Torre del Greco.I lavori per il depuratore non sono mai partiti. Scadute le autorizzazioni?

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“Non ci faremo condizionare né dall'allarmismo dei cittadini, né dalle rassicurazioni che ci arrivano dall'altra campana. Tutto quel che dobbiamo fare è valutare i dati che ci verranno forniti. Certo, se dovessimo limitarci all'accoglienza che ci è stata riservata, il giudizio non può che essere negativo”. Accoglienza che è stata la causa del possibile annullamento del sopralluogo organizzato dalle commissioni consiliari regionali terza e settima – Attività Produttive ed Ambiente – all'interno dell'officina Grandi Riparazioni di Trenitalia, dove dovrebbe sorgere il depuratore industriale della Wisco. A parlare in questi termini è Pietro Diodato, presidente della terza commissione, arrivato ieri a Torre del Greco insieme a Luca Colasanto, presidente della settima commissione, e ad alcuni consiglieri regionali. Il motivo della sua lamentela è che l'ingegnere di Trenitalia che avrebbe dovuto essere presente all'incontro di ieri – per dare alle commissioni informazioni tecniche relative al nuovo impianto di depurazione – non si è presentato, facendosi sostituire da una persona non preparata sull'argomento. “Trenitalia ha commesso una scorrettezza – notano i presenti –, perchè se si sottrae al confronto non potremo essere in grado di decidere se bloccare o meno il progetto”. Critiche che vengono ripetute anche nei confronti della Wisco S.p.a., la società partecipata da Enel e Trenitalia che ha interesse a costruire il nuovo depuratore di rifiuti industriali, anch'essa assente all'appuntamento di ieri mattina – anche se pare che la società non fosse neanche stata avvisata del sopralluogo. In ogni caso, le commissioni ci sono e il giro nella proprietà si farà. “Per quanto riguarda la documentazione – aggiunge Diodato –, questa sarà visionata in un secondo momento in un'audizione in Regione, dove gli ingegneri di Trenitalia ci mostreranno i dati in loro possesso”. Perchè quel che manca in questo momento alla Regione sono proprio i dati, la conoscenza profonda del problema: “Noi siamo qui – aveva detto ieri Colasanto – per capire meglio la questione, per districarci meglio tra chi dice 'bianco' e chi dice 'nero'”. E allora il piccolo corteo parte: consiglieri regionali e comunali, tecnici, operai e membri della “Rete civica anti-depuratore” si dirigono sotto una pioggia fine verso l'impianto di depurazione già esistente. Lo guardano, ne misurano a brevi passi la grandezza e ne respirano gli odori. Passano al fianco di una grande vasca circolare, contenente acqua di colore azzurro – un azzurro diverso da quello che il mare riflette nei giorni di sole –, la ascoltano scrosciare velocemente verso la costa, distante da lì solo poche decine di metri. Si parla e si ragiona: “Questo impianto serve soltanto a lavare le carrozze dei treni. Il nuovo verrà utilizzato per depurare rifiuti industriali – c'è perfino il percolato! – provenienti da tutta Italia”. Diodato ascolta con attenzione, ribadisce la volontà di informarsi meglio e, a chi glielo chiede, dà un suo personale parere: “Sinceramente penso che simili impianti non dovrebbero essere delocalizzati a 50 metri dalle case, ma almeno a 50 chilometri. Specialmente in zone come questa”. In zone, cioè, dove la densità abitativa è molto alta, il traffico spesso abbondante e il mare vicino. Se non altro, grazie a questo sopralluogo i consiglieri delle commissioni hanno potuto rendersi conto del vero nocciolo del problema: il luogo in cui la Wisco vuole costruire questo impianto, vale a dire nel bel mezzo di una città, rispetto al depuratore oggi esistente un po' più lontano dal mare, ma molto più vicino alla strada e alla discarica Balsamo. Anche le commissioni trovano la situazione molto strana, se non addirittura inspiegabile. Ma senza ascoltare entrambe le parti, senza poter confrontare i dati, non si può andare molto avanti. Per ora, c'è che anche le commissioni regionali hanno potuto verificare che i lavori, che avrebbero dovuto iniziare cinque anni fa, non sono mai partiti. L'area è soltanto stata recintata. Situazione che per il presidente del consiglio comunale di Torre del Greco, Michele Polese, rappresenta un nodo fondamentale: “Visto che i lavori non sono mai iniziati, l'autorizzazione paesaggistica oramai è scaduta”. E questo fatto dovrebbe rappresentare una svolta importantissima nella lotta portata avanti fino ad ora, perchè basterebbe non firmare la nuova richiesta di autorizzazione – che la Wisco deve necessariamente presentare se vuole far ripartire il progetto – per bloccare tutto. Ma dato che è sempre meglio difendersi su più fronti, non rinunciare a nessuna arma, fra qualche giorno il Comune di Torre del Greco nominerà un esperto che avrà il compito di stilare un nuovo studio di impatto ambientale, per verificare possibili variazioni nell'inquinamento del terreno su cui si vuole costruire l'impianto. Anche la battaglia della “Rete civica anti-depuratore industriale” continua: “Consideriamo grave la mancanza di tecnici di Trenitalia e della Wisco – affermano Giuseppe Stasio ed Antonio Civitillo, i due membri della rete presenti all'incontro di ieri – e ci dispiace che la Regione non sia ancora in possesso delle informazioni necessarie per capire la gravità della questione. Aspettando l'incontro tra commissioni e ingegneri della società, la rete continuerà a lottare con la raccolta delle firme e le assemblee pubbliche. Inoltre chiederemo informazioni al Pm che si sta occupando dell'esposto che abbiamo consegnato un mese fa". 

 

Arnaldo M.Iodice


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