal gruppo del Pdl nel caso in cui il piano non fosse cambiato. Due giorni dopo, martedì 28 settembre, avviene un fatto importante: la riunione dei sindaci dei Comuni rientranti nell'Asl Na3, prevista per le 16 a Palazzo Baronale, non ha luogo perchè non si raggiunge il numero legale. L'incontro, dunque, si trasforma in una chiacchierata informale, a cui partecipa anche il manager dell'Asl Na3 Vittorio Russo. Questi non lascia trasparire grande apertura nei confronti delle richieste della cittadinanza sulla questione Maresca, e nega con decisione di aver mai preso qualsiasi appuntamento con la delegazione torrese. È qui che la popolazione comincia ad innervosirsi: da un lato vede che il tempo passa senza che succeda niente di nuovo; dall'altro comincia a preoccuparsi vedendo la chiusura nei confronti delle sue richieste da parte delle istituzioni. L'unione di intenti tra amministrazione e comitato comincia dunque a scricchiolare. In ogni caso, sabato 2 ottobre il primo cittadino torrese incontra una delegazione del comitato. Si decide di promuovere una manifestazione popolare che sarebbe partita in concomitanza con l'assemblea pubblica allargata – ai comuni di Ercolano, Portici e San Giorgio – che avrebbe avuto luogo alle 19 di martedì, al multisala Corallo. In più, si decide di indire per le 9 del giovedì successivo un'assemblea pubblica – che non avverrà – a cui avrebbe partecipato lo stesso sindaco Borriello. Ed arriviamo alla famosa “assemblea pubblica allargata” in cui i sindaci di Torre del Greco, Ercolano, Portici, San Giorgio e San Sebastiano decidono di chiedere l'aiuto del prefetto per parlare con Caldoro. Se anche questa mossa non dovesse rivelarsi vincente, rassegneranno le dimissioni. In più il sindaco Borriello si impegna, insieme agli altri sindaci, ad approvare un documento in cui si chiede alla Regione di rivedere il piano. La richiesta di colloquio con il prefetto parte l'indomani, ma la risposta ancora oggi non è arrivata. I cittadini, ovviamente, chiedono le dimissioni di un sindaco che, a parer loro, non sta facendo abbastanza per proteggere l'ospedale e la salute dei suoi cittadini. La risposta di Borriello arriva nel consiglio comunale di martedì 12 ottobre: “Non mi dimetto: mi è stata data fiducia in occasione delle elezioni e solo una nuova tornata elettorale o un'eventuale sfiducia dei consiglieri mi possono sollevare dal mio incarico”. In quella stessa serata molti consiglieri chiedono a Borriello un'azione dimostrativa forte, come costituire un presidio permanente in piazza Santa Lucia, o fare come altri sindaci che hanno cominciato lo sciopero della fame, o che si sono incatenati alla sede comunale. Borriello decide di continuare con il profilo basso, e dice di essere in costante contatto con Zuccatelli – il sub commissario alla sanità che ha appena ritirato le dimissioni – e con Caldoro, i quali gli dicono che è impossibile ottenere un incontro ufficiale. Nello stesso consiglio l'assessore Renzullo comunica di aver preso lo stesso provvedimento adottato qualche giorno prima dal sindaco di Portici: ha dato incarico, cioè, all'avvocatura comunale di avviare azioni giudiziarie per scongiurare la chiusura del Maresca. Ed eccoci arrivare ad oggi. La spaccatura tra comitato e amministrazione è profonda. Il sindaco viene accusato di aver fatto poco, e di essersi semplicemente limitato a seguire amministrazioni più coraggiose, quando avrebbe dovuto essere lui, in quanto sindaco del comune capofila, a muoversi per tempo. Ora, se Caldoro deciderà di cambiare qualcosa per le amministrazioni irpine, nello spiraglio di cui potrebbe approfittare anche il sindaco di Torre del Greco.
Questione depuratore industriale
Uno dei punti di svolta si ha il Il 3 febbraio del 2009: c’è una nuova Conferenza dei Servizi. In questa sede, il Settore Tecnico Amm.vo Provinciale Ecologia di Napoli, della Regione Campania, invita “il Comune di Torre del Greco – si legge in una nota del comune – a presentare una relazione tecnica che evidenziasse le circostanze di diritto e di fatto, anche sopravvenute che depongono per il ritiro del decreto n. 513 del 2005”, avendo preso atto che (come già ammesso dalla Commissione VIA nella nota del 14/11/2005) “è possibile che dall’espressione del giudizio di compatibilità ambientale, il quadro ambientale può essere mutato e che poter esprimere un parare di merito è necessario che venga prodotto, da parte dei soggetti che ritengono che tali trasformazioni si siano verificate, un aggiornamento dello studio di impatto ambientale. Ciò testimonia l’apertura della regione Campania alla richiesta di riesame/ritiro dell’atto. Il Comune di Torre del Greco raccogliendo l’invito ha comunicato che il SIA potrà essere prodotto entro 12 mesi dall’acquisizione di tutta la documentazione tecnica presentata dalla Wisco”. Alla Conferenza di Servizi tenuta lo scorso 29 luglio presso il Ministero dell’Ambiente, durante la quale la Wisco ha presentato il “piano di caratterizzazione del suolo, nonché dell’attuazione del piano di bonifica in presenza di eventuali contaminazioni del sito”, il Ministero dispone un rinvio dei lavori, intimando alla Wisco la trasmissione al Comune di Torre del Greco di tutti gli atti. Due giorni prima la convocazione di questa conferenza dei servizi – vale a dire martedì 27 luglio – il sindaco aveva inoltre indirizzato una lettera alle autorità in cui chiedeva di “prestare la massima attenzione ad una così grave problematica e prego di fornire al più presto risposte concrete e risolutive che le SS.LL. certamente sapranno dare, data l’importanza di una questione che investe il profilo sociale, logistico-strutturale, e non da ultimo, anzi principalmente e primariamente, quella sfera di diritti inalienabili riconosciuti dalla nostra Carta Costituzionale a difesa dell’ambiente, della vita, della sicurezza e della salute dei cittadini”. Ed eccoci ad oggi: forse concentrato maggiormente sulla questione Maresca, il primo cittadino di Torre del Greco non ha portato avanti grandi iniziative per contrastare la costruzione del depuratore, limitandosi semplicemente ad aspettare la possibile scadenza delle autorizzazioni date alla Wisco. Ma un'altra arma da utilizzare c'è: la valutazione dell'impatto ambientale, chiesta dal Ministero dell'Ambiente e Regione, oltre che da consiglieri regionali e comunali. Borriello non ritiene questa strada prioritaria – essendo più che sicuro che le rassicurazioni dategli in via informale dall'assessore all'ambiente Giovanni Romano verranno trasformate in realtà – ma si è comunque riservato la possibilità di usarla nel caso in cui l'incontro di domani non dovesse riuscire a dare i frutti sperati. Anche qui il sindaco Borriello viene generalmente accusato di essersi mosso in ritardo ed in maniera non perfetta..
Arnaldo M.Iodice