Napoli, Parco del Poggio ai colli Amenei. Riparte stasera l’evento culturale più atteso dai cinefili per la lunga estate napoletana. Accordi e Disaccordi, Festival del cinema all’aperto, giunto alla sua undicesima edizione suggella il suo incontro con l’Università Suor Orsola Benincasa e sceglie per il secondo hanno consecutivo l’Ateneo Napoletano come partner. Collaborazione che si deve anche al corso di laurea magistrale in Imprenditoria e Creatività per Cinema, Teatro e Televisione, attivo dall’anno accademico 2009 /10 creato con l’obiettivo di contribuire alla formazione di nuove figure professionali, specializzate e potenzialmente richieste dal mercato-spettacoli. La prima serata, aspettando Accordi & Disaccordi, vedrà in programma dalle 21, la proiezione del film L’uomo che verrà, di Giorgio Diritti, pellicola che racconta la strage di Marzabotto vincitore del il David di Donatello 2010 come miglior film dell’anno (ingresso a inviti).
Il Festival prevede una lunga e accurata selezione di film che ci terrà compagnia fino all’ 8 settembre; da quelli più popolari, alle commedie per famiglie con largo spazio anche alle pellicole più ricercate che nella stagione passata non sono state proiettate in molte sale.
Accordi & Disaccordi è “un festival organizzato sull’impronta del Festival del Parc de la Villette di Parigi – afferma Pietro Pizzimento, direttore artistico dell’evento napoletano promosso da Movie Event - dove i visitatori possono assistere gratuitamente alle proiezioni fittando solamente la sedia se lo desiderano. Questo vuole essere una vera e propria festa libera e celebrativa del cinema in ogni sua sfumatura, un evento unico nel suo genere che in Italia ha pari solo nel festival di Taormina o di Venezia. Che non si ferma neanche dinanzi alle difficoltà che stanno mettendo in crisi il patrimonio culturale e arrestando le iniziative storiche che per anni hanno accompagnato l’estate napoletana”.
È inoltre in programma la proiezione dei cortometraggi “I Corti sul Lettino - Cinema e Psicoanalisi” rivolto ai filmaker italiani e stranieri. L’evento si svolgerà dal 6 al 7 settembre 2010, ad ingresso gratuito, dalle ore 21.00 alle 24.00, i corti selezionati da una giuria qualificata composta da registi, attori, registi, critici cinematografici, giornalisti ed operatori del settore. “ Tutti di elevata qualità - promette Pietro Simento - selezionati tra 150 proposte davvero meritevoli".
L'intento è quello di valorizzare, promuovere e divulgare il cortometraggio come forma espressiva particolarmente valida a livello sociale e culturale, di sviluppare le potenzialità dei linguaggi artistici dei nuovi media; rispondere alle esigenze di crescita culturale dei giovani registi emergenti e dare a tutti i filmaker di talento la maggiore visibilità possibile. Ogni opera deve avere durata massima di 60 minuti, inclusi i titoli di testa e di coda e sono ammessi cortometraggi già presentati o premiati in altri concorsi.
Inevitabile nella lunga chiacchierata fatta con Pietro Pizzimento il riferimento appunto alla crisi e ai tagli alla cultura ai fondi bloccati dalle Comunità Europea , che non hanno permesso il normale sviluppo dell’ organizzazione degli eventi estivi. Lo stesso festival infatti è stato posticipato per questo motivo ma per fortuna anche prima dell’arrivo dei contributi della Regione dei fondi della Comunità Europea non si è mai pensato di sopprimere l’evento.
“L’unico modo per non ammazzare la cultura - conclude Pizzimento – è resistere, i fondi prima o poi saranno sempre meno, questo è inevitabile. Nel periodo storico nel quale ci troviamo a vivere tutto quello che facciamo usiamo e mangiamo prima o poi subirà degli aumenti e così anche il costo della cultura. Senza incentivi non si può che far affidamento sull’ interesse del singolo. Noi siamo consapevoli che questo genererà sicuramente una diminuzione del pubblico ma non si possono certo eliminare anche le attrattive, se la Comunità Europea ha scelto per il prossimo anni di destinare i suoi fondi altrove, probabilmente ad Est dell‘Italia, il Mezzogiorno si inventerà qualcos’altro ma non potrà certo piangersi addosso”.
Alessia Cozzolino
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