Facciamoci gli auguri sotto il vischio: dal Capodanno appena passato, tradizioni e leggende per rendere fiabesco l’inizio del 2012
Giovedì 05 Gennaio 2012 13:59
Scritto da Maddalena Venuso

L’ultimo scorcio del 2011 è stato tormentato dalle disastrose notizie che di ora in ora ci arrivavano dal fronte Governo, Manovra e chi più ne ha più ne metta. Dato per assunto che bisogna ridurre i consumi e tornare ad un regime, se non di austerità, quanto meno di convinta sobrietà, resta la voglia di sognare e di rendere più leggero il nostro stile di vita, fosse anche solo mantenendo vive le tradizioni che ci legano all’ambiente familiare. E allora… via ai brindisi di Capodanno, che si prolungheranno fino al 6 gennaio, secondo l’antico detto che recita “Epifania, tutte feste porta via”, ricordandoci che il lungo periodo di solennità religiose termina proprio con la visita dei re Magi alla grotta di Betlemme.
Come ogni anno, la voglia di nuovo e di vita si è espressa nell’utilizzo, soprattutto decorativo, delle piante di Natale: la Poinsettia (stella di Natale), l’Agrifoglio, il Pungitopo e il Vischio. E’ quest’ultima la pianta beneaugurale per eccellenza, l’amuleto dagli straordinari poteri sotto il quale ci si bacia per augurarsi buona fortuna. Solitamente utilizzato nella versione bianca (Viscum Album), il Vischio, appartenente alla famiglia della Lorantaceae, in realtà è un vegetale emiparassita che attecchisce su diverse piante in molte zone della Terra. In Italia il vischio attecchisce su alberi quali il sorbo, il mandorlo, il melo, il pino di montagna. Il Vischio quercino, altra varietà di questo vegetale, preferisce quercia (da cui il nome) e castagno. Il vischio trae linfa e sali minerali dalla pianta su cui vive, compiendo però autonomamente la fotosintesi clorofilliana e non danneggiando eccessivamente la pianta ospite, tanto che risulta preferibile tagliarne solo i rami, senza estirparlo. Sempreverde, ricco di rami, il vischio presenta una corteccia tendente al giallo e foglie coriacee, con fiori gialli, piccoli, riuniti in fascetti. Il frutto è invece la bacca bianca, gelatinosa, che contiene appunto una sostanza “vischiosa” potenzialmente velenosa per l’uomo.
Se usato opportunamente, il vischio si rivela un utile medicamento naturale, in quanto rami e foglie contengono sostanze con proprietà antispasmodiche, ipotensive, antitumorali e diuretiche. Gli antichi probabilmente ne avevano intuito le proprietà benefiche, ed oltre ad utilizzarne i principi medicamentosi, attribuivano al vegetale che evocava la Luna, grazie alle bacche perlescenti che quasi brillano al buio, poteri tanto straordinari da farne un amuleto.
Si racconta che i Celti usavano coglierlo solo in caso di necessità utilizzando una piccola falce d’oro, consapevoli che un uso improprio poteva avere esiti letali. Nella mitologia nordica, scandinava in particolare, la pianta era associata alla dea anglosassone Freya, dea dell’amore e protettrice degli innamorati. Freya aveva due figli, Balder e Loki. Il secondo, cattivo e invidioso, consegnò al dio dell’inverno un dardo appuntito ottenuto intrecciando i rami di questa pianta; il dio lo tirò dal suo arco e uccise Balder.
Freya, disperata, pianse tutto il suo dolore sul corpo del figlio e le lacrime sincere della madre, a contatto con il dardo di vischio, diventarono le bacche perlate della pianta. Balder riprese vita e Freya, colma di felicità, ringraziò chiunque passasse sotto l’albero su cui cresceva il vischio con un bacio. Nacque da qui la leggenda che vuole che chi si bacia sotto il vischio, divenuto simbolo della vita e dell’amore che sconfigge anche la morte, abbia protezione e fortuna. Questa simbologia è stata mantenuta nel Cristianesimo e il vischio significa appunto fortuna, protezione e amore. Si usa regalarlo durante il periodo natalizio e lo si appende sulla porta di casa come buon auspicio per chiunque entri. Se due innamorati si baciano sotto un ramoscello terranno lontani da loro problemi e difficoltà. Se, viceversa, nel periodo natalizio una ragazza che si trova sotto il vischio non viene baciata dal suo amato non si sposerà per l’intero anno a venire. E allora, che aspettiamo? Regaliamoci un sorriso e una speranza in più ancora fino al 6 gennaio: in fondo, basta molto poco per poter sognare!
Maddalena Venuso