L’altra notte navigavo in maniera poco attiva su internet, cercando di ignorare la dipendenza da social network che assilla il navigante medio. Puro atto di ribellione, nato da un calcolo fatto poco tempo prima, cercando di rispondere alla domanda “Quante dannate ore passo su Facebook?”. Ignorando la più che scontata risposta, cercai di volgere il mio sguardo altrove (“lascio che le cose mi portino altrove” dice una canzone di Morgan). Tra siti assurdi ed altri di più, mi rimbalzò all’occhio una notizia che sconvolse buona parte della restante navigazione: “Lady Gaga sorpassa Obama” . Così recitava il titolo. Preso dall’altisonante proclama, cercai preoccupato di saperne di più, temendo il peggio per la scena politica internazionale e immaginando la Casa bianca già tinteggiata di rosa shocking. Nulla di tutto questo per fortuna: pericolo scampato! La notizia, infatti, si limitava a raccontare che la bizzarra 24enne Stefani Angelina Germanotta (adesso capisco perché si rifugia in un nome d’arte assurdo) aveva sorpassato il presidente USA Barack Obama su Facebook, essendo attualmente la persona vivente più popolare del mondo sul social network con dieci milioni di fan. Ancora Facebook? Maledetto Facebook! “Ancora tu?Ma non dovevamo vederci più?”. Mi ero rifugiato ovunque (siti di pesca sportiva, tendenze musicali cinesi…) per starne lontano e lui mi trovava ovunque! Brutto preambolo per la mia “navigazione solitaria” lontana dalla gabbia del social network. Cercando disperatamente di virare altrove, mi resi conto di essere entrato oramai nel labirinto delle news di Facebook. Impossibile uscirne! Articoli ed articoli correlati che fanno saltare all’occhio le notizie più assurde sul Faccialibro. No way out! Di li a poco l’irreparabile. Tra le malefiche notizie, una su tutte spadroneggiava arrogantemente: The Social Network, il film su Facebook. La storia non mi sembrava del tutto nuova, giacchè già da tempo si vociferava dell’esistenza di un gruppo su Facebook , intento a promuovere un ipotetico film sul social network in questione. Detto fatto, il film è pronto! Abbandonata la mia resistenza , oramai, non mi rimase che entrare nel vortice della notizia. Appresi così che il film “The Social Network”(questo il poco fantasioso titolo) sarà esplicitamente basato sul famoso libro “The Accidental Billionaires” scritto da Ben Mezrich . La pellicola racconterà ai trepidanti maniaci seguaci della notifica, di come è nato Facebook, partendo dalla nascita dell’idea ad opera di un nerd harvardiano appena mollato dalla ragazza (Mark Zuckerberg), fino ad arrivare al successo stra-milionario di quest’ultimo. L’uscita è prevista negli Usa per Ottobre 2010. Il film sarà diretto da David Fincher (il curioso caso di Benjamin Button, Fight Club, Panic Room) e la sceneggiatura è stata affidata ad Aaron Sorkin (La guerra di Charlie Wilson). Il cast si avvale della famosa pop star Justin Timberlake nei panni di Sean Parker, co-fondatore di Facebook (nonché fondatore di Napster). Il personaggio centrale della storia, Mark Zuckerberg (fondatore di Facebook e attuale presidente) sarà affidato all’incredibilmente somigliante Jesse Eisberg, mentre Andrew Garfiel interpreterà il ruolo di Eduardo Saverin, il co-fondatore silurato. “Altro film da ignorare”, pensai affacciandomi alla notizia. Solita americanata ultra-milionaria negli incassi che finisce con il fregare il pubblico coinvolgendone la parte femminile con qualche addominale in bella mostra (vedi Justin Timberlake). Tuttavia, dando uno sguardo alla locandina notai l’accattivante slogan “You don't get 500 million of friends without making a few enemies” che in italiano suonerebbe come “Non ottieni 500 milioni di amici senza farti qualche nemico”. Film di denuncia tanto caro agli americani? Chissà. Sta di fatto che il film sul faccia-libro, tra Michael Moore,blockbuster ed addominali scolpiti, riesce a creare un continuum in termini di attenzione ed attesa, simile a quello che assuefà da anni gli utenti del social network originario. Un ultima domanda sconvolge le mie notti: ma la ragazza che mollò il secchione Zuckeberg ai tempi di Harvard, motivandolo a creare Facebook, si sarà pentita adesso? Alla prossima notifica!
Antonio Tony Miele