
Intanto la Rete civica ha ultimato una lettera (da inviare al sindaco di Torre del Greco Ciro Borriello, al Presidente del consiglio comunale Michele Polese, alla 2 Commissione di Urbanistica e alla 7 di Trasparenza e infine alla Commissione d’inchiesta ), in cui si chiede di seguire i lavori della Commissione d’inchiesta, istituita durante il consiglio comunale del 12 aprile scorso, anche attraverso atti e documenti e di essere aggiornati sugli sviluppi dello studio d’impatto ambientale, affidato oltre 4 mesi fa al professor Esposito. Inoltre si cercherà di dire no all’ecomostro sollecitando l’amministrazione comunale a effettuare controlli sullo stato d’inquinamento dei sette pozzi e della falda superficiale nelle officine Trenitalia, poiché se è presente un alto tasso d’inquinamento, prima di avviare i lavori per il depuratore, è indispensabile un’operazione di bonifica. La voce della rete civica, però, si alza anche “per denunciare il forte sperpero di denaro pubblico e la condizione di stasi del Comune. Sono stati spesi già 19.500 euro per uno studio ambientale di cui da mesi non si sa nulla e per di più già richiesto anni fa sia dal Ministero dell’Ambiente sia dalla Regione, 8 mila euro per un team di avvocati che ha soltanto accertato la scadenza dell’autorizzazione paesaggistica per i lavori della Wisco e nuovi soldi sono stati stanziati per la Commissione d’inchiesta, che non fa altro se non occuparsi di questioni già analizzate dalla Seconda e Settima commissione comunale. Tutti soldi che non sono serviti finora a fornire risposte concrete mentre l’iter continua a procedere". La battaglia della Rete civica anti-depuratore contro l’ecomostro continuerà a informare l’intera città corallina attraverso nuovi manifesti e incontri pubblici nelle varie zone cittadine a cui sono invitati ad aderire comitati di quartiere e associazione per creare un movimento di protesta sempre più ampio e forte.
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Giovanna D’Urso