Torniamo a parlare di depuratore industriale – o meglio, com'è stato definito ultimamente, “digestore chimico” – a Torre del Greco. Tre giorni fa la Rete Civica Anti-depuratore, come già stabilito nel corso dell'ultimo incontro pubblico, avvenuto giovedì 25 novembre, ha inviato una lettera a Roberto Saviano, giornalista e ormai ex conduttore televisivo della trasmissione “Vieni via con me”, andata in onda fino a poche settimane fa su Rai Tre. “Questa decisione – spiega la direzione della rete – è stata presa dopo che in una puntata del programma televisivo, Saviano ebbe modo di parlare dello sversamento al sud di sostanze speciali provenienti da tutta Italia”. Per questo la rete ha raccolto tutto il materiale necessario – tra cui l'esposto-denuncia e la raccolta firme –, in cui viene “spiegato il contesto e l'impatto che quest'opera altamente inquinante avrà su Torre del Greco”, e lo ha spedito al giornalista napoletano. Ora si spera in un suo aiuto, che potrà arrivare “sia dalle pagine di uno dei tanti giornali per cui collabora – la Repubblica e l'Espresso in Italia, ma anche il Times, il Washington Post, El Pais e tanti altri all'estero – che da una comunicazione personale e riservata, in cui potrebbe darci qualche consiglio, da uomo che ha studiato a fondo la questione, su come comportarci”. Per il resto la lotta va avanti: continuano sia la raccolta firme per la petizione popolare che la “carovana informativa”, che porterà la rete a spostarsi nelle varie zone di Torre del Greco con lo scopo di informare quante più persone possibile. Dal lato amministrativo, inoltre, è stato finalmente nominato l'esperto che dovrà stilare il nuovo studio di impatto ambientale. “Si tratta di un docente dell'università di Cassino – spiega Giuseppe Stasio –, tal Esposito, sicuramente un grande professionista ma tutt'altro che l'esperto di fama internazionale che ci aspettavamo”. E la rete punta molto sul nuovo impatto ambientale, anche perchè non condivide la sicurezza ostentata dal sindaco Borriello in merito alla scadenza delle autorizzazioni paesaggistiche che adesso sono in mano alla Wisco: “È meglio difenderci su più fronti – spiega ancora Stasio – perchè temiamo che la questione relativa alle autorizzazioni potrebbe essere ribaltata, visto che il Tar in merito ci ha già dato torto”. Per questo la scorsa settimana la rete ha spedito una comunicazione al sindaco Borriello, al presidente del consiglio comunale Polese e a tutti i consiglieri, contenente la proposta di far seguire l'iter che porterà alla formulazione del nuovo impatto ambientale anche ad un membro della stessa rete.
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Arnaldo M.Iodice