Torna il V-day. No, non c'è Beppe Grillo, ma lo “Zoo di 105”
Sabato 17 Aprile 2010 00:00
Scritto da Arnaldo M.Iodice

Roma. Piazza Montecitorio. È un venerdì mattina, un assolato, caldo e tranquillo venerdì di primavera. È quasi mezzo giorno e gruppetti di ragazzi vestiti di nero si avvicinano tra di loro. Alcuni abitanti del luogo notano che c'è qualcosa di strano. Non capiscono, almeno fino a quando non scoccano le dodici. In quel momento tutti quei ragazzi, centinaia di uomini e donne in abito scuro, prendono tutti la stessa espressione. Non li si distingue più l'uno dall'altro. Indossano una maschera, quella del film “
V per Vendetta”. E guardano verso il palazzo del Parlamento. Nessuno parla, nessun rumore. Una protesta silenziosa. Come quella del film a cui è ispirata. Ma lì c'era un singolo ribelle che donava la propria vita per la causa. Qui a Roma, chi c'è dietro questa idea? C'è una radio, anzi, i tre conduttori di un programma che va in onda dal lunedì al venerdì dalle due alle quattro del pomeriggio. L'idea è di
Marco Mazzoli,
Fabio Alisei e
Paolo Noise, che insieme ai dj
Wender e
Pippo Palmieri conducono lo “
Zoo di 105”. Lo scopo di questo
Flash mob è quello di prendere il malcontento che una fetta degli italiani nutre nei confronti dei politici e farlo convergere in un gesto tanto eclatante quanto inoffensivo. Se ne parlava da mesi. Per radio e sul gruppo di Facebook venivano elencate le regole per potervi partecipare. Hanno aderito in tanti: “Siamo più di 800”, affermerà il conduttore Mazzoli in occasione della trasmissione di venerdì pomeriggio. Quasi mille persone arrivate da tutta Italia, attratte dall'occasione di partecipare ad una manifestazione unica nel suo genere. Unica, si, anche se “
si sa che la stampa – ammette Mazzoli –
troppo occupata a scrivere di cazzate, non ci dedicherà una riga”. Eppure il momento è significativo. Non è il classico Flash mob fine a sé stesso. Questa volta l'obiettivo è un altro. Ed è quello di protestare. Ogni giorno lo Zoo dedica tanto spazio alle persone arrabbiate. Queste telefonate vengono scelte e trasmesse ad ogni ora del programma. Molti dei messaggi riguardano proprio i politici: “Sono loro che hanno rovinato l'Italia”, o ancora: “Perchè io devo stare in cassa integrazione e quelli lì a Montecitorio devono guadagnare 20mila euro al mese?”. Lo stesso conduttore Marco Mazzoli non lesina attacchi ai potenti italiani, “troppo occupati a pensare ai loro interessi per soddisfare i nostri”. E così protesta è stata. Una protesta muta, pacifica. Ma che probabilmente, proprio per questo motivo, non fa notizia. Qualcuno sul gruppo di Facebook invitava i partecipanti ad aggredire i politici, “così forse qualcuno ne parlerà”. Ma è chiaramente una provocazione. Alla fine del film “V per Vendetta” il parlamento inglese esplode. Qui non si vuole arrivare a tanto. Basta però che chi ci lavora capisca una volta per tutte che i cittadini sono presenti e controllano. E che un giorno potrebbero presentare il conto.
Arnaldo M.Iodice
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