Spedite alla Comunità Europea le 6 mila firme anti-depuratore tossico

  depuratore

Torre del Greco. Dimenticata la questione depuratore industriale? A quanto pare no. Sono state, infatti, spedite le 6 mila firme dei cittadini torresi, raccolte lo scorso anno, alla commissione per le petizioni della Comunità Europea. Segno questo che  la Rete civica anti-depuratore industriale continua a essere attenta e vigile per quanto riguarda l’ipotesi di realizzazione di un impianto di depurazione di rifiuti industriali tossici in zona Santa Maria la Bruna a Torre del Greco. Dopo Regione e Comune, la Rete civica anti-depuratore industriale ha deciso quindi di appellarsi anche alla Comunità Europea per far capire quanto alti siano i rischi non solo per la città di Torre del Greco ma per l’intero golfo partenopeo. I rappresentati della rete civica in una nota spiegano che “E' questo probabilmente l'atto definitivo di una corrispondenza con la commissione atta a fornire tutti gli elementi necessari alla valutazione di un iter autorizzativo molto dubbio che ha candidato la città di Torre del Greco a ospitare un digestore chimico per i rifiuti industriali provenienti da tutti Italia, ad opera della società Wisco, che già si era vista rifiutare la realizzazione di tale impianto dai comuni di Bologna e Porto Marghera”. Ora, sempre secondo la Rete civica anti-depuratore, le 6 mila firme raccolte sono il simbolo di una forte opposizione della cittadinanza alla costruzione di un depuratore di rifiuti tossici. “Si spera ora che la commissione possa lavorare celermente per pronunciarsi sulla questione in tempi rapidi”.

Giovanna D’Urso


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