Quando San Valentino è alle porte, le decorazioni in cuori e peluche raccolte nel corso degli anni escono dal solaio di botteghe e negozi per adornare in festa una data come il 14 di questo mese. Baci di cioccolato, composizioni floreali, bigliettini rigorosamente in rosso, affollano vetrine e scaffali, per un giorno forse paradossalmente mai capito.
Febbraio ha sempre avuto un significato singolare per tutti coloro che amano questo genere di cose, lasciandosi trasportare da quell’atmosfera sentimentale che si respira in giro.
“Mi ami” chiede lei. “Si!” risponde lui. “Tanto?” “Si. Tanto” e via di questo passo.
Frasi tipo nell’immaginario collettivo di quanti riducono questa ricorrenza ad una strategia di mercato. È così? Le persone, coloro che si amano, ma anche i single che idea hanno della Festa degli innamorati?
Nancydora, ventiduenne e studentessa all’università di Napoli, alla domanda ‘San Valentino Si? San Valentino No?’, risponde categorica: “San Valentino No. Ogni momento può diventare speciale, un sms per iniziare la routine quotidiana, una improvvisata a casa o sul lavoro, una frase sentita ed il gioco è fatto. Perché quantificare un sentimento puro come l’amore in una data come il 14 Febbraio? E’ una giornata come tante. Non fa per me”. Diversamente da quanto dichiara Anna, ventiduenne, studente, pronta a scovare una singolare vena romantica ed emotiva in una occasione come questa. “San Valentino Si. Sembra scontato, ma separare l’icona consumistica da quella sentimentale è possibile ai miei occhi. La frenesia ricorrente, gli impegni ordinari, riescono a rendere banale il reale valore degli affetti. Probabilmente una giornata come questa potrebbe far recuperare quella magia persa e sfumata nel tempo. Le emozioni riempiono la nostra vita, non vedo perché il 14 Febbraio non possa dare adito a tali batticuori”.
Opinioni divergenti come questa di Giovanni, venticinquenne catapultato nel mondo del lavoro, che definisce la festa di San Valentino il solo mezzo per assottigliare ulteriormente un portafogli già magro di suo. Come dargli torto? Oppure l’idea di Rosalba, moglie e donna in carriera, che vede nelle manifestazioni d’affetto e nelle attenzione del partner una conferma piacevole del reciproco legame. E se si pensa al troppo consumismo, ribatte con un espressione del tipo “L’economia ruota anche intorno a questo tipo di cose. Perché ammettere il contrario? Non è di certo un aspetto negativo, la vendita di prodotti vari dal tag commerciale”. Completamente diversi i pareri dei nostri intervistati, ma di certo un velo di obiettività è nascosto in ognuna di queste brevi dichiarazioni. Nessuno mette in dubbio la veridicità di una festa simile, antichissima del resto, ispirata più che altro al desiderio di trasmettere un forte messaggio d’amore. Alla domanda: ‘San Valentino Si? San Valentino No?’ La vostra giornalista cosa risponderebbe “Per consumatori grassi e tristi come noi, inappagati e golosi, la vera rivoluzione sarebbe San Valentino No”.
Lucia Di Luca